mercoledì 1 aprile 2009

Innamorarsi è come avere la febbre

Small wonder the post-natal period proved so fertile. She composes best in that state any new parent will recognise, awake but exhausted, where reality blurs into imagination and ideas flutter in and out.
Ormai ascolto poca musica, la ascolto male e non mi tengo aggiornato sulle nuove uscite. Tuttavia, ogni tanto mi capita di innamorarmi ancora, musicalmente.
Fra i troppi dischi diligentemente scaricati e regolarmente ignorati, spesso finisco dunque per ascoltare quei tre quattro artisti che mi hanno catturato e che bastano a soddisfare tutti i miei bisogni. Sono tutti gruppi, questi, che non hanno sbagliato un disco e i cui dischi non contengono un pezzo meno che bello. Spoon, Wilco, LCD Soundsystem, Knife e pochi altri.
Come si intuisce facilmente da quanto sopra premesso, recentemente è risuccesso, mi sono nuovamente innamorato e lo voglio urlare, ma silenziosamente. Mi sono accomodato ben bene sul divano con le cuffie da diggei e mi sono preso il tempo per ascoltare più volte il disco, analizzandolo e sdilinquendomi nei passaggi che più mi piacciono e che sono - a mio insindacabile e infallibile giudizio - "geniali!".

Mi riferisco all'omonimo debutto solista di Fever Ray, moniker sotto cui si cela Karin Elisabeth Dreijer Andersson, sorella di Olof Dreijer, col quale costituisce il sopraccitato e ancora attivo (si spera) duo svedese The Knife. La tizia qua sotto.


Mi risulta piuttosto difficile parlare di musica e sono consapevole di non esserne per nulla capace. So solo che questa musica mi pare più "profonda" della media. Con il termine profonda, credo, intendo dire evocativa, lirica, sentita, personale, originale, fuori dalle mode. Oltre che molto ben prodotta. Ascoltando l'ultimo brano del disco, Coconut (vi si sentono richiami di uccelli, probabilmente corvi: ricorda qualcosa?), ho pensato: ora scrivo a Michael Mann (un altro amore, stavolta in campo cinematografico) e gli dico di inserire questo pezzo nella colonna sonora di un suo prossimo film, ché ci starebbe benissimo. Poi leggo l'intervista a Fever Ray su Pitchfork e scopro che la sua musica è influenzata da.....Miami Vice!, la serie tv prodotta dallo stesso Mann il quale ne ha tratto anche un film. Anche a lei piacciono quei motoscafi lanciati a tutta velocità di notte!
È solo una coincidenza, ma per me diventa conferma.



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