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lunedì 14 gennaio 2008

no pants my babe no pants

Ricordo un episodio dei Simpsons in cui il sentirsi tutto d'un tratto senza pantaloni [add whatever you need to add to make it politically correct; chesso', la moto per Rob Halford o Battle Cat per He-Man] veniva descritto quasi fosse una patologia -- non so se sia vero, ma temo di averla sofferta pure io quando mi recavo in universita', late nineties era.
Comunque, eccovi link a video, news, foto (insomma un po' di bigtime blogging, non la valle di lacrime che siete soliti sorbirvi qui da noi) sulla giornata "no pants" di sabato scorso qui a NY. No, non ci sono andato: certo situazionismo (a ben vedere il mio e' assai meno da pirla, ma piu' pericoloso, quindi forse ancora piu' da pirla) mi trova protagonista solo a Monaco di Baviera.
(thx improveverywhere)

martedì 8 gennaio 2008

non bastavano i real estate developers

Mi dice il NYT che ci si e' messa pure MTV a svendere il Lower East Side con una specie di second life del quartiere, dove si puo' andare a concerti, bere nei bars, baccagliare tipe e/o tipi, all of the above ... fortuna che nel clip di presentazione i personaggi si muovono cosi' da deficienti che [momento razzista] all'average jersey viewer non dovrebbe venire voglia di passarci. All'average viewer milanese, invece, l'andamento deficiente degli hipsters in carne ed ossa e' sempre abbastanza piaciuto: ecco perche', per non saper ne' leggere ne' scrivere, scappo a farmi qualche PBR al Rivington 151, prima che sia davvero troppo tardi.

lunedì 7 gennaio 2008

"Matte, vado a New York sto weekend. Che clubs mi consigli?"

Non saprei proprio. Di fatto non ci vivo da quasi tre mesi, che sono circa 10 anni di Milano, quindi e' come se ti dicessi di andare al Tunnel ... ah no, scusa il Tunnel ora e' stato riaperto! (Quello di Milano, pero'.)

Ma ti posso segnalare questo articolo del NYT sullo stato dell'arte dei downtown parties a inizio 2008, che se non fosse che e' il Times penserei a una marchetta per il neonato e ultrahyped Le Royale.

Efficace la sintesi di Michael T, storico downtown promoter e fondatore dell'oramai defunto Motherfucker: “It’s just getting harder and harder to do weekly parties, unfortunately, at least for me ... [i]n a city just inundated with bottle service and things of that nature, that’s not me, and also ultra-hip Brooklyn ‘I don’t bathe and I have a beard’ is not me.”

Nessuna paura, Mike: ora che sono tornato, si aggiusta tutto - basta con gli eurotrashers del Meat Packing District e con sta dittatura ideologica di wannabe pitchforkers che adesso sembra si debbano ascoltare solo 50s o djs della DFA ... Ora ti saluto che scappo a lavarmi che senno' tocca andare a Union Pool e allo Studio B pure a me (sarebbe un gran bel cadere in piedi, comunque). La barba, se non ti scoccia, la terrei.

sabato 5 gennaio 2008

the best don't evah, 2002 circa


Nice fucking purple track pants, you fat bitch. What are you, the fucking Michelin Man? Nice gay hat, too, you fucking little loser bitch.
(thx Vice Magazine)

il post del sabato mattina, metodo migliore per garantirsi l'indifferenza generale

Anche perche' il post con classifichina dei dischi di fine anno e' attivita' per cui mi prenderei a calci sui denti, dunque meglio stare schisci. Comunque: la classifichetta e’ una vera e propria tragedia. Le provo tutte ma proprio niente, complice un 2007 ricchissimo e tanti ascolti da affinare etc. Speravo che fare una scrematura forte mi portasse a tipo dieci, quindici nomi. Invece nulla. Dall'altra volta sono riuscito a segare solo quelli qui sotto – ogni ulteriore taglio comporterebbe un weekend intero di considerazioni. Probabile che tra sei mesi le scelte saranno ancora diverse; ne' escludo di far rientrare in extremis in quella finale (ETA: meta' marzo, se vado avanti cosi' ...) alcuni dischi ascoltati distrattamente, tipo Beirut e Burial, o dischi che iniziano a piacermi solo ora, tipo Justice (che pare suoneranno da headliners al Madison Square Garden ... ). Tutto questo a tacere del fatto che l’album che ho (ri)ascoltato di piu’ quest’anno e’ stato Exile On Main Street …

Comunque qui sotto la shorter list. In attesa di schiarirci un poco le idee, cosa che di questi giorni non sarebbe proprio male, e di presentare ai cordiali avventori una classifichina come si deve, con fotine, links, video.

Of Montreal – Hissing Fauna
Band of Horses – Cease to Begin
Black Francis - Bluefinger
Les Savy Fav - Let's Stay Friends
King Khan & The Shrines – What Is?!
Goodnight Loving – Crooked Lake
Iron & Wine - The Shepard's Dog
No Age - Weirdo Rippers
The Arcade Fire – Neon Bible
Spoon – Ga Ga Ga Ga Ga
The National - Boxer
The White Stripes – Icky Thump
Liars - Liars
Panda Bear – Person Pitch
Animal Collective – Strawberry Jam
Klaxons – Myths Of The Near Future
Electrelane - No Shouts, No Calls
Blonde Redhead - 23
The Ponys – Turn The Lights Out
Sunset Rubdown - Random Spirit Lover
PJ Harvey – White Chalk
Ryan Adams – Easy Tiger
Feist – The Reminder
Modest Mouse - We Were Dead Before The Ship Even Sank
Caribou - Andorra

Segati dalla shorter list:

Battles
M.I.A.
The Black Lips
Jose Gonzales
The Field
Bright Eyes
Okkervil River
LCD Soundsystem
A Place To Bury Strangers

venerdì 28 dicembre 2007

twittando sulla milanobainait -- a few episodes later


@plastic: love it or hate it, l’astronave resta sempre ai vertici. Sempre un rituale andarci, entrare, divertirsi. Quando ci si riesce (in una doppietta ven-sab) ripaga di brutto. I mash-up di Guiducci poi …









@atomic: uno dei miei bar preferiti di tutti i tempi. Acustica eccellente, baristi generosi, clientela sempre varia e interessante. Un altro classico caso di non-sembra-di-essere-a …

@rocket: doveva essere aperto circa ogni sera ma non lo e’ mai stato. In compenso Massi era ovunque.

@tango: ogni anno sempre piu’ consistente, direbbero gli ammerigani. Salti mortali quanto a progressi nella selezione musicale. Certo, la fauna potrebbe migliorare, come in tutti posti albergati da aficionados.

@magazzini generali
: I "magazzi" ti fanno capire a cosa servono in fondo le guerre, mondiali incluse. C’e’ un sacco di umanita’ di cui bisogna disfarsi (oggi piu’ che mai visto l’autogol del suffragio universale).

@gasoline: una vodka red bull e un bicchier d’acqua … una vodka red bull e un bicchier d’acqua … una vodka red bull e un bicchier d’acqua … una vodka red bull e un bicchier d’acqua … una vodka

domenica 23 dicembre 2007

chi va piano va sano e va lontano


La classifichina proprio pronta non e'. Meglio cominciare a mettere un po' d'ordine (che continua a cambiare -- e' gia' la quarta bozza che posto).

Short List.

Of Montreal
Battles
Band of Horses
Black Francis
M.I.A.
Les Savy Fav
King Khan & The Shrines
Goodnight Loving
A Place To Bury Strangers
Iron & Wine
No Age
The Arcade Fire
Spoon
The National
LCD Soundsystem
The White Stripes
Liars
Panda Bear
Animal Collective
Klaxons
Electrelane
Blonde Redhead
The Ponys
Sunset Rubdown
P.J. Harvey
Ryan Adams
Okkervil River
Feist
Modest Mouse
Caribou
The Black Lips
Jose Gonzales
The Field
Bright Eyes

Neutrale.

The Shins
Stars
Kevin Drew & Broken Social Scene
Bat For Lashes
White Rabbits
Radiohead
Patrick Watson
Simian Mobile Disco
Burial
Deerhunter

Tutti impazziscono ma io boh.

Arctic Monkeys
Jens Lekman
!!!
Justice
Wilco
Deerhoof

Delusioni.

Clap Your Hands Say Yeah
Bloc Party
The New Pornographers
Architecture In Helsinki

martedì 18 dicembre 2007

commenting under the influence

Di recente ho preso la brutta piega di tornare a casa da serate in cui si e' alzato il gomito proprio quel tantino e prima di andare a nanna sfoglio i blogs di alcuni assi della rete. E con la mente titillata dalle loro geniali osservazioni, non riesco proprio a trattenermi dal commentare e comenntuare e cmmetarde ... cmetardi ... ... ...

Il rituale che si verifica ogni volta e' che il mattino dopo, invece di cimentarmi come tutti i drunkards che si rispettino nelle (ben piu' nobili) walks of shame del sesso occasionale, mi tocca piu' prosaicamente constatare con orrore le idiozie che ho scritto a casa d'altri. Tutte rigorosamente piene di errori di varia natura, ortografia inclusa.

Qualche esempio.

1. Si va dai piccoli errori di sbadataggine tipo nel commento a post di Inkiostro dove il nostro ha linkato video che svela la frase finale di Lost In Translation:

Grande Ink, questo e' colpo da maestro. Se la robina blu di repubblica non ti linka nemmeno stavolta, si scrive una lettera in carta intestata all'Ingegnere.
Peraltro ti chiederei di aiutarmi a risolvere tutta un'altra serie di dubbi che da una trentina d'anni o giu' di li' mi danno noia: si va dalle cose scontate tipo chi ha ussiso JFK o dove cacchio e' Bin Laden a cose piu' personali tipo dove ho lasciato parcheggiato il motorino sabato notte o che fine ha fatto il mio bootleg dei Mind Funk live a Milano nel 91.
Te ne saro' per sempre grato. matte

Il tutto aggravato dall'essermi firmato ilnyc.blogspot.com - no, dico, commenti su un blog trafficato come Inkiostro (anche) nell'affannoso tentativo di cercare qualcuno che faccia un po' di compagnia a quei poveri Cristi dei tuoi quattro lettori del Manzoni e non ti firmi neanche come si deve?

2. Altre volte ho effettuato delle pericolosissime inversioni di termini, tali da non fare capire una mazza di quello che volevo dire.

A questo post di Fabio De Luca, intitolato "Ultimo spettacolo":

Di recente lo frequentavo poco, ma i primi tempi in cui stavo a Milano era una specie di dependance del salotto della allora casa mia (dove infatti il salotto non c'era). Ricordo un memorabile sonno durante il primo tempo di "Guardami" dell'incolpevole Ferrario. Spiace, e soprattutto spiace che l'unico superstite in zona sia il temibile Anteo.

... ho lasciato sto commento, da sobrio:

Il Brera in realta' io e mio padre continuavamo a chiamarlo il Paris, cinema che in largo La Foppa saltellava tra l'essai e la seconda visione, prima di riciclarsi alla grande, in piena dittatura grunge, come Brera, cinema di prima serata. Anche io vidi li' Guardami. E anche il film di De Palma con Nicolas Cage a Vegas con l'assassino nell'albergo. E anche il leggndario Fucking Amal (non sono cosi' fancy da beccare il carattere giusto su haloscan) e anche, dello stesso Moodysson, Together, con SOS degli Abba a farla da padrone (name of band misspelled because of same haloscan deficiency). Tutta sta loggorrea per nascondere a me stesso la devastazione per la perdita (sono cresciuto in via Moscova, capiscimi -- ed era tutta un'altra zona, peraltro).

Fin qui tutto bene, sort of. Poi pero' torno a casa qualche decilitro di vodka dopo ed ecco che combino. A meta' tra l'eccitato e il challanged dalla risposta dell'autorevolissimo fdl:

Matte: da tempo sono convinto che quella lunga, logorante, interminabile entropia che comunemente chiamiamo fine del mondo sia iniziata con la chiusura della Feltrinelli in Paolo Sarpi (ne scrissi anche allora, anche se non trovo più il pezzo); il Brera è... un altro pezzo di realtà che si sgretola.

... combino questo disastro, in cui mi cimento in maniera improvvida - ma speravo, in fondo, efficace ... l'alcol mi da' sempre l'illusione di essere il James Bond di Piazza Piemonte - in territori non miei (cazzo significa "lo-fi testosterone"?), fino a mandare tutto irrimediabilmente in vacca alla fine:

Ricordo il tuo pezzo. [Palla allucinante, pessima captatio benevolentiae] In realta' la Feltrinelli capi' la fine dei '90 ben prima di noi: chiuse nella restante Paolo Sarpi ed apri' accanto alla Rinascente. Mentre noi pensavamo che il secolo nuovo fosse iniziato cogli Strokes (in realta' prosecuzione dei '90 camuffata, senza troppe menate politiche e un po' piu' di lo-fi testosterone), la Feltrinelli anticipava di un bel po' di anni il mullet business di myspace: ti attraggo con TRL, Spizzico e Burger King e poi ti rifilo, se proprio lo vuoi, Marcuse. Non ci resta che aggrapparci a quello di Paolo Sarpi, oramai.

Idiota. Sei un brutto idiota: il commento cosi' non vuol dire piu' nulla. Che fai? Correggi. Subito (5.18am quello sopra, 5.20am quello sotto -- Moscow time). E peggiori le cose.

Sono andato: Paolo Sarpi e' ruspante (non restante). E noi ci dobbiamo aggrappare alla Feltrinelli di Buenos Aires.

Peccato pero' che utilizzare in senso traslato "sono andato" per dire "sono un rincoglionito" quando tutto lo scambio (o meglio, l'orrendo monologo di un ubriaco senza speranza, lasciamo perdere la vergogna con fdl e i suoi sofisticati lettori) riguarda dei luoghi fisici potrebbe sviare anche il piu' volenteroso e paziente dei miei esegeti (che non esistono, ma vabbe': il mondo e' pieno di ingiustizie). Sembra quasi che stia dicendo di essere andato in via Paolo Sarpi, dove c'era un tempo la Feltrinelli, avere appurato che il luogo e' ruspante e non, come avevo inizialmente battezzato, restante (sono un precisetti, eh) e poi culminare il tutto con memento che manco fossi un predicatore del Kentucky (lo stato piu' povero degli U.S., ergo coi predicatori verosimilmente piu' sfigati).

3. Ma la chicca irraggiungibile e' in una serie di commenti su JunkiePop, commenti peraltro fuori tema e coll'aggravante che le minchiate che ho scritto sul blog del nostro si leggono tutte in maiuscolo.
JunkiePop posta su Chris Walla e i Wombats. Bene. Ecco che gli scrivo, da sobrio si', ma nonostante cio' pazzo furioso:

Okay, un commento che non c'entra un tubo con il post, ma con cose di cui hai parlato qua e la'. Che ne pensi della cover che Cat Power fa di Stuck Inside Mobile With The Memphis Blues Again nella colonna sonora di I'm Not There? Ad alcuni disturba che lei imiti apposta la voce di Dylan. A me la cosa diverte e piace. Perche' e' un bel casino imitare Dylan. E che riescano a farlo benissimo lei e Cate Blanchett, mi piace. Anche se il pezzo che preferisco della colonna sonora e' Ballad Of A Thin Man -- genio che canta genio.

Per ora nessun errore -- completamente fuori tema, una frase finale che rende quanto precede inutile (o viceversa), ma ancora nessun errore. Il buon JunkiePop risponde educatamente:

@matte: su cat power spesso assumo prese di posizione da ultrà però mi chiedo se quelle stesse cose si dicono di malkmus nel brano che dici tu, perchè lui sì che imita e parecchio dylano.però si sa malkmus non ha mai tradito e cat power si (cosa poi non è dato sapere) e quello che fa chan da un paio d'anni a sta parte non va bene. non beve più e non va bene, fa the greatest e non va bene e millanta altre minchiate.perchè tali sono, semplicemente il suo brano in quella sonora lì è un grande brano come il 95% della colonna sonora, godibile.Ma mi rendo conto che personaggi indie (in senso abbastanza ironico) ragionino ormai per partito preso. Secondo il loro ragionamento l'unico brano valido di quel disco è la cover di Anthony. Non se ne esce sennò

Okay forse era ubriaco pure lui o forse sono io troppo coglione per non capirlo neanche ora, da sobrio. Comunque fa niente. Allora non ho capito nulla e guarda che cosa sono riuscito a biascicare:

do per certo che tu fossi a roma quando passo' nel tour del 2003. [chi?? Anthony? Malkmus? Cat Power?] quando scese dal palco e chiccherava e faceva la fattona [ok, Cat Power] con tutti non nascondo di essermi detto "adesso vai e te la fai, cosi'". ovviamente non lo feci e due giorni dopo un mio amico mi disse di averci fatto una mezza lingua. ili tutto per dire che non so come prendere la nostra. ne sarei innamorato perdutamente se non fosse estremamente chiaro che mi manderebbe alla neuro [manca parola] meno tempo di quello che servi alla graf per sbarazzarsi della svereva nell'88.
Come avrai capito da sopra l'alcool che ho in corpo mi ha reso cosi' stupido da non capire nulla del tuo commento -- che cover ti piacciono orsu'?
-
JunkiePop risponde ancora una volta da persona colta e perbene (a me che non lo merito):

e invece pensa non c'ero. C'ero quest'anno e vederla mi ha immobilizzato per un'ora e rotti. le cover, su tutte quelle dei sonic youth, anthony e malkmus (ma qui c'entra molto anche la fase del film in cui era messa). Poi quella di Cat Power l'ho trovata calda, quando cmq tutte le canzoni di Dylan mi sembrano distanti e un po' buttate sempre lì a mo di "tiè testa di cazzo, ascolta". Quella di Tweedy anche è immancabile come un suo valore ce l'ha la Gainsbourg con i Calexico. Ecco lei è sottovalutata secondo me , con Dylan non c'entra nulla ma non ha sfigurato, sarà sicuramente per i Calexico. Dimenticavo, Calexico e Iron and Wine. Ma questa la metto tra le preferite, anche se è una reinterpretazione totale, e con lo stile di Dylan c'entra una mazza.E' che quest'anno il disco degli Iron and Wine è una di quelle cose di cui ho abusato. E in questo si sente

E io, ora, faccio pure quello che taglia corto, tu dimmi:

d'accordo sulle tue selezioni (thx 2 il mio tasso d'alcool che scende). [cazzo significa lo so solo io] pensa non sono riuscito a vedere il fil, nonostante ne pensavo abbondantemente dall'estate. [parlo peggio di un oriundo uruguagio che non gliela fece a fare parte della spedizione di Pozzo ai vittoriosi Mondiali del '38] alright, spero di essere in condizioni migliori la prox volta che passo a commentare

Ecco appunto. Senno' ti porto alla Betty Ford a calci nel culo.

* * *
Ah, sono tornato a New York.

Fa piu' freddo che a Mosca. Ma e' bellissima e ne sono perdutamente innamorato. Ma giovedi' vado a tradirla con una bruttina scorbutica che pero' e' interessante e sempre in grado, chissa' come, di farmi tanto sangue.

Si chiama Milano.

venerdì 7 dicembre 2007

commencement

Tic tac. Stai per tornare. Solo una settimana fa non ci avresti mai creduto, ma adesso inizia quasi a dispiacerti. Non sei certo triste, perche’ sai che presto riabbraccerai persone e citta’ meravigliose. Ma sai che ti restera' un'immagine molto definita e forte di questi due mesi a Mosca. Ti ricorderai del bianco, del buio, del freddo, del fumo, dell’alcol, di chiacchiere incomprensibili, di isolamento e risate, dentro e fuori. Non sei piu’ piccino, il tempo purtroppo vola via adesso e ovviamente te ne dispiaci, che’ due mesi nella prima parte dei trenta chi te li rida’ piu’. Peccato perche’ senza l’impaccio biologico del tempo che scorre, sembrerebbe quasi perfetto potere continuare a sommare esperienze, entusiasmo e curiosita’. Al di la’ delle battute fatte, dopo tutta la fatica per sintonizzarti con una realta’ nuovissima e apparentemente incomprensibile in fondo ti fa piacere avere abbandonato tanti preconcetti. Un po’ ridi e un po’ ti incazzi con te stesso se pensi che sei li’ a dispiacerti per la partenza. E’ un po’ come quando ti senti fesso e superficiale mentre scopri che la persona che credevi non ti piacesse affatto ti ha invece conquistato. Ora che ti sta sfuggendo scopri che quella stessa cosa che all'inizio hai odiato, guardato con sospetto e poi pian piano timorosamente assaggiato, ora ti sembra quasi ti stia facendo affezionare. Come quello che ti ha regalato in quelle assurde 72 ore dello scorso week-end, quando hai riabbracciato vecchi amici e te ne sei fatti di nuovi: tutti con storie, eta’, culture, nazionalita’, capacita’, mezzi diversi. Sembrava di essere in una centrifuga sociale che, quasi per dispetto, invertiva ripetutamente il moto e tu saltavi da una parte all’altra, tra persone, prospettive, odori e suoni che cambiavano ogni volta. Non dimenticherai certo la solidarieta’ tra expats, una cosa cosi' bella da ridarti piena fiducia nel genere umano. Ora esci a rincontrare i tuoi nuovi amici. Forse per l’ultima volta, per l’ennesima ultima volta, giusto il tempo dei saluti. E dell'ultimo giro di bevute. Tic tac.

The White Stripes - I'm Slowly Turning Into You (mp3)

Classified info

Mentre preparo con mille affanni la mia cacchio di classifichetta di fine anno, attivita’ per cui mi vergogno quasi piu’ di un ladro, vi mollo i miei primi posti degli ultimi 16 anni, cosa per cui mi vergogno ancora di piu’.
I migliori dischi secondo la mia percezione di allora e non quelli che ho scoperto nel frattempo o hanno iniziato a piacermi a partire dall’anno successivo.
Del resto nel corso degli anni ho venduto circa la meta' dei dischi qui sotto in cambio di un po' di beer money.
(Li ho poi riacquistati tutti, come ogni cafone arricchito che si rispetti quando Icepick ha staccato il primo pingue assegno per la mia fondamentale collaborazione al blog che leggete.)
Sono conscio - altrimenti mi dovrei davvero preoccupare - che di tutto questo non vi freghi assolutamente una mazza.

1991 Mr. BungleMr. Bungle // Nirvana - Nevermind
1992 PavementSlanted & Enchanted
1993 FugaziIn On The Kill Taker
1994 BlurParklife
1995 Aphex Twin I Care Because You Do
1996 FugeesThe Score
1997 Daft Punk Homework
1998 Belle & SebastianThe Boy With The Arab Strap
1999 Niente*
2000 Radiohead Kid A // At The Drive InRelationship of Command
2001 The StrokesIs This It?
2002 InterpolTurn On The Bright Lights
2003 Damien Rice - O
2004 Arcade FireFuneral
2005 Clap Your Hands Say Yeah - Clap Your Hands Say Yeah
2006 The KnifeSilent Shout

* Nulla mi colpi’ particolarmente: ricordo che ascoltai molta roba vecchia e riportai a nuovo il disco di Lauryn Hill dell’anno precedente. Il 1999 fu per me una specie di anno sabbatico musicale. Oggi i miei dischi preferiti del 1999 sono 69 Love Songs dei Magnetic Fields e Keep It Like A Secret dei Built To Spill.

Noto con preoccupazione - la classifichina postuma e' la goccia che fa traboccare il vaso - che da un po' di giorni a questa parte son proprio diventato un fucking bore.
Pazientate e pensate a chi sta peggio di voi, tipo io che mi devo sorbire per 19 ore al giorno.
Quando rifocillo la vena esaurita prometto che invece di ste cacchio di classifiche vi parlo di quando, cercando di emulare gli eroi del Giro d'Italia 1995, sfidai a una volata mio fratello e mi sfracellai colla bici nel garage di casa.
O di quando un intero vagone della Linea 1 della MM (tra Cordusio e Cairoli, una tratta che conta insomma) e' scoppiato a ridermi in faccia per la craniata che ho preso cercando goffamente di salire al volo.
Exciting life, uh?

martedì 27 novembre 2007

Moscow I love you but you're bringing me down

Dovrei parlare un po' di Mosca, lo so, ma che diavolo volete che vi dica se non un ammasso di impressioni qua e la’? Se e’ pero’ questo che volete, perche’ altro proprio non saprei dire (non saprei nemmeno parlare in modo coerente e strutturato di Milano, pensa un po’), queste sono le cose che sono andato dicendomi con piu' frequenza nel corso di questi due mesi:

· Non sorridere mai. Fai il duro. Ti viene bene in fondo: tutti sti anni di good karma newyorkese ti stavano rendendo piu’ fesso di un ospite di Buona Domenica. Gira con il grugno di Tony Soprano e sarai trattato decentemente. La gente che sorride ed e’ gentile viene trattata malissimo; no bullshit: la vita e’ dura e sorridere e’ da superficiali.

· Non adirarti se, mentre cammini in strada, in un bar, in un club, vieni preso a spallate da gente che non fa il minimo sforzo per evitarti. E’ cosi’ che si fa. Come sopra, adeguati al costume locale e vedrai che ci proverai anche gusto a prenderli a spallate; in fondo tanti anni di pogo saranno pure serviti a qualcosa, no?

· Li ammiri perche’ hanno un modo tutto loro di fare pub crawling. Dalla cinque del pomeriggio in poi, vedi per le strade uomini e donne di ogni eta’ ed estrazione sociale deambulare per le strade con un drink in mano: birra, energy drink, Smirnoff ice, Bacardi breezer, fiaschette varie, bottigliette di vodka, whisky, rum. Camminano, chiaccherano, fanno l’aperitivo per la strada. Economico e pratico. Del resto – momento di imparaticcio, thx Lonely Planet – l’Islam non fece breccia secoli e secoli fa perche’ il di allora regnante si rifiuto’ di privare il proprio popolo dell’alcool.

· Mettiti il cuore in pace che quello che indossi non da lavoro e’ la cosa piu’ out che una persona potrebbe mettersi da ste parti, dove lo stile vagamente minimalista non fa figo ma soltanto pezzente. Qui e’ rimasto tutto al 1983; o meglio, qui si stanno godendo il loro 1983 e non hanno intenzione di abbandonarlo neanche per sogno. Per cui adeguati ad essere squadrato con fare sprezzante da dei cafoni che neanche i gioiellieri di Valenza Po.

· Della musica hai gia’ detto che qui e’ un po’ la capitale mondiale dello schifo. Gente che invita James Murphy a fare il DJ e non gli riserva nemmeno il ruolo di headliner. E tanto lui non si scompone: ride, balla sul palco mentre i New Young Pony Club fanno la cover di Pump Up The Jam e poi fa ballare tutti, come al solito, con della musica clamorosa che solo lui.

· Ti passano accanto le ventenni piu’ arrapate del pianeta (prima che si diano una calmata e decidano di diventare delle zarine pure loro). Il che sarebbe ovviamente una figata (e lo e’ per un fracco di gente), se non fossi gia’ occupato. Invece e’ una bella tortura, che’ donne che ti toccano il culo manco fossi Paul Banks mentre tu non puoi reagire non e’ una cosa poi cosi’ divertente. A tacere di simil modelle che passano mentre chiaccheri colla tua fidanzata e ti fanno l’occhiolino. Poi scopri che il bar in cima alla torre del tuo albergo, uno dei migliori della citta’, ha un rapporto troie / resto del mondo di 4 a 1. Quasi come l’Ippopotamo di Fantozzi, per capirci.

· Resti sempre senza parole, a meta’ tra il divertito e il terrorizzato, se pensi che con dei pilastri di civilta’ cosi’ solidi, nell’ordine, questi sono riusciti a: cacciare Napoleone a calci; regalare all’umanita’ i migliori romanzieri dell’800; vincere una guerra mondiale; cambiare l’ordine mondiale con una rivoluzione tutto sommato assurda (ma ai primi del secolo scorso, come peraltro di questo secolo, davano tutti un puo’ fuori di matto); sterminare una buona parte della popolazione, ora per punizione, ora per incapacita’, ora perche’ non avevano altro da fare (per inciso: il busto di Peppino Stalin e' sempre stabile nella Piazza Rossa); vincere un’altra guerra mondiale; impegnarsi in un’altra guerra che a rigor di logica avrebbero dovuto vincere a mani basse; iniziare a fare un po’ schifo; farsi umiliare persino da rocky quattro e collassare in sei minuti; essere terra di nessuno per dieci anni buoni, con una sfilza di ladri e assassini che pigliano il potere; perdere pure una guerra intestina; diventare terra di quell’unico che, mentre prevaleva nella rivincita di quella guerra intestina, ha cercato in qualche modo di contenere quei ladri e assassini, alleandosi con alcuni, segandone altri; incazzarsi di brutto con il resto del mondo per avere irriso loro, la loro nuova ricchezza e il loro gusto per lo sfarzo cafone e fine a se stesso; e in tutto cio’ non avere mai, ma nemmeno per un secondo, pensato che la democrazia e il pluralismo fossero cose che valesse minimamente la pena perseguire.

Alla fine archiviero' il tutto come un momento strano ma in fondo interessante della mia vita: ho vissuto in un posto completamente assurdo, con bottiglie di greco di tufo vendute al ristorante per 130 dollari e tassisti che mi hanno fatto fare il giro della citta’ con meno di 10 dollari (ma con una probabilita’ di morte, mutilazione o invalidita’ permanente che ogni volta si aggira tra il 20 e il 30 per cento). Non so se mi manchera', e anzi non lo penso proprio (sto sinceramente considerando di baciare il suolo di JFK al ritorno), ma di certo sara' stata un'esperienza e avro' di che ammorbare il prossimo coi miei racconti.
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Ma tranquilli, sul blog questa lenzuolata basta e avanza.

venerdì 16 novembre 2007

'90s memorabilia # 6


Bruce Cazzoni - All the Young Dudes - EMI

Non porta la data questo "mai più senza" picture squared like a tomb 45 giri che non so in base a quale sostanza chimica ingerita decisi di comprare. Ma credo che siamo intorno all'88 89. Erano anni di grossa crisi per gli Iron Maiden che a quei tempi venivano sbelinati da gente nuova, molto più tosta e più seria di loro (Metallica e il thrash in generale) e che quindi vedevano sfuggirsi la legacy nell'heavy metal. Bruce, depresso, decise di andare solo e prese ad ammiccare al glam. Basta mostri demoniaci fatti di fasci di muscoli, basta saghe nordiche, basta fantasy metal. Un pò di sano disimpegno e che diamine... Da qui la moto (affittata - dicono da Jovanotti) gli stiletto rosso fuoco e i temi piuttosto caserecci. Ma la tentazione in un romanticone tenebroso come Cazzoni è dura a morire e così il brano sul lato B si intitola misteriosamente Darkness Be my friend, indice di una depressione difficile da scacciare del tutto.
Come il disco suoni non è dato saperlo, in quanto se provi a metterlo sul piatto si incastra al primo giro. Scherzo. E' che non lo suono perchè rischio di rigarlo. E' pur sempre un disco da "collezione" e magari tra vent'anni se lo rivendo mi ci pago la carrozzella...
Al giorno d'oggi, pare invece che Bruce sia uno splendido quarantenne che si è ritrovato. Scacciata la depressione, si è reinventato una nuova carriera nientepopodimenoche che come pilota di aerei di linea e pare che addirittura abbia guidato il charter del Liverpool alla finale di Champions l'anno scorso... Un grande!

A ben vedere un saltino in rehab non sarebbe poi una cattivssima idea

Dopo questa brillante prestazione il pubblico di Birmingham ce la manderebbe a calci nel sedere ...


(thx Product Shop NYC)

Update - Il video e' stato a quanto pare tolto. Mentre nel frattempo provo a cercarlo (questo qui, sempre dalla stessa serata e' assai meno clamoroso, ma serve a dare l'idea), leggi qui di come la nostra abbia lasciato il palco tra i boo del pubblico.

mercoledì 7 novembre 2007

Ti chiedi mai "chissa' chi ci sara' quest'anno nella Cool List dell'NME"?

Nemmeno io.

Anzi: una delle ragioni per cui ho sempre voluto scrivere un blog e' quella di dire peste e corna della cool list dell'NME.

Ti diro' di piu': se combini "NME"+"Ennesima Classifica"+"Coolness" ti salta fuori una miscela culturale cosi' schifosa da giustificare secoli di terrorismo islamico.
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Poi arriva quella di quest'anno, che trovi qui, leggi la decima posizione e di colpo ti viene voglia di mandare tutti assolti. Ma ai tuoi occhi non sfugge la diciottesima posizione e decidi di andare avanti as planned. Ora vi devo salutare che mi e' passato a prendere il Mullah Omar colla moto.
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1. Frank Carter – Gallows
2. Jamie Reynolds – Klaxons (13)*
3. Lovefoxxx – CSS (10)
4. Ryan Jarman – The Cribs
5. Lethal Bizzle
6. Alex Turner – Arctic Monkeys (32)
7. Kate Nash
8. Amy Winehouse (50)
9. Beth Ditto – The Gossip (1)
10. Keith Richards – The Rolling Stones (26)
11. MIA
12. Thom Yorke – Radiohead (9)
13. Drew McConnell - Babyshambles
14. Prince
15. Tom Clarke – The Enemy
16. Noel Gallagher – Oasis
17. Hayley Williams - Paramore
18. Brandon’s Tache – Brandon Flowers, The Killers
19. Matt Bellamy – Muse (27)
20. James Smith - Hadouken
21. Caleb Followill – Kings of Leon
22. Matt Helders – Arctic Monkeys
23. Eddie Argos – Art Brut
24. Craig Finn – The Hold Steady
25. Morgan Yeah? – Does it Offend You, Yeah?
26. Simon Neil - Biffy Clyro – (28)
27. Simon Taylor - Klaxons
28. Karen O – Yeah Yeah Yeahs (5)
29. Kele Okereke – Bloc Party
30. Meg White – The White Stripes (24)
31. Tim Harrington – Les Savy Fav
32. Gerard Way – My Chemical Romance (8)
33. Jamie T
34. Pete Doherty – Babyshambles (28)
35. Lou Hayter – New Young Pony Club
36. Ian Brown
37. Joe Lean – Joe Lean and the Jing Jang Jong
38. Andy Burrows - Razorlight
39. Kyle Falconer – The View
40. Nicky Wire – Manic Street Preachers
41. Josh Homme - Queens of the Stone Age
42. Cole Alexander - Black Lips
43. Suki - Real Heat
44. Brandon Flowers – The Killers (29)
45. Yannis Philippakis - Foals
46. Patrick Wolf
47. Carlos D - Interpol
48. Santogold
49. Dev Hynes – Lightspeed Champion
50. Spider Webb – The Horrors
* Tra parentesi la posizione nel 2006.

giovedì 6 settembre 2007

Dos & Don'ts (Sept. 2007)

Dos
  • aprire un blog tardissimo, anni luce dopo avere iniziato a leggere i primi ed esserti per cinque anni chiesto "pero', ma dove cazzo lo trovano tutto sto tempo questi bloggers?";
  • allontanarsi bruscamente da conversazione con l'ennesima persona che ti dice "ah, you are from Milan! I have only spent half a day there and then went to Rome, Florence and the Cinqui Terri. But I love Italy so much";
  • bere su skype in videoconferenza con gli amici, soprattutto se in pieno hangover da serata precedente;
  • chiudere un blog dopo neanche due mesi che lo hai aperto.

Don'ts

  • ordinare nero d'avola -- no, dico, ma e' possibile che adesso ci sia solo il nero d'avola?;
  • dire "mail" quando ci si riferisce all'"e-mail" -- al di la' del diverso significato che puo' fuorviare chi ti ascolta (anche se uno che sta ad ascoltare chi dice "mail" non merita alcuna pieta'), scommetto che quando lo dici ti senti anche un po' figo che parli tipo in slang, quasi fossi il cantante dei Subsonica; poi pero' quando qualcuno ti tocca la tua di lingua, ecco che subito mi diventi un filologo di serie c, che compiaciuto della propria' superiorita' culturale corregge quegli ignoranti che dicono "macaroni" o pronunciano "bruscetta";
  • parlare di cibo quando si sta mangiando -- porca miseria, almeno ti rendi conto che come perversione e' peggio che guardare un film porno dopo aver fatto sesso?;
  • portare i figli all'aperitivo -- no, non fa spiritosi e moderni, e' una rottura di palle per tutti gli altri avventori ed espone troppo prematuramente i pargoli ad esempi di umanita' piu' o meno pietosa. Eppoi, scusa, nessuno te lo aveva detto che una volta che hai fatto un figlio, B.A.S.T.A., la tua vita sociale fara' cagare fino a che non divorzierai e inizierai a uscire con shampiste ignoranti che manco sanno chi sono i Franz Ferdinand?