lunedì 12 novembre 2007

mon, fratello, dove sei?

a dublino, oltre che cazzeggiare in discoteche che chiudevano alle undici, ho fatto il mio incontro musicale più importante; non che fossi uno sprovveduto, allora; infatti ascoltavo già diversa di quella che oggi definirei “roba giusta” (anche se confesso di aver preso il DART per Dún Laoghaire al fine di procurarmi una chance di vedere o sfiorare larry mullen; suonavo la batteria, in parte sono giustificato).
l’incontro di cui parlo era un 12 enne che mi fece conoscere della roba che era ancora più giusta; anzi, che era proprio fica; questo esserino spagnolo (pardon, catalano), basso e coi capelli lunghi, aveva uno zio giovane che lo aveva instradato sulla retta via del rock e gli aveva pure regalato un sacco di dischi; in più suonava la chitarra in un gruppo; questo dodicenne abitava con me nella stessa famiglia dei sobborghi dublinesi che ci ospitava e mi aveva eletto a suo idolo, soprattutto in campo sociale/amoroso (che cantonata che stava prendendo senza saperlo....); egli ha insegnato, a me sedicenne, cos’è davvero il rock & roll; mi ha parlato per la prima volta degli stooges, la mia vera passione dell’adolescenza, passione ancor più forte perchè non li conosceva nessuno del mio giro a casa; ho ancora sue lettere dove mi ha scritto un elenco di musicisti che “dovevo assolutamente conoscere” (il dodicenne, a me, sedicenne: e sapete a quell’età 4 anni di differenza che abisso costituiscono...di solito); in quegli elenchi campeggiavano i nomi di gruppi sino ad allora a me sconosciuti (nessun fratello maggiore per me) di cui finita la vacanza e all’arrivo delle sue lettere a milano correvo a noleggiare i CD da gio’ gio’ e facevo delle cassettine.
è così che ho conosciuto i sonic youth (fui il primo a tirarli fuori, con goo, cosa di cui pateticamente ancor oggi mi vanto, visto che da lì a due anni molti avrebbero perso la testa per dirty e il video collo skate), dinosaur jr, new york dolls, nick cave and the bad seeds, pixies, muddy waters, hanoi rocks, neil young, the damned, i ramones, velvet & nico e altri che ora mi sfuggono; pensate a essere assetato di quelle cose e, in epoca in cui mancava internet e i giornali musicali non si erano ancora scovati, avere quelle liste magiche che segnalavano tesori da scoprire.
passati come da copione anni di silenzio, una volta gli scrissi al vecchio indirizzo di barcellona che conoscevo, ma non mi rispose: pensai irrazionalmente che gli fosse capitato qualcosa di brutto, e che la mia lettera fosse pervenuta a un disperato genitore che l’aveva cestinata con amarezza.
recentissimamente ho voluto controllare in internet; non ho trovato molto, se non una recensione di un disco su amazon, che potrebbe benissimo appartenere a un omonimo
mi manca, dannazione, e oggi nel ricordo l’idolo è diventato lui.
e questa cartolina, purtroppo, a causa di un maledetto trasloco in cui ho perduto le preziosissime lettere, è l’unica cosa che mi è rimasta di lui.


3 commenti:

  1. Oggi Mon avrebbe sicuramente ottocento account sparsi tra skype, myspace, facebook, blog, tlog, flickr, couchsurfing, ecc. ecc. ecc.

    Se non sei riuscito a trovarlo, è perché forse non è più di questo monodo...

    Sao café!

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  2. questo post e quell'altro su dublino confermano ulteriormente la mia decisione nel caso avessi figli: i miei figli non faranno nulla di quello che ho fatto io, niente vacanze studio, niente università a 300 km da casa, niente erasmus, niente tirocinio all'estero, niente festival estivi e niente lavori alle olimpiadi. li terrò lontani dalla perdizione! (quanto alle cose serie, la mia migliore amica ora vive a barcellona, ottimi gusti musicali e soprattutto tette grosse. vuoi che la sguinzagli per ritrovare mon?)

    vale

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  3. sao cafe': era un ragazzo serio, dubito sugli account.

    vale: se avessi dei figli li lascerei a casa e alle vacanze studio all'estero ci tornerei io; per quanto riguarda la tua amica tettona, prima di mandarla al mio amico la dovrei valutare attentamente io.

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