gira oramai da mesi, ma il remix di nude fatto da hipster runoff condensa in maniera parecchio brillante quanto e' accaduto nel settore musicale at large lungo questo decennio. da mandare a memoria.
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giovedì 8 maggio 2008
giovedì 17 gennaio 2008
Nel mentre io me li sono ritrovati da Starbucks
Ma non ditelo a Dhinus, che senno' gli viene un embolo.
(concordo che la foto fa un po' schifo, ma voglio vedere te con alle spalle una folla di scalmanati caffeine addicts appena dopo la pausa pranzo)
(concordo che la foto fa un po' schifo, ma voglio vedere te con alle spalle una folla di scalmanati caffeine addicts appena dopo la pausa pranzo)
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martedì 4 dicembre 2007
sick for money or sick of money?
E' un po' che vado chiedendomi come sia possibile che i moscoviti spendano cosi' tanto. Credetemi, proprio tantissimo: quasi tutti quelli con cui ho parlato hanno placidamente ammesso che circa tutto il loro stipendio se ne va via tra vestiti, ristoranti, macchine, squadre di calcio, etc. (l'ultima l'ho buttata li', dai). E il colmo e' che Mosca si dice essere la citta piu' cara del mondo. Per un'idea: una cena in un posto a buon mercato ti alleggerisce il portafoglio di non meno di 40/50 dollari; e si deve trattare di un posto davvero a buon mercato. In uno medio te ne partono dagli 80 ai 120 bevendo vodka, non vino. Se a cio' aggiungi la malsana passione per i capi firmati (oltre che per i capi tout court, but that's another story) ti fai un quadretto ancora piu' preciso.- backlash psicologico contro quello che si e' stati in passato e voglia di rifarsi del troppo tempo perduto: come diceva un mio insegnante, scoprire tardi i soldi (e lui aggiungeva il sesso, anche se in modo piu' sciovinista) rischia di tirarti completamente scemo;
- in passato ('91 e '98 in particolare) il rublo ha subito svalutazioni pesantissime, con i russi che si sono svegliati piu' di una volta trovando carta straccia sul proprio conto in banca: i soldi sono passeggeri, i beni restano (certo, le cene no, ma vai al punto successivo);
- a loro in fondo sono sempre mancati i beni, non i soldi: ai tempi del comunismo, assenti beni di consumo, i soldi, anche se c'erano, valevano poco niente (lo stato provvedeva peraltro a offrire l'intrattenimento gratuitamente); quindi, anche psicologicamente, i soldi non sono poi molto importanti, mentre i beni di consumo e certe forme di divertimento che prima erano assenti lo sono assai di piu' (insomma non parlategli dei Radiohead, per tacere di Chris Anderson);

- infine, dato per nulla secondario, i russi hanno una flat tax del 13% (pagano il 13% a prescindere da quanto sia il loro reddito -- how fair, uh?) e dunque, a parita' di altre condizioni, hanno molti piu' soldi da spendere.
I miei due rubli fantapolitici: se per una qualsiasi ragione il mondo dovesse in futuro divenire, come ci si augura un po' tutti, meno petrolio/gas-dipendente, questi rischiano di andare con il culo per aria nel giro di pochissimo. Se penso alla totale assenza di coesione tra ceti medio-bassi da un lato e nuova borghesia ricca o moderatamente benestante dall'altro, e considero il fastidio che i nostri nutrono nei confronti delle mezze misure, non mi stupirei affatto di un ritorno del comunismo, anche se magari non proprio subito, via. Peraltro, come puo' testimoniarti Macca, non parrebbero nemmeno troppo spaventati dalla prospettiva di finire ... back in the U.S.S.R.
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domenica 21 ottobre 2007
lunedì 15 ottobre 2007
la fortuna di essere i Radiohead
Mi ero ripromesso di scrivere, come tutte le persone perbene, una pseudo recensione dell'ultimo disco (se fossi un giornalista mi permetterei di dire fatica) dei Radiohead, l'iperhyped In Rainbows.
I Radiohead sono per me un terreno assai difficile. Mi piacciono (e non poco) ma non posso, by any means, considerarmi un loro fan, perche' essere un loro fan e' come essere un devoto di una vera e propria religione pagana: te lo devi sentire dentro. Se non lo sei, sai benissimo di non esserlo e ti senti quasi intimorito a parlarne: non mi sono beccato mai cosi' tanti insulti come quando anni addietro provai a dire a dei veri fans che ritenevo (cosa che continuo a fare) Kid A il loro disco piu' riuscito. (Del resto nemmeno i talebani dei Beatles e dei Led Zeppelin digerirono mai fino in fondo il White Album e Physical Graffiti ...)
Alla fine sono giunto alla conclusione che io non capisco i Radiohead appieno e cosi' mi spiego perche' parlare di loro mi mette sempre tanta soggezione. Essi' che sono outspoken piu' o meno su tutto il restante mondo musicale. E' che i Radiohead mi fanno sentire un po' scemo. Il loro art rock e' come se fosse li' a puntare il dito sulle mie lacune fondamentali. Non ho letto Proust, ne' Einstein, ne' Wittgenstein (non penso che Luca Sofri valga) e le loro canzoni sembrano scritte apposta per ricordarmelo a ogni pie' sospinto. Ne' loro hanno fatto mai alcunche' per farmi sentire meglio e/o per rendersi simpatici, anzi: partirono facendo il verso al grunge con un esordio bruttino, dopodiche' accettarono di buon grado l'etichetta di quelli che fanno il brit pop intelligente, fino a ... demolire il brit pop stesso con OK Computer. (Vabbe', non furono gli unici: senza considerare l'impatto storico che ebbe Homework, proprio nello stesso A.D. 1997 a uccidere il brit pop ci pensarono pure i Blur con la svolta americana dell'omonimo disco, gli Oasis con quel disastro di Be Here Now e soprattutto i Verve con l'album di brit pop perfetto, Urban Hymns.) Comunque, personalmente mi e' sempre spiaciuto perche' con un solo anno extra di vita per il brit pop, si sarebbe prestata mooolta piu' attenzione a In It For The Money dei Supergrass che per quanto mi riguarda e' uno dei dischi piu' belli degli anni novanta.
Ma parliamo di In Rainbows. Ascoltandolo ieri sono sobbalzato quando il mio iPod ha passato l'undicesima traccia. Come, non ce l'avete? Si chiama Everything In The Right Place. Uhm, vabbe' niente scherzi. In Rainbows e' un disco si' interessante, ma che non so quanto riascolterei (per capirlo meglio) se non fosse un loro disco. Ritengo sia due spanne sotto i loro dischi a mio avviso migliori (The Bends, OK Computer e Kid A) e trovo abbia un impatto meno intenso di Hail To The Thief. Ma non demordo: sento che ha un fascino implosivo che chiede maggiore attenzione e gliela daro', magari cercando di capirlo meglio partendo dalle canzoni che mi piacciono di piu', Nude e The Reckoner, che e' proprio bella e non so come ma in un passaggio mi ricorda i RHCP di Other Side. A proposito di somiglianze, l'inizio di Bodysnatchers a me ricorda l'attacco di The Number of The Beast. Poi trovo assai bello l'effetto da macchina del tempo di All I Need, che potrebbe stare senza vergognarsene in OK Computer e mi fa ripiombare di forza nei late nineties. E infine Videotape, pensa a un Aphex Twin beat (periodo I Care Because You Do) e un piano alla Sigur Ros, e' una chiusura molto riuscita. Insomma, qui come non mai, sono combattuto e loro, che continuano a farmi sentire inadeguato, non hanno fatto nulla per agevolare il mio giudizio: la scaletta, ad esempio, non e' affatto user friendly.
Resta comunque il fatto che, non fossero loro, nei prossimi giorni avrei ascoltato tutt'altro. E mi chiedo quanto questo sia giusto e quanti dischi abbia archiviato prematuramente perche' i loro autori non si chiamano Radiohead. Ma tanto sono parole di uno che parla di gente che lo fa sentire scemo.
I Radiohead sono per me un terreno assai difficile. Mi piacciono (e non poco) ma non posso, by any means, considerarmi un loro fan, perche' essere un loro fan e' come essere un devoto di una vera e propria religione pagana: te lo devi sentire dentro. Se non lo sei, sai benissimo di non esserlo e ti senti quasi intimorito a parlarne: non mi sono beccato mai cosi' tanti insulti come quando anni addietro provai a dire a dei veri fans che ritenevo (cosa che continuo a fare) Kid A il loro disco piu' riuscito. (Del resto nemmeno i talebani dei Beatles e dei Led Zeppelin digerirono mai fino in fondo il White Album e Physical Graffiti ...)
Alla fine sono giunto alla conclusione che io non capisco i Radiohead appieno e cosi' mi spiego perche' parlare di loro mi mette sempre tanta soggezione. Essi' che sono outspoken piu' o meno su tutto il restante mondo musicale. E' che i Radiohead mi fanno sentire un po' scemo. Il loro art rock e' come se fosse li' a puntare il dito sulle mie lacune fondamentali. Non ho letto Proust, ne' Einstein, ne' Wittgenstein (non penso che Luca Sofri valga) e le loro canzoni sembrano scritte apposta per ricordarmelo a ogni pie' sospinto. Ne' loro hanno fatto mai alcunche' per farmi sentire meglio e/o per rendersi simpatici, anzi: partirono facendo il verso al grunge con un esordio bruttino, dopodiche' accettarono di buon grado l'etichetta di quelli che fanno il brit pop intelligente, fino a ... demolire il brit pop stesso con OK Computer. (Vabbe', non furono gli unici: senza considerare l'impatto storico che ebbe Homework, proprio nello stesso A.D. 1997 a uccidere il brit pop ci pensarono pure i Blur con la svolta americana dell'omonimo disco, gli Oasis con quel disastro di Be Here Now e soprattutto i Verve con l'album di brit pop perfetto, Urban Hymns.) Comunque, personalmente mi e' sempre spiaciuto perche' con un solo anno extra di vita per il brit pop, si sarebbe prestata mooolta piu' attenzione a In It For The Money dei Supergrass che per quanto mi riguarda e' uno dei dischi piu' belli degli anni novanta.
Ma parliamo di In Rainbows. Ascoltandolo ieri sono sobbalzato quando il mio iPod ha passato l'undicesima traccia. Come, non ce l'avete? Si chiama Everything In The Right Place. Uhm, vabbe' niente scherzi. In Rainbows e' un disco si' interessante, ma che non so quanto riascolterei (per capirlo meglio) se non fosse un loro disco. Ritengo sia due spanne sotto i loro dischi a mio avviso migliori (The Bends, OK Computer e Kid A) e trovo abbia un impatto meno intenso di Hail To The Thief. Ma non demordo: sento che ha un fascino implosivo che chiede maggiore attenzione e gliela daro', magari cercando di capirlo meglio partendo dalle canzoni che mi piacciono di piu', Nude e The Reckoner, che e' proprio bella e non so come ma in un passaggio mi ricorda i RHCP di Other Side. A proposito di somiglianze, l'inizio di Bodysnatchers a me ricorda l'attacco di The Number of The Beast. Poi trovo assai bello l'effetto da macchina del tempo di All I Need, che potrebbe stare senza vergognarsene in OK Computer e mi fa ripiombare di forza nei late nineties. E infine Videotape, pensa a un Aphex Twin beat (periodo I Care Because You Do) e un piano alla Sigur Ros, e' una chiusura molto riuscita. Insomma, qui come non mai, sono combattuto e loro, che continuano a farmi sentire inadeguato, non hanno fatto nulla per agevolare il mio giudizio: la scaletta, ad esempio, non e' affatto user friendly.
Resta comunque il fatto che, non fossero loro, nei prossimi giorni avrei ascoltato tutt'altro. E mi chiedo quanto questo sia giusto e quanti dischi abbia archiviato prematuramente perche' i loro autori non si chiamano Radiohead. Ma tanto sono parole di uno che parla di gente che lo fa sentire scemo.
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mercoledì 10 ottobre 2007
Don't screw it up, Radiohead!
che il destino dell'umanita' e' a quanto pare nelle vostre mani ...
... In just these past ten days, In Rainbows has received more hype than Cloverfield, Halo 3, and the second coming of Christ combined (approximately). Sure, everyone agrees that it's going to topple the record labels, inspire world peace, and bring Tupac back to life … but that's all based on the assumption that the songs are actually good. What if they're not? What if all the buildup amounts to nothing, and Rainbows turns out to be the Snakes on a Plane of British krautrock-y electro-pop albums? Will bands just go back to the old methods of music distribution? Maybe Trent Reznor will re-sign to Interscope and people will abandon file-sharing networks. Then Clive Davis will jack up the price of CDs to $50 apiece, all concert tickets will cost as much as ones to see the Police, and the sky will collapse, we figure.
... In just these past ten days, In Rainbows has received more hype than Cloverfield, Halo 3, and the second coming of Christ combined (approximately). Sure, everyone agrees that it's going to topple the record labels, inspire world peace, and bring Tupac back to life … but that's all based on the assumption that the songs are actually good. What if they're not? What if all the buildup amounts to nothing, and Rainbows turns out to be the Snakes on a Plane of British krautrock-y electro-pop albums? Will bands just go back to the old methods of music distribution? Maybe Trent Reznor will re-sign to Interscope and people will abandon file-sharing networks. Then Clive Davis will jack up the price of CDs to $50 apiece, all concert tickets will cost as much as ones to see the Police, and the sky will collapse, we figure.
There's a lot riding on this, Radiohead! Don't screw it up! (thx NY Magazine)
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giovedì 4 ottobre 2007
post che mi sono imposto di scrivere dopo avere appreso notizia della finta morte di Ian MacKaye
Se la guerra fredda fosse stata vinta, come ci si augurava un po' tutti (per lo meno allora), dalla socialdemocrazia, invece di organizzare dischi celebrativi per gli indierockers da bere, ossia i radical chic Radiohead e i carrieristi R.E.M., Stereogum premierebbe la band che ha dimostrato a tutto il mondo come il socialismo reale possa funzionare eccome, i Fugazi. Chiedo in ginocchio ai ben piu' influenti m-bloggers delle regioni rosse di iniziare a darsi da fare che In On The Kill Taker il prossimo luglio compie quindici anni pure lui. E senti un po' che roba.
martedì 2 ottobre 2007
Bo(llo)x
In tanti si e' apprezzata l'idea di dare musica fondamentalmente gratis alle masse. In tanti compreremo il box da quaranta sterline. In tanti si e' gridato alla genialita' dell'intera operazione. In tanti si e' pensato che questa sia, forse, la mazzata finale per l'odiatissima industria discografica, cui non restera’ che portare a termine le ignomignose 20.000 e passa cause contro filesharing moms e poi, finalmente, tutti a casa che e' finita la cioccolata. Tanti altri fanno i giusti distinguo e ci spiegano che se lo possono permettere solo perche' sono loro e non necessitano di promozione.
Gia’. A me invece sembra che sta rivoluzione fantastica venga piu’ semplicemente fatta pagare a quelli chi li amano di piu', che verosimilmente compreranno il discbox che costa come una escort.
Economicamente tutto questo non fa una grinza, se sei un venditore. Infatti, discriminare sui prezzi e' quello che ogni venditore vorrebbe fare, anche se corre il rischio di essere espulso dal mercato dai propri concorrenti. Ma non credere: il piu’ delle volte ci si riesce eccome. La raccolta di buoni sconto e' l'esempio tipico, con la massaia che ha tempo di raccimolarli e paga di meno, mentre paga di piu' chi ha una vita indaffarata e non ha tempo di stare dietro ai punti. Il problema e' che loro fanno pagare di piu' non chi ha una vita indaffarata e quindi presumibilmente piu' soldini. Loro fanno pagare il conto a chi e' accecato d'amore per loro. Giocano coi miei sentimenti, avresti detto in terza media. Grazie, lo so che nel discbox c'e' un fracco di altra roba, ma e' roba che normalmente non comperi (o che se comperi, comperi separatamente, se e quando vuoi tu). Dice ma allora scarica, paghi un penny e non rompi piu' i coglioni. Certo che potrei, ma non e' questo il punto.
Semplicemente sottolineo che chi adesso passa come un figo immane in realta' sta spremendo i piu' deboli di cuore. La legge della domanda e dell'offerta ha di bello che, in mercati tendenzialmente conorrenziali, paghi poco cose che saresti disposto a pagare molto molto di piu': pane e acqua sono gli esempi classici, ma in fondo anche la musica, piu' o meno. E con i soldi che risparmi ti compri altre cose, risparmi, mandi i figli all'universita', etc. Fare gli esosi con i propri fans piu' sfegatati e' una bassezza, non una cosa geniale. Perdipiu' perche' camuffata da cosa figa, ‘che ti danno la possibilita' di comprare il tutto a prezzi stracciati, sia pure nell'inferiore qualita' digitale. Mi chiedo se i compratori del box che costa come un'escort avrebbero fatto l'acquisto con cosi' tanto slancio se non ci fosse stata la parallela offerta quasi gratuita, di cui comunque non ci si avvarra' perche’ appunto si e' optato per il box. Penso che si sarebbe gridato allo scandalo per il prezzo esorbitante e si sarebbe scaricato il disco illegalmente e con tanto rancore. Invece no, (quasi) tutti a fare le genuflessioni e chiamarli geni, visionari, etc., mentre il conto viene pagato dai fans piu' leali, con un mind-trick degno di uno scadente cavaliere jedi: farti credere che sei libero mentre ti viene fottuto il portafoglio. Che e' un po' la base stessa del capitalismo e alla fine va bene cosi'. Basta fare meno i fighi e dire le cose come stanno.
Gia’. A me invece sembra che sta rivoluzione fantastica venga piu’ semplicemente fatta pagare a quelli chi li amano di piu', che verosimilmente compreranno il discbox che costa come una escort.
Economicamente tutto questo non fa una grinza, se sei un venditore. Infatti, discriminare sui prezzi e' quello che ogni venditore vorrebbe fare, anche se corre il rischio di essere espulso dal mercato dai propri concorrenti. Ma non credere: il piu’ delle volte ci si riesce eccome. La raccolta di buoni sconto e' l'esempio tipico, con la massaia che ha tempo di raccimolarli e paga di meno, mentre paga di piu' chi ha una vita indaffarata e non ha tempo di stare dietro ai punti. Il problema e' che loro fanno pagare di piu' non chi ha una vita indaffarata e quindi presumibilmente piu' soldini. Loro fanno pagare il conto a chi e' accecato d'amore per loro. Giocano coi miei sentimenti, avresti detto in terza media. Grazie, lo so che nel discbox c'e' un fracco di altra roba, ma e' roba che normalmente non comperi (o che se comperi, comperi separatamente, se e quando vuoi tu). Dice ma allora scarica, paghi un penny e non rompi piu' i coglioni. Certo che potrei, ma non e' questo il punto.
Semplicemente sottolineo che chi adesso passa come un figo immane in realta' sta spremendo i piu' deboli di cuore. La legge della domanda e dell'offerta ha di bello che, in mercati tendenzialmente conorrenziali, paghi poco cose che saresti disposto a pagare molto molto di piu': pane e acqua sono gli esempi classici, ma in fondo anche la musica, piu' o meno. E con i soldi che risparmi ti compri altre cose, risparmi, mandi i figli all'universita', etc. Fare gli esosi con i propri fans piu' sfegatati e' una bassezza, non una cosa geniale. Perdipiu' perche' camuffata da cosa figa, ‘che ti danno la possibilita' di comprare il tutto a prezzi stracciati, sia pure nell'inferiore qualita' digitale. Mi chiedo se i compratori del box che costa come un'escort avrebbero fatto l'acquisto con cosi' tanto slancio se non ci fosse stata la parallela offerta quasi gratuita, di cui comunque non ci si avvarra' perche’ appunto si e' optato per il box. Penso che si sarebbe gridato allo scandalo per il prezzo esorbitante e si sarebbe scaricato il disco illegalmente e con tanto rancore. Invece no, (quasi) tutti a fare le genuflessioni e chiamarli geni, visionari, etc., mentre il conto viene pagato dai fans piu' leali, con un mind-trick degno di uno scadente cavaliere jedi: farti credere che sei libero mentre ti viene fottuto il portafoglio. Che e' un po' la base stessa del capitalismo e alla fine va bene cosi'. Basta fare meno i fighi e dire le cose come stanno.
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giovedì 16 agosto 2007
Guida per chi si innamora su Flickr
In una giornata di scazzo al lavoro, ti sei mai perso nel mondo flickeriano di qualche dolcissima colombiana che studia relazioni internazionali alla Sorbona? Di ritorno a casa sbronzo e solo, hai mai frugato nella vita di una meravigliosa coreana titolare di una stilosissima boutique a Barcellona? E che dire dell’avvenente archeologo australiano che si divide tra scavi in Giordania e negozio etnico nel West Village? Immagino che dopo esserti proiettato/a nelle loro vite, abitazioni, cene con amici, viaggi esotici, etc., etc., hai iniziato a imprecare contro la tecnologia, rea di avere risvegliato in te interessi platonici che speravi di avere archiviato per sempre dai tempi del liceo.
Welcome to the club! Di gente come te, ehm … noi, ce n’e’ oramai a bizzeffe. Anzi, siamo talmente tanti che Wired ha finalmente pensato a noi con quella bibbia di sopravvivenza moderna che e’ "how to" wiki, in cui ci viene data una mano non solo per conquistare gli affetti dell’amata/o esibizionista flickeriana/o, ma pure per risolvere altri fondamentali problemi che affliggono il nostro quotiodiano (per esempio: come emulare Malmsteen a guitar hero, come corrompere qualcuno, come proteggere il conto on line una volta morti o come trovare ossa di dinosauro).
Ecco che ci viene suggerito per il successo sentimentale:
- primo, sii realista: non farti sedurre da una persona con centinaia di contatti che posta autoritratti provocatori, perche’ fare breccia in una vita cosi’ indaffarata e’ dura – concentrati piuttosto sulla timida bibliotecaria;
- secondo, conta le foto e cerca qualcuno che abbia le tue stesse abitudini di posting, il che e' indice di forte compatibilita’ sociale: tieni presente che piu’ tempo si e’ su Flickr meno tempo si passa con gli amici e viceversa;
- infine, attento al profilo: non solo per le informazioni di base sull’altra persona (eta’, luogo e stato civile), ma anche per il primo, virtuale, approccio che il tuo profilo ti permette di fare – l’ideale pare sia infiltrare delle info personali qua e la’ all’interno di un’altresi’ monotona disquisizione tecnica. Un esempio:
"'Hi, my name's Johan. I recently had to buy a Nikon D90 to photograph my new golden retriever, Rex. My old Canon SD630 just wasn't doing his cute, wet nose justice. (Plus, a new raise at my super-stable job allowed me to upgrade.) Check out my new photoset of us going for a walk in the park. Nevermind the comments about what lookers we are, I was just trying to get some good shots to send to my mom for her birthday (she loves dogs!). The lighting was a bit slanted, which made for some difficult exposures in the shadows, but my new Tamron 28mm-75mm f/2.8 was up to the task.'
Bam! Now you're a rich, good-looking dog person who loves his mom. But it's really just about the photography."
Peccato che l’unica cosa che Wired non ti insegna è l'how to concludere in modo brillante un post tipo questo ... fortuna che per questo ci soccorre Thom Yorke: meglio scomparire. Buone vacanze.
Radiohead - How to Disappear Completely
Welcome to the club! Di gente come te, ehm … noi, ce n’e’ oramai a bizzeffe. Anzi, siamo talmente tanti che Wired ha finalmente pensato a noi con quella bibbia di sopravvivenza moderna che e’ "how to" wiki, in cui ci viene data una mano non solo per conquistare gli affetti dell’amata/o esibizionista flickeriana/o, ma pure per risolvere altri fondamentali problemi che affliggono il nostro quotiodiano (per esempio: come emulare Malmsteen a guitar hero, come corrompere qualcuno, come proteggere il conto on line una volta morti o come trovare ossa di dinosauro).
Ecco che ci viene suggerito per il successo sentimentale:
- primo, sii realista: non farti sedurre da una persona con centinaia di contatti che posta autoritratti provocatori, perche’ fare breccia in una vita cosi’ indaffarata e’ dura – concentrati piuttosto sulla timida bibliotecaria;
- secondo, conta le foto e cerca qualcuno che abbia le tue stesse abitudini di posting, il che e' indice di forte compatibilita’ sociale: tieni presente che piu’ tempo si e’ su Flickr meno tempo si passa con gli amici e viceversa;
- infine, attento al profilo: non solo per le informazioni di base sull’altra persona (eta’, luogo e stato civile), ma anche per il primo, virtuale, approccio che il tuo profilo ti permette di fare – l’ideale pare sia infiltrare delle info personali qua e la’ all’interno di un’altresi’ monotona disquisizione tecnica. Un esempio:
"'Hi, my name's Johan. I recently had to buy a Nikon D90 to photograph my new golden retriever, Rex. My old Canon SD630 just wasn't doing his cute, wet nose justice. (Plus, a new raise at my super-stable job allowed me to upgrade.) Check out my new photoset of us going for a walk in the park. Nevermind the comments about what lookers we are, I was just trying to get some good shots to send to my mom for her birthday (she loves dogs!). The lighting was a bit slanted, which made for some difficult exposures in the shadows, but my new Tamron 28mm-75mm f/2.8 was up to the task.'
Bam! Now you're a rich, good-looking dog person who loves his mom. But it's really just about the photography."
Peccato che l’unica cosa che Wired non ti insegna è l'how to concludere in modo brillante un post tipo questo ... fortuna che per questo ci soccorre Thom Yorke: meglio scomparire. Buone vacanze.
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