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sabato 10 novembre 2007

our love to admire but also to say what we gotta say



Era un po' che volevo scrivere di come l'ultimo disco degli Interpol, Our Love To Admire, non mi sia piaciuto proprio poi tanto, anzi. Mi ha tolto dall'imbarazzo questo bel post di Disorder79 grazie al quale sono riuscito a buttare giu' una parte* di quello che volevo dire in questo commento. C'e' pure uno strafalcione grammaticale notevole, l'ennesimo di una lunga serie: dopo tutto questo tempo all'estero inizio a sentirmi come lui.

Ad ogni buon conto, a estrema riprova della mia democristianita', terzismo, doppiogiochismo e quant'altro, eccovi due pezzi dell'ultimo disco che, controcorrente, mi piacciono parecchio:

Interpol - Mammoth (Erol Alkan Rework) (mp3)
Interpol - Pioneer To The Falls (streaming)


* Ad esempio non ho protestato contro il trattamento riservato agli Strokes (non capiro' mai che abbiano fatto di male in Italia per essere cosi' odiati ... dal canto mio non li ringraziero' mai abbastanza per avermi fatto risparmiare non so quanto in guardaroba, che ho riciclato tutto quello che indossavo al ginnasio). Ne' ho voluto ammorbare i lettori di Disorder79 con un'analisi da sociologo di serie C su come gli Interpol siano in profonda crisi di popolarita' presso la loro principale constituency, gli hipsters newyorkesi -- ma si sa che a fasi di ascesa verticale (correvano gli anni 2002/04) si alternano anche fasi di backlash (soprattutto per un gruppo i cui membri sono apparentemente piu' fighi dell'uomo della strada e il cui bassista - che prima si vestiva come un gerarca nazista in crisi di identita' e ora come una comparsa di Ritorno al Futuro III - si e' addirittura pigliato l'herpes, tanto e' ingestibile il suo cazzo).