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martedì 10 febbraio 2009

"Salemi is the future. New York is the past."

Chiude Kim's Video, la miglior videoteca di New York e il catalogo viene acquistato dal Comune di Salemi, il cui sindaco e' Sgarbi e l'assessore alla cultura e' Toscani. Sembra assurdo ma e' tutto vero, come da lungo e interessante articolo sul New York Times. Quel minimo di orgoglio patriottico che mi rimane rende la perdita meno amara (Kim's aveva anche uno straordinario negozio di musica, anch'esso smantellato). I perche' della chiusura sono piuttosto ovvi: Netflix e internet. Ad avere del tempo sarebbe bello provare a capire quanti titoli di Kim's Video non sono presenti nel catalogo di Netflix. Se, come temo, ce ne dovessero essere parecchi (Kim's aveva una collezione ragguardevole di film stranieri), mi chiedo quanto regga in fondo la teoria della Long Tail: in questo caso, di fatto, le "armi" della Long Tail, ossia Netflix e internet, accorciano la coda. Il tema, lo so, e' assai complicato. Basta pensare agli stalli che impediscono il crearsi di una decente videoteca online (continua a tardare un accordo tra majors e internet retailers, l'Apple video store e' una pieta'). Ne' si sanno tutti i risvolti della storia di Kim's Video: ci puo' stare che Mr. Kim abbia commesso qualche scelta di business sbagliata (od omesso di reagire in maniera efficace) e la scomparsa della videoteca sia ascrivibile a lui. A tacere dell'impatto dell'illegal downloading, soprattutto tra i giovani al college. Fatto sta che passare in questi giorni da St. Mark's Street e' un poco triste.

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