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lunedì 22 ottobre 2007

country branding, blending, bleeding

Noi italiani dobbiamo starci parecchio sul culo e/o odiare fortemente il Belpaese. Non spiego altrimenti sto pezzo di repubblica ove una notizia, in se' molto brutta, nessuna scusa eh, viene riportata con errori madornali per farla suonare ancora piu' brutta e catastrofica.

"La mafia? E' la prima azienda italiana"
Per "Sos Impresa" 90 mld di utili l'anno
ROMA - L'"Azienda Mafia" è la prima industria azienda italiana e fattura oltre 90 mld di euro di utili. E' quanto è stato annunciato oggi alla presentazione del decimo rapporto di 'Sos Impresa' sulla criminalità. Le organizzazioni criminali di stampo mafioso esercitano il loro condizionamento in tutto il tessuto economico del Paese. Il giro d'affari dell"Azienda Mafià, con oltre 90 mld di fatturato, è rappresentato in primo luogo dall'usura, con 30 mld di euro e che colpisce 150mila commercianti. Al secondo posto, sempre secondo il rapporto di Sos Impresa, l'abusivismo commerciale con 13 mld di euro, segue il racket con 10 mld, l'agromafia con 7,5 mld, la contraffazione e la pirateria con 7,4 mld, furti e rapine con 7 mld, appalti e forniture con 6,5 mld, truffe con 4,6 mld, giochi e scommesse con 2,5 e contrabbando con 2 mld. Il fatturato dei 90 mld della mafia rappresenta il 75% del Pil nazionale, pari a 5 manovre finanziarie. Gli imprenditori e i commercianti subiscono 1.300 reati al giorno, ovvero 50 ogni ora.
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Lasciamo stare che l'autore (forse un mestierante?) andrebbe iscritto al piu' presto a corso intensivo di ragioneria, giusto per farsi spiegare in cosa differisca il fatturato dall'utile (possibile che non abbia mai venduto nulla in vita sua per capirlo?). Lasciamo anche stare che nel dato sul Pil manchi, a occhio e croce, una virgola tra il 7 e il 5 (il dato e' comunque molto alto, lo so, ma diamine come si fa a essere cosi' sciatti nel riportare dei numeri ...).
Piuttosto, ma non sarebbe anche ora di smetterla di peggiorare ulteriormente le cose e sputtanarci piu' di quanto meritiamo, tanto per il gusto di farlo? E' vero, la mafia e' un cancro gigantesco di questo Paese e purtroppo lo sappiamo tutti molto bene. Ma da qui a dire che e' la prima azienda, semplicemente perche' si aggregano dati, ce ne passa, scusate. E' come dire che i romani ce l'hanno piu' lungo dei veronesi, bastando appunto aggregare i dati. Ma vi pare che la mafia sia un'azienda sola? E allora perche' non aggregare i dati della "non-mafia spa"? Non e' che forse cosi' vincerebbero i buoni? Avrei capito (ma comunque non approvato) un'operazione del genere (for the greater good) nel periodo del governo Berlusconi, ma ora c'e' pure un governo che Repubblica sostiene ...
Gli inglesi (a tacere dei francesi) hanno capito che spararsi sistematicamente nei coglioni crea danni collaterali enormi ed e' oramai piu' di dieci anni che si vendono molto meglio di quello che sono. Questo, guarda caso, ha degli effetti virtuosi: la gente ha piu' senso di appartenenza ed e' meno triste di vivere in un posto con squallide periferie e tempo e cibo infami. A noi costa tanto, quanto meno, non danneggiarci piu' del dovuto? Non mi si venga a dire che fesserie del genere sensibilizzano: sappiamo come stanno le cose, senza che ci sia bisogno di calcare la mano -- ci manca solo che adesso passi per un nazionalista, invoco semplicemente fair press.

martedì 16 ottobre 2007

arretrato da smaltire (sia pure in parte): Blonde Redhead, LCD Soundystem, Arcade Fire live @ Randall's Island (6 ottobre 2007) - Prima Parte

Tra uno sbattimento e l'altro per il pseudo trasloco, una settimana fa ho buttato giu' qualche (si fa per dire) riga sul concerto del 6 ottobre a Randall's Island (isolotto tra Harlem, Bronx e Queens) dove in una splendida giornata/serata post-estiva ho avuto la fortuna di vedere in un colpo solo Blonde Redhead, LCD Soundsystem e Arcade Fire. (Si', lo so, c'erano pure i Les Savy Faves, peraltro reduci da un ottimo ultimo disco, ma a causa di segnalistica inesistente e traffic officer assolutamente inflessibile, ci e' toccato uscire e rientrare al casello e perdere mezz’ora, mentre in coda sulla sopraelevata ascoltavamo i LSV dilettare i fans puntuali.) Ora pero' ho da fare un fracco di altre cose e non ho molto tempo di portare a termine il post. Tenendo conto della lunghezza, finirlo vorrebbe dire occupare un'intera pagina di blogger e non e' proprio il caso. Per cui, vai di spezzatino. Oggi mi gira di parlare di quanto sta sotto, prossimamente integrero', con calma.

I Blonde Redhead sono stati il primo gruppo che ho visto e a chi interessa solo di musica e non di me, delle mie sfighe e di Finanza 101, consiglio di saltare il prossimo paragrafo.

Causa ennesimo pacco di Icepick, avevo un biglietto di cui disfarmi. Peccato che, invece del biglietto per concerto dalla line-up perfetta, mi sembrava di avere per le mani dei Cirio bonds nel 2003: fuori dall'ingresso avro’ contato una ventina di venditori disperati come me con la patata bollente in mano e nessuno degli avventori che ci si filava minimamente (del tipo che non ti guardavano nemmeno in faccia quando gli chidevi se serviva biglietto, very humiliating). Con un c.d. face value di 40 dollari gli unici compratori erano bagarini che riacquistavano a 10 dollari, non un cent di piu’. E dagli torto: sapevano bene che quelli come me che arrivavano presto con un biglietto in piu', per non perdere nulla del concerto, volevano assolutamente chiudere una vendita al piu’ presto, anche se a valori rovinosi. I bagarini contavano di rivendere i biglietti qualche ora dopo, quando si sarebbero presentati degli sbigliettati, indecisi fino all'ultimo momento se andare al concerto, e disposti a pagare una trentina di dollari... Tipico delle situazioni di non scarsita' (o, a girarla, di caduta di valore) del bene negoziato (il posto avrebbe potuto tenere anche 50.000 spettatori e se ne stimavano solo 22.000/25.000 in arrivo), in cui il mercato e' in mano ai compratori (l'opposto di quello immobiliare, insomma), sono i piu' bravi e scafati gli unici che riescono a fare soldi (e tanti). Per quanto mi riguarda questi bagarini avrebbero potuto andare tranquillamente a lavorare al desk di Lehman Brothers (o forse, a bene vedere, erano appena stati licenziati da LB). Resomi conto che quella era la situazione, mi sono rassegnato a vendere il biglietto per un pugno di dollari. Forte di un’umiliante $30 loss, entro nell'immenso field e anche qui, ancora una volta a mie spese, sperimento the consequences of poor decision-making. Dopo essermi scolato tutto l'East River la sera precedente e aver passato l'intera mattinata con un hangover che mi pareva di essere un eroinomane in crisi di astinenza (si’: pruriti endocutanei e voci inesistenti, quella roba li’), il mio stomaco iniziava a batter cassa lamentando una fame bovara. A un buon duecento metri abbondanti di distanza dal palco, mi sono avventato verso il primo degli svariati baracchini che mi si paravano innanzi. Ma che bel pirla: non potevi immaginarti che avresti fatto una fila piu’ lunga, essendo quello piu’ vicino all’ingresso? No, eh? E in piu' ha insistito: nonostante ti sia stato detto che sono ancora nella friggitrice, hai chiesto pure le french fries, che ti stufano sempre dopo la terza! Risultato: i Blonde Redhead partono senza di me e iniziano, come per punirmi (e giustamente), con il mio pezzo preferito dal loro ultimo disco, l'evocativa e melanconicissima Dr. Strangelove. Io mi riesco a sgangiare dal kiosko-sulla-240-yarda solo quando gia' suonano il pezzo successivo e, dopo goffa corsetta mentre mi ingollavo hot dog e patatine, raggiungo infine una postazione con distanza dal palco assai piu' civile.

Come sono stati i Blonde Redhead? Una grande prova in territorio potenzialmente ostile, con fans non li' per loro e suono che si temeva si sarebbe perso con estrema facilita' in uno spazio cosi' ampio. Invece il trio ha in serbo un set superbo e tirato: sia i suoni sia l'esecuzione sono eccellenti (non sembra di essere ad un evento all’aperto), la presenza scenica e' ottima (Kazu che sopra abito corto bianco cantava imbracciando una fender jaguar era veramente molto sensuale). Su tutte, ho trovato fenomenale la resa di 23. E devo ammettere che, saranno la vecchiaia e/o la lontananza da casa che hanno reso i miei nervi piu' deboli di quelli di Dave Mustaine, mi sono sorpreso a nutrire un bel po' di orgoglio patrio (e meneghino) a vedere i gemelli Pace suonare con cosi' tanto carattere davanti a ventimila persone con skyline al tramonto sullo sfondo. Ma essendo io un epigone di quel genere che al liceo fracasso' i maroni a tutti, ossia del romanticismo lombardo (i.e., continuazione dell'illuminismo mascherata da romanticismo, una roba un po' nu-metal insomma), tronco subito con il melodramma per occuparmi di cose ben piu' importanti: tempo e denaro. Terminato il concerto dei Blonde Redhead mi fiondo a ordinare delle birre e constato come il "mercato" della vendita della birra presso gli stands alla sinistra del palco sia in preda alla totale irrazionalita' (che io avevo abbracciato poco prima per l'hot dog e le french fries): file sterminate presso i primi venditori (roba da cinque/dieci minuti) e nessuna attesa presso gli ultimi in fondo, distanti si' e no quaranta metri. E chissa' quante cose nella vita sono la' dietro e noi non le acciuffiamo perche' siamo nella fila sbagliata e non abbiamo occhi per vedere.

Okay, scusate, la greediness si e' impossessata ancora di me e mi ha fatto dimenticare che qui si parla di musica, non di grana. Perfetto, avanti allora con gli LCD Soundsystem. Che dire? Per ora niente. Torna a leggere nei prossimi giorni e ti dico. Anche degli Arcade Fire. (Ma se mi paghi ti scrivo e-mail dettagliata.)
UPDATE -- For all the bastards who happen to be in NYC tonight, you should really go here.

martedì 2 ottobre 2007

Bo(llo)x

In tanti si e' apprezzata l'idea di dare musica fondamentalmente gratis alle masse. In tanti compreremo il box da quaranta sterline. In tanti si e' gridato alla genialita' dell'intera operazione. In tanti si e' pensato che questa sia, forse, la mazzata finale per l'odiatissima industria discografica, cui non restera’ che portare a termine le ignomignose 20.000 e passa cause contro filesharing moms e poi, finalmente, tutti a casa che e' finita la cioccolata. Tanti altri fanno i giusti distinguo e ci spiegano che se lo possono permettere solo perche' sono loro e non necessitano di promozione.
Gia’. A me invece sembra che sta rivoluzione fantastica venga piu’ semplicemente fatta pagare a quelli chi li amano di piu', che verosimilmente compreranno il discbox che costa come una escort.
Economicamente tutto questo non fa una grinza, se sei un venditore. Infatti, discriminare sui prezzi e' quello che ogni venditore vorrebbe fare, anche se corre il rischio di essere espulso dal mercato dai propri concorrenti. Ma non credere: il piu’ delle volte ci si riesce eccome. La raccolta di buoni sconto e' l'esempio tipico, con la massaia che ha tempo di raccimolarli e paga di meno, mentre paga di piu' chi ha una vita indaffarata e non ha tempo di stare dietro ai punti. Il problema e' che loro fanno pagare di piu' non chi ha una vita indaffarata e quindi presumibilmente piu' soldini. Loro fanno pagare il conto a chi e' accecato d'amore per loro. Giocano coi miei sentimenti, avresti detto in terza media. Grazie, lo so che nel discbox c'e' un fracco di altra roba, ma e' roba che normalmente non comperi (o che se comperi, comperi separatamente, se e quando vuoi tu). Dice ma allora scarica, paghi un penny e non rompi piu' i coglioni. Certo che potrei, ma non e' questo il punto.
Semplicemente sottolineo che chi adesso passa come un figo immane in realta' sta spremendo i piu' deboli di cuore. La legge della domanda e dell'offerta ha di bello che, in mercati tendenzialmente conorrenziali, paghi poco cose che saresti disposto a pagare molto molto di piu': pane e acqua sono gli esempi classici, ma in fondo anche la musica, piu' o meno. E con i soldi che risparmi ti compri altre cose, risparmi, mandi i figli all'universita', etc. Fare gli esosi con i propri fans piu' sfegatati e' una bassezza, non una cosa geniale. Perdipiu' perche' camuffata da cosa figa, ‘che ti danno la possibilita' di comprare il tutto a prezzi stracciati, sia pure nell'inferiore qualita' digitale. Mi chiedo se i compratori del box che costa come un'escort avrebbero fatto l'acquisto con cosi' tanto slancio se non ci fosse stata la parallela offerta quasi gratuita, di cui comunque non ci si avvarra' perche’ appunto si e' optato per il box. Penso che si sarebbe gridato allo scandalo per il prezzo esorbitante e si sarebbe scaricato il disco illegalmente e con tanto rancore. Invece no, (quasi) tutti a fare le genuflessioni e chiamarli geni, visionari, etc., mentre il conto viene pagato dai fans piu' leali, con un mind-trick degno di uno scadente cavaliere jedi: farti credere che sei libero mentre ti viene fottuto il portafoglio. Che e' un po' la base stessa del capitalismo e alla fine va bene cosi'. Basta fare meno i fighi e dire le cose come stanno.

ask me anything

1. Ma in metropolitana gli occhiali da sole si tengono o vanno tolti?
2. Costa molto ai cantanti di gruppi indie italiani, che pero’ cantano in inglese, studiare un po’ meglio la pronuncia?
3. Perche’ nessuno si lamenta mai che, tra le varie cose che la mamma sinistra ci ha costretto a ingoiare in questi tredici anni di contenimento di Berlusconi, ci tocca rassegnatamente accettare qualsiasi vaccata imposta dalla Comunita’ Europea?
4. Capito perche’ dicevo che comprare casa non era poi questa buona idea? (Si’, lo so che e’ bello averne una, ma di questi tempi (ultimi sette anni almeno) le case avevano prezzi piu’ cari degli occhiali di Lapo e, si’, anche il mercato delle case scende – so sorry.)
5. Hai deciso se l’espressione che ti irrita di piu’ nel corporate jargon e’ effettivamente “I just wanted to make sure we’re on the same page”? (Peraltro, mi duole dirti che, a meno che anche tu, caroclientecaposuperioreburocrate, stessi gustandoti il nuovo tlog di Fabio De Luca, la risposta e’ “WE ARE NOT”.)
6. Chi e' cosi' gentile da spiegarmi che fanno i New Young Pony Club che i CSS non abbiano gia’ fatto (e assai meglio)?
7. Come ti senti dopo che la ricerchina google “Moscow+concerts+rock” ti ha dato questo esito?
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Fabio De Luca - Ask Me Anything (Strokes cover - mp3 - via)