martedì 22 aprile 2008

solo per le cose fondamentali

al terzo ascolto, posso affermare senza pentirmi (o forse si' ma chissenefotte) che pork & beans spacca e non vedo l'ora di cantarla a squarciagola in mezzo a una pista, con quattro birre, due jack & coke e un braulio o the rocks tra le mani, manco fossi vishnu.come spesso accade nei periodi in cui il lavoro mi prende a sberle e quindi ho meno tempo per occuparmi delle mie attivita' preferite, tipo rinnovare abbonamenti a riviste scientifiche e/o cercare di far funzionare ableton, mi sono ingollato un po' di serie televisive che mi mancavano. nonostante fidanzata e sorella insopprtabili (sue, sia chiaro), l'ottimo dexter ha mantenuto tutte le aspettative. intreccio avvincente e monologhi magistrali. ottima la ciurma alla centrale di polizia. e come tutti i thrillers che si rispettano, mi ha fatto venire una fame boia. giuro che il cartoncino pieno di donuts del primo episodio mi ha mandato in uno sbattimento tale che se non son diventato un serial killer pure io e' solo merito di quel genio di mark israel.

musica, checked. tv, checked. tocca al cinema, mi sa. no, scherzo, lo sai che sono troppo gentiluomo dell'ottocento, che conosco i miei limiti e che di cinema non parlo. anche se a volte, mi dico perche' no. sono io l'unico che ha trovato irresistibile jack white che cantava loving cup (qui sotto in versione 1.0)? OK, era emozionato. vorrei vedere voi, pero'. io mi sono emozionato a vederlo emozionato.


mischiamo un po' le carte e continuiamo con jack white. quest'uomo proprio non ce la fa, e' un genio, punto e basta (aspetto il nuovo stato di sufjan stevens per assegnare il podio per il decennio). forse con una sola eccezione, non ha sbagliato un album negli ultimi ... dieci anni. e l'ultimo raconteurs e' un gioiello con tutte quelle belle citazioni di who, grateful dead, stones, zeppelin, pink floyd di syd barrett, beatles (c'e' brendan benson, che ci vuoi fare). e nell'attacco di piano in you don't understand me c'e' pure una citazione di ballad of a thin man, secondo me. e mi dirai che sono la solita vecchia troia nostalgica, che tu adesso mi fai quello che c'e' solo il math rock (you're such a cutie, a natale ti regalo i miei vinili dei voivod). comunque, vuoi mica del songwriting solidissimo, una band che senti si sta divertendo a suonare (e che dal vivo suona le migliori covers), i testi piu' intelligenti del 99% del resto del mondo e un jack white che mai ha cantato cosi' bene? se si', prendi consolers of the lonely e goditi questo treat.

eppoi, domani (oggi per chi legge) vado in north carolina. nel fine settimana arrivano in citta' vecchi e nuovi amici e la cosa mi rende pieno di gioia.

ho imparato a suonare il riff di don't make me a target.

ho visto un due-tre concerti di cui non vi parlero' mai. in uno (hot chip) ero talmente stanco che per un po' ho pensato che il signore che avevo accanto sulla balconata del terminal 5 fosse roger waters. in compenso, e qui chuido la recensione con una notazione tecnica, non ho mai visto tanta figa in vita mia come al suddetto concerto degli hot chip, manco fossi gaius baltar.

per finire con una nota dolente, ho cambiato il tragitto per andare a pigliare la metropolitana, che' la gru all'angolo tra la settima e bowery mi terrorizza.

4 commenti:

  1. è vero! (mi riferisco alle prime righe)

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  2. quella che su jack white ha scritto pure un libro22 aprile 2008 13:02

    "You don't undestand me" è uno dei pezzi più belli ever. volevo già scriverlo quando icepick ha fatto quel post sulla canzone più bella per lasciarsi/fare l'amore/innamorarsi non mi ricordo più quale situazione fosse. comunque, "you don't understand me" andrebbe bene sempre, ovunque, dovunque.

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  3. bene, matte, questi sono i post per i quali ti pago 300,000,00 verdoni l'anno.
    non vedo l'ora di vedere quella gru.

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  4. @steutd: mi hai beccato ... il resto e' tutto falso.

    @simona: concordo.

    @icepick: sbrigati.

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