martedì 18 dicembre 2007

commenting under the influence

Di recente ho preso la brutta piega di tornare a casa da serate in cui si e' alzato il gomito proprio quel tantino e prima di andare a nanna sfoglio i blogs di alcuni assi della rete. E con la mente titillata dalle loro geniali osservazioni, non riesco proprio a trattenermi dal commentare e comenntuare e cmmetarde ... cmetardi ... ... ...

Il rituale che si verifica ogni volta e' che il mattino dopo, invece di cimentarmi come tutti i drunkards che si rispettino nelle (ben piu' nobili) walks of shame del sesso occasionale, mi tocca piu' prosaicamente constatare con orrore le idiozie che ho scritto a casa d'altri. Tutte rigorosamente piene di errori di varia natura, ortografia inclusa.

Qualche esempio.

1. Si va dai piccoli errori di sbadataggine tipo nel commento a post di Inkiostro dove il nostro ha linkato video che svela la frase finale di Lost In Translation:

Grande Ink, questo e' colpo da maestro. Se la robina blu di repubblica non ti linka nemmeno stavolta, si scrive una lettera in carta intestata all'Ingegnere.
Peraltro ti chiederei di aiutarmi a risolvere tutta un'altra serie di dubbi che da una trentina d'anni o giu' di li' mi danno noia: si va dalle cose scontate tipo chi ha ussiso JFK o dove cacchio e' Bin Laden a cose piu' personali tipo dove ho lasciato parcheggiato il motorino sabato notte o che fine ha fatto il mio bootleg dei Mind Funk live a Milano nel 91.
Te ne saro' per sempre grato. matte

Il tutto aggravato dall'essermi firmato ilnyc.blogspot.com - no, dico, commenti su un blog trafficato come Inkiostro (anche) nell'affannoso tentativo di cercare qualcuno che faccia un po' di compagnia a quei poveri Cristi dei tuoi quattro lettori del Manzoni e non ti firmi neanche come si deve?

2. Altre volte ho effettuato delle pericolosissime inversioni di termini, tali da non fare capire una mazza di quello che volevo dire.

A questo post di Fabio De Luca, intitolato "Ultimo spettacolo":

Di recente lo frequentavo poco, ma i primi tempi in cui stavo a Milano era una specie di dependance del salotto della allora casa mia (dove infatti il salotto non c'era). Ricordo un memorabile sonno durante il primo tempo di "Guardami" dell'incolpevole Ferrario. Spiace, e soprattutto spiace che l'unico superstite in zona sia il temibile Anteo.

... ho lasciato sto commento, da sobrio:

Il Brera in realta' io e mio padre continuavamo a chiamarlo il Paris, cinema che in largo La Foppa saltellava tra l'essai e la seconda visione, prima di riciclarsi alla grande, in piena dittatura grunge, come Brera, cinema di prima serata. Anche io vidi li' Guardami. E anche il film di De Palma con Nicolas Cage a Vegas con l'assassino nell'albergo. E anche il leggndario Fucking Amal (non sono cosi' fancy da beccare il carattere giusto su haloscan) e anche, dello stesso Moodysson, Together, con SOS degli Abba a farla da padrone (name of band misspelled because of same haloscan deficiency). Tutta sta loggorrea per nascondere a me stesso la devastazione per la perdita (sono cresciuto in via Moscova, capiscimi -- ed era tutta un'altra zona, peraltro).

Fin qui tutto bene, sort of. Poi pero' torno a casa qualche decilitro di vodka dopo ed ecco che combino. A meta' tra l'eccitato e il challanged dalla risposta dell'autorevolissimo fdl:

Matte: da tempo sono convinto che quella lunga, logorante, interminabile entropia che comunemente chiamiamo fine del mondo sia iniziata con la chiusura della Feltrinelli in Paolo Sarpi (ne scrissi anche allora, anche se non trovo più il pezzo); il Brera è... un altro pezzo di realtà che si sgretola.

... combino questo disastro, in cui mi cimento in maniera improvvida - ma speravo, in fondo, efficace ... l'alcol mi da' sempre l'illusione di essere il James Bond di Piazza Piemonte - in territori non miei (cazzo significa "lo-fi testosterone"?), fino a mandare tutto irrimediabilmente in vacca alla fine:

Ricordo il tuo pezzo. [Palla allucinante, pessima captatio benevolentiae] In realta' la Feltrinelli capi' la fine dei '90 ben prima di noi: chiuse nella restante Paolo Sarpi ed apri' accanto alla Rinascente. Mentre noi pensavamo che il secolo nuovo fosse iniziato cogli Strokes (in realta' prosecuzione dei '90 camuffata, senza troppe menate politiche e un po' piu' di lo-fi testosterone), la Feltrinelli anticipava di un bel po' di anni il mullet business di myspace: ti attraggo con TRL, Spizzico e Burger King e poi ti rifilo, se proprio lo vuoi, Marcuse. Non ci resta che aggrapparci a quello di Paolo Sarpi, oramai.

Idiota. Sei un brutto idiota: il commento cosi' non vuol dire piu' nulla. Che fai? Correggi. Subito (5.18am quello sopra, 5.20am quello sotto -- Moscow time). E peggiori le cose.

Sono andato: Paolo Sarpi e' ruspante (non restante). E noi ci dobbiamo aggrappare alla Feltrinelli di Buenos Aires.

Peccato pero' che utilizzare in senso traslato "sono andato" per dire "sono un rincoglionito" quando tutto lo scambio (o meglio, l'orrendo monologo di un ubriaco senza speranza, lasciamo perdere la vergogna con fdl e i suoi sofisticati lettori) riguarda dei luoghi fisici potrebbe sviare anche il piu' volenteroso e paziente dei miei esegeti (che non esistono, ma vabbe': il mondo e' pieno di ingiustizie). Sembra quasi che stia dicendo di essere andato in via Paolo Sarpi, dove c'era un tempo la Feltrinelli, avere appurato che il luogo e' ruspante e non, come avevo inizialmente battezzato, restante (sono un precisetti, eh) e poi culminare il tutto con memento che manco fossi un predicatore del Kentucky (lo stato piu' povero degli U.S., ergo coi predicatori verosimilmente piu' sfigati).

3. Ma la chicca irraggiungibile e' in una serie di commenti su JunkiePop, commenti peraltro fuori tema e coll'aggravante che le minchiate che ho scritto sul blog del nostro si leggono tutte in maiuscolo.
JunkiePop posta su Chris Walla e i Wombats. Bene. Ecco che gli scrivo, da sobrio si', ma nonostante cio' pazzo furioso:

Okay, un commento che non c'entra un tubo con il post, ma con cose di cui hai parlato qua e la'. Che ne pensi della cover che Cat Power fa di Stuck Inside Mobile With The Memphis Blues Again nella colonna sonora di I'm Not There? Ad alcuni disturba che lei imiti apposta la voce di Dylan. A me la cosa diverte e piace. Perche' e' un bel casino imitare Dylan. E che riescano a farlo benissimo lei e Cate Blanchett, mi piace. Anche se il pezzo che preferisco della colonna sonora e' Ballad Of A Thin Man -- genio che canta genio.

Per ora nessun errore -- completamente fuori tema, una frase finale che rende quanto precede inutile (o viceversa), ma ancora nessun errore. Il buon JunkiePop risponde educatamente:

@matte: su cat power spesso assumo prese di posizione da ultrà però mi chiedo se quelle stesse cose si dicono di malkmus nel brano che dici tu, perchè lui sì che imita e parecchio dylano.però si sa malkmus non ha mai tradito e cat power si (cosa poi non è dato sapere) e quello che fa chan da un paio d'anni a sta parte non va bene. non beve più e non va bene, fa the greatest e non va bene e millanta altre minchiate.perchè tali sono, semplicemente il suo brano in quella sonora lì è un grande brano come il 95% della colonna sonora, godibile.Ma mi rendo conto che personaggi indie (in senso abbastanza ironico) ragionino ormai per partito preso. Secondo il loro ragionamento l'unico brano valido di quel disco è la cover di Anthony. Non se ne esce sennò

Okay forse era ubriaco pure lui o forse sono io troppo coglione per non capirlo neanche ora, da sobrio. Comunque fa niente. Allora non ho capito nulla e guarda che cosa sono riuscito a biascicare:

do per certo che tu fossi a roma quando passo' nel tour del 2003. [chi?? Anthony? Malkmus? Cat Power?] quando scese dal palco e chiccherava e faceva la fattona [ok, Cat Power] con tutti non nascondo di essermi detto "adesso vai e te la fai, cosi'". ovviamente non lo feci e due giorni dopo un mio amico mi disse di averci fatto una mezza lingua. ili tutto per dire che non so come prendere la nostra. ne sarei innamorato perdutamente se non fosse estremamente chiaro che mi manderebbe alla neuro [manca parola] meno tempo di quello che servi alla graf per sbarazzarsi della svereva nell'88.
Come avrai capito da sopra l'alcool che ho in corpo mi ha reso cosi' stupido da non capire nulla del tuo commento -- che cover ti piacciono orsu'?
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JunkiePop risponde ancora una volta da persona colta e perbene (a me che non lo merito):

e invece pensa non c'ero. C'ero quest'anno e vederla mi ha immobilizzato per un'ora e rotti. le cover, su tutte quelle dei sonic youth, anthony e malkmus (ma qui c'entra molto anche la fase del film in cui era messa). Poi quella di Cat Power l'ho trovata calda, quando cmq tutte le canzoni di Dylan mi sembrano distanti e un po' buttate sempre lì a mo di "tiè testa di cazzo, ascolta". Quella di Tweedy anche è immancabile come un suo valore ce l'ha la Gainsbourg con i Calexico. Ecco lei è sottovalutata secondo me , con Dylan non c'entra nulla ma non ha sfigurato, sarà sicuramente per i Calexico. Dimenticavo, Calexico e Iron and Wine. Ma questa la metto tra le preferite, anche se è una reinterpretazione totale, e con lo stile di Dylan c'entra una mazza.E' che quest'anno il disco degli Iron and Wine è una di quelle cose di cui ho abusato. E in questo si sente

E io, ora, faccio pure quello che taglia corto, tu dimmi:

d'accordo sulle tue selezioni (thx 2 il mio tasso d'alcool che scende). [cazzo significa lo so solo io] pensa non sono riuscito a vedere il fil, nonostante ne pensavo abbondantemente dall'estate. [parlo peggio di un oriundo uruguagio che non gliela fece a fare parte della spedizione di Pozzo ai vittoriosi Mondiali del '38] alright, spero di essere in condizioni migliori la prox volta che passo a commentare

Ecco appunto. Senno' ti porto alla Betty Ford a calci nel culo.

* * *
Ah, sono tornato a New York.

Fa piu' freddo che a Mosca. Ma e' bellissima e ne sono perdutamente innamorato. Ma giovedi' vado a tradirla con una bruttina scorbutica che pero' e' interessante e sempre in grado, chissa' come, di farmi tanto sangue.

Si chiama Milano.

15 commenti:

  1. "avere appurato che il luogo e' ruspante e non, come avevo inizialmente battezzato, ruspante"

    matte, mi fai sganasciare dalle risate.

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  2. fletwayscafe/pollack18 dicembre 2007 13:57

    Voto 10.
    uno spasso anche perchè non nascondo che alle volte è successo anche a me, solo che al posto della vodka c'era della sana gordon.

    la lode si raggiunge con la walks of shame che è un termine che non conoscevo e che ora ricordeò per sempre.

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  3. disorder vs blogspot18 dicembre 2007 14:02

    Ma Ilnyc.blogspot.com non è quell'altro blog che tieni insieme a un coautore di Chicago?

    Il post è divertente, ma non ti colpevolizzare troppo dai, son commenti di blog comunque l'aneddoto di Cat Power aveva lasciato forti interrogativi anche in me....)

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  4. @pollack: walk of shame is short for "i don't feel good when i'm fucking around" ... e grazie

    @disorder: mi hai smascherato. adesso chi lo sente quel tiranno di icepick ... re cat power: ogni volta che vado a un suo concerto ho il terrore che si metta a parlare con me tra una canzone e un'altra -- cosa che ora fa spessissimo col pubblico. Dico: vado a un concerto e mi tocca pure essere terrorizzato come prima di un'interrogazione al liceo ...

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  5. Considerando che ci ho messo mezzora a leggere il post e alcuni punti mi sono ancora oscuri (sono pure entrata in haloscan e lì mi sono definitivamente persa ) non è che c’è la speranza che tu fossi un po’ wasted anche quando hai scritto questo?
    fra

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  6. disorder vs blogspot19 dicembre 2007 00:25

    In effetti in Haloscan non mi sono addentrato neanche io (commenti mischiati per tutti i tumble-post? ma siamo impazziti davvero?)...

    Parlando di concerti a cui non deve volare una mosca, ora avrei il terrore anche di farmi beccare distratto e mandare dal preside dalla maestrina Tori Amos :D

    (per contrappasso ora sui commenti di questo post si può andare OT vero?

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  7. si la walk of shame è quella che si fa al mattino dopo la conclusione delle serate peggio alcoliche con tipe che non ti aggradano se non sotto effetti di alcool.
    quella tipica di sickboy in trainspotting e porno se si ha un minino di dimestichezza con il gergo welshiano.

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  8. post un minimo alterato dalla presenza di montenegro cmq.

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  9. @Fra: che sia wasted di default non e' una probabilita' ma una certezza; quello che spaventa e' che a volte lo divento senza bisogno di catalizzatori tipo alcol. Comunque: ti segnalo che Panda Bera, ossia uno degli artisti che ti consigliai per le ninne nanne di tuo figlio, si e' aggiudicato l'ambitissimo riconoscimento di disco dell'anno su Pitchfork.

    @disorder: pensa che il mono commento a tutti i post di De Luca lo trovo fantastico. Se li leggi dal primo all'ultimo ti fai un trip che nemmeno Burroughs.

    @Pollack: il montenegro ha giusto speziato un minimo il tuo commento. nothing to be worried about.

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  10. Il Meta commento del commento. Il Meta esegeta del commento del commento. Le cover di indie di altro indie e le imitazioni indie di mostri sacri. La fine del mondo è qui.

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  11. il Meta Matte Mate e Metà di Icepick

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  12. beh, meta' mi pare possa portare a interpretazioni un po' forti. diciamo che il tuo ego e' cosi' forte da esserti autocreato un'identita' una e bina. fly down, dicono a milano

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  13. Caro matte, guarda che panda bera ci manca. non era nella lista ai tempi. Ora allargo l’orizzonte musicale di b.m. con questa new entry. In questi giorni siamo focused sul cofanetto di natale di sufjan stevens e ci piace molto. Ora però dato che questo è un sito da duri e non vorrei farvi perdere lettori dilungandomi sull’argomento, passo e chiudo ringraziandoti
    fra

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