Once again Klosterman proves he's the smartest mofo out there.
martedì 2 marzo 2010
lo-fi-de-fi-ned
Once again Klosterman proves he's the smartest mofo out there.
giovedì 7 maggio 2009
Vitamine per Milano: Vitaminic Days (18 maggio / 6 giugno)
Ecco una mia personale selezione tra i nomi presenti alla rassegna (qui tutto il programma):
- Si parte con l'acclamatissimo Andrew Bird il 18 maggio al Music Drome. Polistrumentista di Chicago, per la verita' in giro da un bel po', con gli ultimi due albums si e' andato ad affermare presso un pubblico sempre piu' vasto. Per capirci, a New York suona in posti tipo la Radio City Music Hall. Il suo ultimo disco ha ottenuto cori di elogi un po' ovunque e finira' in alto alle classifiche di fine anno. Da non perdere per poter poi dire "ah si' quello... l'ho visto dal vivo due anni fa davanti a 150 persone".
- Hatchman Social+ A Classic Education il 20 maggio al Music Drome. NME darlings i primi, punta di diamante della piu' recente scena indie italiana i secondi. Serata molto promettente. Revivalisti gli Hatchman Social, adatti a tutti quelli innamorati del post-punk britannico del primi anni ottanta. Ma molto, molto meglio saranno gli A Classic Education, reduci dalla prima trasferta oltreoceano lo scorso marzo con apparizioni a NYC e al SXSW. Li ho visti in una delle serate newyorkesi e ne sono rimasto assai favorevolmente impressionato. Suonano dal vivo che e' un piacere. E il songwriting e' parecchio solido. Personalmente mi piace di piu' il loro ascendente Broken Social Scene che quello Arcade Fire, ma sono gusti.
- Blank Dogs il 29 maggio alla Casa 139. Non pecco di immodestia se dico che sono stato uno dei primi ad accorgermi di Mike Sniper e del suo bedroom music project Blank Dogs. Lo-Fi meets new-wave. Tanto cupo e oscuro, con noncelati richiami a Joy Division. Incensiti da pezzi da novanta come The Wire, Blank Dogs hanno un disco in uscita a breve, un LP, un EP e una miriade di 12 inches e cassettine alle spalle. Gli ho gia' visti un paio di volte a NY. Tra i giovani sono un cult assoluto (al Market Hotel sono pure finito in un pogo, tu pensa) e personalmente mi hanno fatto da colonna sonora per tutto l'inverno.
- Vivian Girls+The Pains of Being Pure at Heart al Magnolia il primo giugno. Questa si puo' tranquillamente candidare alla serata piu' divertente dell'intera rassegna. Due tra le bands newyorkesi/brooklynites di cui si e' parlato di piu' nei mesi scorsi. Le Vivian Girls fanno un punk melodico e sporco con tanti richiami tra 60's garage/surf (le melodie, le chitarre, i riverberi) e early-90's west-coast punk (three-grrrl band). Mai viste dal vivo (o almeno credo), ma mi si dice assai piacevoli (talune anche d'aspetto). TPOBPAH sono la rivelazione indie-pop dell'anno: pensa a una miscela The Smiths+Black Tambourine+The Vaselines+Belle & Sebastian. LP d'esordio delizioso (e uno dei piu' ascoltati quest'anno dal sottoscritto), il giovane quartetto dal vivo suona da dio e il pubblico balla dal primo all'ultimo pezzo. Divertenti da vedere anche se non si conosce nemmeno una canzone. Promesso.
- Women il 3 giugno al Rocket. Con His Clancyness a supporto (progetto solista di Tom degli A Classic Education), i canadesi Women si presenteranno al Rocket con le loro sonorita' psichedeliche. Visti tre volte dal vivo (ne parlai qui). La prima non mi piacquero, poi il miracolo. Intensissimi dal vivo. Mischiano il post-punk e la psichedelia. Ci sento i Wire, i The Fall, ma anche Syd Barret, i Beatles piu' acidi e (quindi) i Clinic. Il disco d'esordio e' stato consumatissimo da queste parti.
- Wavves il 6 giugno al Bitte (con DJ set filali di Fabio Del Luca e di Enzo Polaroid). Che dire? Nathan Williams, 22enne di San Diego, Ca., e' il personaggio indie piu' hyped dell'annata: il suo noise-pop ha conquistato i tastemakers che contano. A ragione? A torto? Ci sono varie scuole di pensiero, nessuna delle quali ha un winning argument... All'attivo ci sono gia' due dischi (molto molto buoni), criminosamente intitolati Wavves e Wavvves (per mesi, quando avevosolo il primo, mi sono chiesto dove minchia fossero certe canzoni di cui tutti parlavano). Fate voi.
Non potendoci essere saro' curiosissimo di sapere l'esito di questi super promettenti Vitaminic Days. Di certo faro' di tutto per convincere friends & family ad accorrere numerosi (mio padre a 74 anni suonati ha visto e apprezzato i Primal Scream a NY, che cacchio vi credete). I miei complimenti ancora alla Vitaminic crew, che con grande passione e creativita' sta promuovendo eventi di ampio respiro internazionale, quelli insomma "che non sembra nemmeno di essere a Milano" (ergo parecchio milanesi, nella miglior accezione che il termine possa avere).
mercoledì 13 febbraio 2008
From Solomacello to Slaughterhuoseonly
- "Metal sucks! don't hype this shit."
- "wow... Some closed off people here. Why, pray tell, does metal suck?"
- "at least metalheads are into actual music...hipsters, on the other hand, seem to be more interested in honing their thrift-shop-fashion/im-cooler-than-you/ironic-scenester sensibilities"
- "Moronic fanbase, 95% all dude-all the time-atmosphere at shows, dubious politics (Emperor!) , dubious music...there's a long list."
- "METAL IS OVER"
- "^^^YOUR MOM IS OVER..."
- "I'd rather listen to dubious politics than the apolitical faux emotional ramblings of a catatonic asexual "indie" hipster douche bag. Or hip hop artist. Or Daft Punk."
- "Though many would probably lump me in with "hipsters" based on my music-leanings, I'm outside that "crowd" because I don't brush up on all the things you listed, the things that seem of pinnacle importance to that segment. Hip(?)sters should love metal; the metalheads wear jeans that are too tight and drain-pipey (check), they wear beat up leather that's probably from a thrift shop (check), many have unruly hair (both scalp and facial, check check), and they wear out-of-date, clearly-worn-to-be-ironic sneakers (check). It's official: Metalheads = Hipsters."
- "metal rules and always will fuckers!"
Foals live @ Bowery Ballroom, NYC -- Feb. 12, 2008
martedì 12 febbraio 2008
Please don't leave us to remain
I love the guys. Everybody continues to make music and everybody is plenty stimulated in their lives. I don’t see us going back to Fugazi. I think everybody was pretty much ready for a break by the time it was done. Then again, we never put it out of our heads, really. A lot of the reasons why we stopped were logistical because of kids and things like that. It was mostly kids and death. Kids were being born and almost all our parents were dying at the same time. Everybody was like, “Okay, we need to take a break.” I’m not saying all our parents are dead but everybody in the band lost somebody.
giovedì 7 febbraio 2008
Tutti, ma loro proprio no
The Evening Descends, secondo disco degli Evangelicals da Norman, Oklahoma, ha parecchia carne al fuoco, tra cui, oltre all'oramai gettonato singolo Skeleton Man (qui sotto), anche la spacey Party Crashin' (pure qui sotto).venerdì 1 febbraio 2008
se solo avessero aspettato il mio ritorno
martedì 29 gennaio 2008
Vampire Weekend -- Live @ Virgin Megastore NYC Jan. 28, 2008
Oltre ad essere stata, non smettero’ mai di dirlo finche’ non mi abbattete, un'annata musicalmente clamorosa (personalmente si contende la palma di annata del decennio con il 2002 e il 2004), quella del 2007 e’ stata anche l’annata del “secondo disco” (un po' tipo il '93). Vale a dire un sacco di bands che tra il 2004-2006 se ne sono uscite con dischi di esordio eccellenti, chesso’ LCD Soundsystem, Clap Your Hands Say Yeah, Arcade Fire, M.I.A., Beirut, Band Of Horses, Bloc Party, hanno fatto uscire il secondo disco l'anno scorso. Alcune hanno bissato eccome, altre hanno un po’ toppato, per quanto mi riguarda. Tutto questo per dire che piu’ che nuove bands, nel 2007 si e’ ascoltata gente che gia’ era in giro, seppur da poco. Eccezioni di nota nella dance e in alcuni generi un po’ borderline (No Age, A Place To Bury Strangers, Yeasayer, su tutti).Quest’anno, forse perche’ nessuno aveva una mazza da fare nelle prime due settimane di gennaio, io in testa (ma la musica, quella in senso figurato intendo, e’ ahime’ cambiata), ci si sta affannando un po’ tutti a pescare delle next big things et similia. E ne stanno spuntando fuori un bel po’, almeno a sentire noi, gran traduttor dei traduttor di [fill with one or more among: pitchfork, stereogum, brooklynvegan, etc. etc. etc.].
Dal canto loro, i Vampire Weekend (noantri se ne parlo' qui e qui), sorta di gruppo gemello dei MGMT (anche per conterraneita’), hanno avuto l’onore di presentare iersera un cordiale showcase al Virgin Megastore di Union Square, proprio contestualmente all’uscita del disco, fresco di importante endorsement di pitchfork (8.8 e menzione nell’ambita sezione “best new music” – quella senza la quale un fracco di oramai stimatissimi musicisti sarebbero probabilmente ancora a servire frappuccini).
Dicevo, un ottimo show. Sti picciriddi cordiali e sorridenti (il cantante sembra il compagno di classe che ti passa la – peraltro perfetta - versione di latino senza assolutamente fartelo pesare) suonano molto bene. Anche se l’impianto era quello che era, i nostri quattro pargoli hanno dimostrato di avere un tiro da fare invidia a tanti loro colleghi piu’ navigati e dal fisique du role piu’ credibile. Il batterista, su tutti, e’ notevole nel riuscire a pestare come un dannato ma al tempo stesso conoscere cosa sia la “dinamica” in un pezzo, che per il genere che fanno e’ tutto (odioso tutorial per chi non ha mai suonato: in soldoni, dinamica consiste nell’alternare fasi di "forte" a fasi di "piano", ossia tra fasi rumorose e non – Smells Like Teen Spirit, a sua volta, per ammissione di Cobain, ispiratasi ai Pixies di Debaser e Gouge Away, e’ la canzone che meglio di ogni altra la descrive). In piu’, il tarantolato leader Ezra Koenig e’ dotato di un’estensione vocale non indifferente oltre che di un timbro tutto particolare. Lo show case e’ consistito in 6 pezzi, tra cui gli oramai "classici" A-Punk, Mansard Roof, Oxford Comma, Cape Cod Kwassa Kwassa (nota: anche loro non hanno resistito la pessima tentazione di sparare tutti i pezzi migliori a inizio cd; ma che ci vuoi fare, lo fanno circa tutti oramai, dato un pubblico con una soglia di attenzione che non va oltre i dieci secondi, come bene ha detto di recente Cru7do).
venerdì 18 gennaio 2008
(Late) Thursday's Hype
Intanto beccatevi le solite cianfrusaglie da m-blog di quarta, tipo il loro myspace (locuzione priva di senso, lo so, ma dire il "loro space" suona ancora peggio) e 'sto significativo video per magia trovato sulla Youtube. Il pezzo e' dell'anno scorso, ma diventera' famoso tra un po', vedrai.
venerdì 11 gennaio 2008
broccolini feroci
A tre minuti dallo scadere MTV torna a parlare di musica. Ci fa tornare tutti un po' giovani e ricordare i bei tempi passati con sto "special" su Brooklyn che spacca e Manhattan che e' la terra dei cattivi colla grana (un tema che mi rimbomba nei timpani almeno dall'aprile 2002, ma adesso lo dice MTV, per cui tra un po' trafiletto di Repubblica e domande preoccupate della mamma a seguire).
Godiamoci i nostri beneamati MGMT, A Place To Bury Strangers, The Dirty Projectors, Grizzly Bear, Yeasayer tirarsela come dei serial killers e lamentarsi della mancanza di creativita' del resto del mondo, soprattutto dall'altra sponda dell'East River. La chicca e' quando Dave dei Dirty Projectors sfancula la stessa MTV parlando di "aesthetic of, just like, fuck this we can do it ourselves, we're not represented by MTV". Fortuna non c'era Sean Penn nei paraggi.
giovedì 10 gennaio 2008
Thursday's Hype
Disco in uscita a fine mese in concomitanza con due soldout shows alla Bowery Ballroom. Cosa possono volere di piu' i newyorkesi Vampire Weekend? Ovvio no? Allietare i cordiali avventori di Icepick con il loro nuovo video, A-Punk.
lunedì 12 novembre 2007
'90s memorabilia #3
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PONCH PRODUCTIONS PRIMUS Live in Milan 1990/91
Because Icepick wants me to drop some bombs
Per questa rubrichetta gentilmente ospitata su Icepick, che si preoccupa di recuperare memorabilia musicali degli anni '90 oggi serviamo i Primus, già celebrati a suo tempo in un post di Icepick.
Non so voi ma io, quando ritrovo queste cassettine in giro da qualche parte infondo alla cantina, ringrazio perchè la vita diventa più dolce. Tutto all'improvviso si capisce e rischiara. Sì, perchè questo tipo di memorabilia un pò speciali, non fosse altro perchè di speciale non hanno niente (testimoniano in questo caso di un sabato qualunque che ho passato a spendacchiare alla fiera di sinigallia nel '91, cosa accaduta credo migliaia di volte) hanno la capacità non solo di riportarmi il sapore di quei giorni e il momentum di quegli anni ma mettono anche la parola fine ai dubbi se fossi una persona giusta o sbagliata. Ora detto francamente. Ma quanti eravamo nel 1991 così pazzi da comprarci un prodottino del genere? Una copertina fotocopiata male, etichette scritte a mano, macchina da scrivere rotta per la track list sul retro copertina dove c'è pure scritto " Siamo spiacenti per la mancanza della prima parte del concerto svoltosi al Prego, ma purtroppo ci è stato requisito il nastro da sconosciuti durante il concerto;sconosciuti che noi riteniamo essere appartenenti a Radio Popolare. Comunque che siano stati o no loro, costoro hanno la prima parte del concerto, quindi fate un pò voi B. P. Productions." Ora. E' chiaro che un prodottino del genere nel 1990 /91 era già non molto appetibile, se poi parliamo che i concerti erano di un gruppo che all'epoca conoscevano veramente quattro scalmanati anche se
in continuo aumento, ci si rende conto del perchè tutto appariva estremamente fallimentare e minoritario, così, all'apparenza.
Col cazzo.
Questa cassettina spacca. Ma spacca di brutto! Questa cassettina vale più di un milione di dischi stampati da una major oggi. Cioè qual'è l'idea sublime di questa cassettina. E' che un manipolo di scalmanati nel 1990 si prendeva la briga di registrare due concerti con mezzi che definire avanguardistici è poco, almeno per i nostri standard attuali, registrare su audio cassette il risultato e poi adoperarsi a fare una scarna copertina ma con pretese di marketing e venderla al gelo il sabato pomeriggio... Geniale!
Oggi io, nel 2007, grazie alla follia pionieristica di questi individui, mi riascolto quel fantastico concerto che ho visto dal vivo. i Primus al Prego, band che poi negli anni sono diventati i Primus bla bla bla. Già, ma allora cosa cazzo era, avevamo la palla magica per capire chi sarebbero stati questi? No. Infatti diciassette anni fa, un pò pensavo che stavo buttando i miei soldi con questo tipo di audio prodotti da Fiera, però li compravo come un malato di shopping qualunque.I Primus li amavo e avevo tutti i loro dischi ufficiali, ma questa è un'altra storia... Comprare queste cassettine invece mi faceva certamente sentire un pò sbagliato.
Il fatto di essere una persona giusta o meno.
Io la vedo così.
Era. L'amore.
Sì, quando sei innamorato di una cosa la fai senza pensarci e non pensi se convenga o meno. Anch'io così mi ritrovo a fare un appello a la Maria de Filippi come quello strappalacrime di Icepick, con tanto di cartolina. Vorrei ritrovare e sapere che fine hanno fatto gli amici della Ponch Productions che mi hanno venduto questa cassetta alla Fiera di Sinigallia quel lontano giorno del 91 e ringraziarli per sempre per quel Harold Of The Rocks scritto a macchina sgangherata che assomiglia a un'opera d'arte.
Ragazzi per me questo è amore. Questo è anche indie.
Indie è amore.
Sì finirei così.
Indie è amore.
martedì 6 novembre 2007
mi chiedevate di sto indi ruock in moscow ...
Stando a Exile invece le cose starebbero cambiando:
I passaggi seguenti mi ricordano molto Milano e Boston e parzialmente anche New York (la hipster scene in particolare):
Most of the kids in indie scene are somewhere between 16 and 25 years old. All come from middle class families that lived out on the outskirts of Moscow. You know, "ekologicheskii chisti" areas. All of them had been to Europe more than once, along with the usual CIS countries. And all were either studying or graduated from an art or liberal arts institute. All in all, the emerging indie kids are just a part of Russia's educated suburban middle-class. Interestingly, America's indie scene sprang from the roughly the same demographic. The Russian indie chicks, just like their American counterparts, were also busy at work cultivating an air of in-the-know snottiness that comes with a pampered middle class upbringing. Unlike cheesy popszovi types or even ravers, these indie chicks only talk to dudes from their clique.
In coda all'articolo ci sono un po' di interviste ad avventori, djs etc. Tra queste, la giovine studentessa Nastia (un nome, un programma) si prodiga in affermazioni poco impegnative:
I just came to the show to watch an indie band that I know, the Miami Scissors. I like them. When I watch them, I get this feeling that I'm witnessing something monumental. Like it must have felt like back in the 60's watching the Beatles first play some small club or in someone's apartment.
Miami Scissors - Strike Day (mp3)
Miami Scissors - Heaven Sensor (mp3)
venerdì 26 ottobre 2007
indie rock, e' polemica: playboy all'attacco del new yorker
Anche Playboy risponde alla boutade sul New Yorker di Sasha Frere-Jones sul "pallore" dell'indie rock (se ne parlo' anche qui da noi). E che risposta. Merita davvero i due minuti e mezzo di lettura. Segnalo in particolare il paragrafo qui sotto, con un finale perentorio che trovo meraviglioso.
