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giovedì 5 febbraio 2009

T-Russ(h)ia

Aeroflot says drunk pilot 'no big deal'

Passengers who accused the Russian captain of an Aeroflot flight of being drunk were told by the airline that intoxication was 'no big deal'.

Questo il mio passaggio preferito: "Really, all he has to do is press a button and the plane flies itself. The worst that could happen is he'll trip over something in the cockpit."

How reassuring, uh?

giovedì 7 febbraio 2008

Scrivi Burn e Smoke On The Water

... vuoi che non ti invitino a suonare al quindicennale di Gazprom al Cremlino?

martedì 4 dicembre 2007

sick for money or sick of money?

E' un po' che vado chiedendomi come sia possibile che i moscoviti spendano cosi' tanto. Credetemi, proprio tantissimo: quasi tutti quelli con cui ho parlato hanno placidamente ammesso che circa tutto il loro stipendio se ne va via tra vestiti, ristoranti, macchine, squadre di calcio, etc. (l'ultima l'ho buttata li', dai). E il colmo e' che Mosca si dice essere la citta piu' cara del mondo. Per un'idea: una cena in un posto a buon mercato ti alleggerisce il portafoglio di non meno di 40/50 dollari; e si deve trattare di un posto davvero a buon mercato. In uno medio te ne partono dagli 80 ai 120 bevendo vodka, non vino. Se a cio' aggiungi la malsana passione per i capi firmati (oltre che per i capi tout court, but that's another story) ti fai un quadretto ancora piu' preciso.

Queste le spiegazioni che mi sono dato:
  • backlash psicologico contro quello che si e' stati in passato e voglia di rifarsi del troppo tempo perduto: come diceva un mio insegnante, scoprire tardi i soldi (e lui aggiungeva il sesso, anche se in modo piu' sciovinista) rischia di tirarti completamente scemo;
  • in passato ('91 e '98 in particolare) il rublo ha subito svalutazioni pesantissime, con i russi che si sono svegliati piu' di una volta trovando carta straccia sul proprio conto in banca: i soldi sono passeggeri, i beni restano (certo, le cene no, ma vai al punto successivo);
  • a loro in fondo sono sempre mancati i beni, non i soldi: ai tempi del comunismo, assenti beni di consumo, i soldi, anche se c'erano, valevano poco niente (lo stato provvedeva peraltro a offrire l'intrattenimento gratuitamente); quindi, anche psicologicamente, i soldi non sono poi molto importanti, mentre i beni di consumo e certe forme di divertimento che prima erano assenti lo sono assai di piu' (insomma non parlategli dei Radiohead, per tacere di Chris Anderson);
  • infine, dato per nulla secondario, i russi hanno una flat tax del 13% (pagano il 13% a prescindere da quanto sia il loro reddito -- how fair, uh?) e dunque, a parita' di altre condizioni, hanno molti piu' soldi da spendere.
I miei due rubli fantapolitici: se per una qualsiasi ragione il mondo dovesse in futuro divenire, come ci si augura un po' tutti, meno petrolio/gas-dipendente, questi rischiano di andare con il culo per aria nel giro di pochissimo. Se penso alla totale assenza di coesione tra ceti medio-bassi da un lato e nuova borghesia ricca o moderatamente benestante dall'altro, e considero il fastidio che i nostri nutrono nei confronti delle mezze misure, non mi stupirei affatto di un ritorno del comunismo, anche se magari non proprio subito, via. Peraltro, come puo' testimoniarti Macca, non parrebbero nemmeno troppo spaventati dalla prospettiva di finire ... back in the U.S.S.R.

giovedì 25 ottobre 2007

andiamo bene

"whatever's coming next is going to be ugly. We're all going to look back at the Putin Era as some kind of mythical Happy Days, Russia's version of the Ike Era."

Lungo ed impressionante articolo sulla situazione politica russa quando volge al termine (?) l'era Putin. In qualsiasi modo la si guardi, it sucks. Roba che noi al confronto sembriamo un modello tipo la Svezia.
(thx exile.ru)