mercoledì 28 maggio 2008

Geriatrizzazione X

They're younger. They're healthier. They got to do anal in high school. They think updating a spreadsheet while simultaneously posting to a Twitter account about the latest gossip on perezhilton.com is an essential corporate skill. And ... they're always doing stupid shit, but rarely getting called on it.

Finalmente qualcuno che inizia a prendersela con quei bastardi, superficiali, arrivisti, scary smarts della Generazione Y (o i Millenials, come usa dire oggi). Tutta invidia la nostra (e non per la roba di twitter...) o piu' semplicemente paura e rabbia. In effetti, per quelli come me cui la congiuntura storica non ha regalato proprio nulla (mi e' toccato nascere nell'anno peggiore del decennio peggiore e pure nello stato peggiore del continente peggiore), e' abbastanza terrificante rendersi conto che la generazione successiva e' da tempo all'opera per farmi fuori big time - e vedi la risposta, superficialotta ma efficace, di un Millenial - senza che alla mia di generazione sia mai stato concesso di contare per un solo secondo. Tse', chi l'avrebbe mai detto che fare i nichilisti agghindati come un qualsiasi blue collar della Pennsylvania non avrebbe pagato?

domenica 25 maggio 2008

Caro Google Street View

Apprezzo la tua iniziativa di mettermi le tende che da due anni devo comprare, ma sono pigro e poi quelle finestre hanno una forma particolare. Tuttavia, se devo essere sincero, la cosa mi spaventa anche parecchio. Insomma, hai fatto la foto alla strada e hai ritoccato le mie finestre... Che c'era di male? Stavo girando in desabillie e ti sei imbarazzato? Stai facendo le prove generali per incastrarmi in un crimine che non ho mai commesso? Google, you scare the fuck out of me.


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venerdì 23 maggio 2008

Uomini che piangono nel sonno

A volte mi è capitato di svegliarmi piangendo, e ogni volta mi è venuto in mente l'incipt di quel capolavoro che è L'informazione, di Martin Amis.

mercoledì 21 maggio 2008

Va bene, parliamo di magia


Questo pessimo video (da mandare però a tutto volume) documenta la parte finale del brano Okay, Let's Talk About Magic dei Fuck Buttons eseguito ieri sera dal vivo al Magnolia di Milano.

Io ormai a quel punto del concerto mi sentivo come nel ventre materno, avvolto dalla placenta, protetto, e stavo bene; fluttuavo nel buio e riuscivo a vedere a rallentatore l'estinzione in diretta della razza umana nell'attacco finale che distrugge tutto. E non mi ero nemmeno fatto una canna. Se non è magia questa.

lunedì 19 maggio 2008

The Voice

No, non è un post su Frankie, ma sulla voce più familiare ai newyorkesi. Sì, lo so, l'URL qua sopra parla chiaro, a me toccherebbe parlare da/di Milano e invece da diversi giorni non faccio altro che parlare di cose Grande Mela related; chiedo perdono e ancora un po' di pazienza, poi mi passa (non è assolutamente vero, diciamo che poi per decenza la smetterò).
Dicevamo, la voce che ogni newyorkese sente più volte al giorno.
Quella profonda che ti intima "Stand clear of the closing doors, please" quando il treno della metropolitana si accinge a ripartire alla volta della fermata successiva.
E cioè la voce di Charlie Pellett, un britannico ormai da 20 anni a New York che presenta un programma radiofonico su Bloomberg, la quale ha "prestato" gratuitamente il suo personale per quegli annunci.
Nella follia che è seguita al viaggio me la sono messa nell'iPod e a volte, giunto alla fermata di San Babila, un po' sovrappensiero, complice la funzione random che la passa a tradimento, per un attimo mi sembra di essere arrivato downtown...poi emergo in superficie e vedo la Madunina, che - tuta d'ora etc. - mi riporta alla realtà. Peccato, avevo già pronto un "excuse me" o un "sorry" da far partire alla prima occasione e invece me ne esco con un "Và a dà via i ciapp".
E, così, anche Milano è entrata nel post.

Charlie Pellett - Stand Clear of the Closing Doors, Please

venerdì 16 maggio 2008

Indie gossip: The Kessler Maneuver


A New York la mattina della partenza ho visto Carlos D portare fuori il cane a Tompkins Square Park; a Milano l'altro ieri, al Mono, ho visto Daniel Kessler portare fuori Valeria Bilello. Anzi, probabilmente è il contrario, visto che lei giocava in casa e l'ha giustamente portato in uno dei pochi locali in cui anche io porterei una conoscenza newyorchese senza timore di briatorismi e loungismi vari.
Quando il chitarrista degli Interpol è entrato l'ho riconosciuto subito; Vale invece - all'inizio un po' dubbiosa - ha poi riconosciuto la vj di All Music (io ho riconosciuto lui, lei ha riconosciuto lei, una bella prova per degli etero in un locale gay) e fatto un interessante collegamento da cui è partita la nostra congettura (nota a margine: apparentemente siamo stati gli unici ad accorgerci della coppia di quelli che in quel posto dovrebbero tranquillamente potersi definire VIP). La bella presentatrice aveva infatti intervistato la band di Brooklyn in occasione della loro ultima data meneghina.

Devono essersi innamorati in quell'occasione, perché poi han preso a frequentarsi e sono stati recentemente avvistati anche al concerto dei Kills. Probabilmente lui fa avanti e indietro. Che bello.


(qua sopra un Kessler in versione giocatore dell'Atalanta qualsiasi che ascolta Ramazzotti, come del resto pare faccia anche Paul Banks)

Oppure no. Lei si ritrae (Hands Away) proprio mentre lui cerca il contatto fisico allungando lentamente il braccio attraverso il tavolo senza riuscire a raggiungerla (Slow Hands). Cioè (ora divento un superficiale maschilista dimenticandomi appositamente per un attimo che lei è un'intellettuale, una regista, ha un cervello, ha una personalità), hai per le mani uno degli Interpol, la tua più grande conquista sinora è stata il Nongiovane, e fai la ritrosetta? Insomma, come si è chiesta Vale, cosa vuoi di più dalla vita, un Negramaro? E intanto il braccio chitarristico del nostro giaceva sul tavolo ineluttabilmente informicolato. Per un po' ho tifato per lui, poi mi sono stufato. Ma possibile che con tutte le groupie che ti ritrovi a casa sei voluto venire qua a incasinarti con una donna del sud che ora porta degli occhialoni neri da vista...senza lenti e che chiede al barista: "ma voi, qui, il Negroni lo fate col gin?". Qui dove? Al Mono? A Milano? Nel nord Italia? Non puoi semplicemente chiedere uno sbagliato?
Però, che figa.

giovedì 15 maggio 2008

Cut Copy live @ Bowery Ballroom, NYC -- May 14, 2008

Degli Stratagemmi. Always be nice with the bureaucrat. Lezione che noi italiani abbiamo imparato un mezzo migliaio di volte, no? I biglietti per i Cut Copy sono andati esauriti prestissimo. Craigslist dava cifre assurde: gente che offriva $80 al pezzo, altra gente che chiedeva piu' di $100. Follia pura. Fortuna che uscendo da uno dei seicento concerti cui ho assistito di recente alla Bowery Ballroom ho chiesto a uno dei buttafuori se ci fosse un modo per prendere dei biglietti per l'esauritissimo concerto di sti benedetti Cut Copy. Non ve la sto a fare troppo lunga: dopo un tiramolla non comodissimo, sono riuscito a entrare pagando $20, vale a dire face value senza ticketmaster fee (sogno bagnatissimo di ogni concertgoer newyorkese). Il tutto perche' ero stato nice col burocrate di turno che - lo dico per inciso - non ho corrotto affatto: solo si era preso a cuore la mia aspirazione a vedere il concerto dei Cut Copy. Again: never fight with the redtapers - be nice and enjoy life.

Dei Gusti. I Cut Copy sono, in meno di una manciata di settimane dall'uscita del disco con cui diventeranno famosi, un baluardo del gay partying/dancing, etc. etc. Nessun problema, sia chiaro. Normalmente e' indice che sei finito nel posto giusto. Solo, essendo tuo malgrado orribilmente straight, devi sempre ricorrere ai ripari - soprattutto se sei alto uno e ottantasei e pesi costantemente meno di settanta chili - e i ripari sono sempre 'ste riserve di tipine ultracool e mezze assatanate che, non sai come, vanno (sempre? solo?) a eventi a netta maggioranza gay. Giuro che aspetto ancora il saggio fondamentale di chi mi spiega perche' le tipine piu' arrazzate del pianeta vadano sistematicamente a fare baldoria in posti a maggioranza gay. Okay, lo capisco dalle nostre/vostre parti perche' so quanto le eterocrowds possano essere fastidiose nel Belpaese. Ma ai concerti cosiddetti "indie" a NY non me lo spiego per nulla. Forse, per uno scherzo del destino, e' solo nei posti (per te) veramente ostili che le ragazze decidono essere il momento buono per strusciartisi addosso manco fossi Prince. A Mosca era cosi' nei posti dove temevi di essere ucciso any time. In ogni caso, non riesci mai a sfruttare il grasso che cola.

Degli Stili. Scusate ma i Cut Copy sono la rappresentazione vivente del come e del perche' vivisezionare la musica alla ricerca di definizioni (noise-pop e' stata una delle ultime perle ... ma dai, anche a parlare di dubstep non ti senti un po' pirla?) sia un esercizio un po' ... whatever (e capisco tenete tutti famiglia). Lo dico perche' il singolo uscito in concomitanza con il disco, Lights & Music, e' la quint'essenza del, scusate, rock 'n roll: un riff di basso e una melodia, un qualcosa che era ovvio che prima o poi qualcuno avrebbe utilizzato, ma nessuno lo aveva mai fatto. Dopo i Nirvana tutti hanno cercato 4 giri di accordi per replicare quello che i Nirvana avevano fatto cercando di replicare Pixies e Breeders. Fino al 2001 sembrava una battaglia persa, poi arrivo' Fell In Love With A Girl. E chi di voi non ha detto, a 2003 inoltrato: "ah gia', eccheccazzo, 'sto riff del nuovo dei White Stripes ... ma ci voleva tanto?!" [ignora per un secondo che sia la canzone simbolo del simpaticissimo mondiale vinto in Germania]. Etc., etc. Tutti a lamentarsi sempre e dire, ma no, il rock e' morto dai, ci sono troppe poche note, troppi pochi strumenti, e' tutto gia' stato scritto, etc. Poi tra i tanti ti arrivano nel 2008 quattro outsiders zoticoni dall'Australia, ti escono con la linea di basso di Lights & Music e tutto il resto. And when you believe they call it rock and roll.

Del Giudizio. Non vi diro' mai come e' stato il concerto.


mercoledì 14 maggio 2008

icepics


Non aspirate anche voi ad essere così tra, diciamo, 60 anni? Quest'uomo mi metterebbe di buonumore nel peggiore dei giorni. E' uno che ne sa a pacchi, ma non te lo farebbe mai pesare.

Sleep, sweet baby, sleep.Amico, ti capisco; a questo buffet universitario di fine anno accademico sono tutti giovani e si conoscono tra loro; e io e te siam gli unici - coi nostri vispi e guizzanti occhietti - che non c'entriamo una sega e non andremo a letto con nessuna di queste studentesse [click to enlarge].


Bella mia, non ti credere d'essere l'unica: anch'io mi porto sempre dietro il Sacco di Zanotta.

martedì 13 maggio 2008

Ci sono voluti dieci anni, ma alla fine Morgan ha convinto pure loro

VATICANO: IPOTESI EXTRATERRESTRI NON CONTRASTA CON FEDE
''La possibilita' che esistano altri mondi e altre forme di vita non contrasta con la nostra fede perche' non possiamo porre limiti alla liberta' creatrice di Dio''. Lo afferma il direttore della Specola Vaticana padre Jose' Gabriel Funes, in un'intervista all'Osservatore Romano, significativamente intitolata ''L'extraterrestre e' mio fratello''. ''E' possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio e rigoroso'', sottolinea il gesuita argentino per il quale ''fede e ragione sono le due ali con cui si eleva lo spirito umano. Non c'e' contraddizione - spiega - tra quello che noi sappiamo attraverso la fede e quello che apprendiamo attraverso la scienza. Ci possono essere tensioni o conflitti, ma non dobbiamo averne paura. La Chiesa non deve temere la scienza e le sue scoperte''. Secondo padre Funes, ''i progressi degli studi astronomici non smentiscono le verita' della fede''.

lunedì 12 maggio 2008

Dalla tassidermia all'indierotica, da Bruce Willis a Viggo Mortensen

Random thoughts, highlights, foto e altro del mio recente soggiorno a NY. [a volte penso che vorrei utilizzare solo vocaboli italiani; ma i) in questi giorni suona troppo Alemanno ii) "momenti salienti" non ha nemmeno la metà dell'efficacia di un termine catchy come "highlights". Catchy. Sì, certo. Ci sono ricascato. Ma è un dolce naufragare per me, quello nella esterofilia. Oggi più che mai. ]
Vado a iniziare.

punto 1
I bar e dive bar ["In the US, so-called dive bars have become a fad among urban hipsters. Since working class people and urban hipsters rarely care to mingle, urban hipsters go to bars that specially recreate the physical characteristics of dive bars (run-down hardware, outdated furnishings, general uncleanliness) but without the working class clientele"] dell'East Village e del LES. Luci bassissime, soffitti di latta lavorata, mattoni a vista, poche ma buone idee di arredamento, musica sempre ottima, gente su di giri, entrate anonime senza insegna, insomma personalità da vendere. Da vivere principalmente di notte (di giorno rischiano un po' l'effetto squallore della presenza accanto nel letto la mattina dopo una vincente sera di bagordi). Il mio amore per questi bar è pari al mio odio per i locali lounge, techy-kitch e di design di Milano (ma se me li attaccate poi li difendo). Ecco qualche esempio tra i tanti.
punto 2
Finire alla serata indie/new wave/electro Trash!, aggirarsi per il locale, notare che c'è un grosso schermo con un video, alzare lo sguardo aspettandosi l'ultimo video di James Murphy e ritrovarsi invece a guardare due che scopano, essere così ingenuo, ubriaco e speranzoso da essere convinto si tratti di una sorta di Eyes Wide Shut in versione punk, e che i copulanti si trovino nell'altra sala del locale, ripresi in diretta da un cameraman, mentre si trattava di un banale pornazzo, cercare a quel punto di capire se quelle erano almeno posizioni "indie" e concludere che una pecorina è sempre una pecorina, anche se la effettui al ritmo di Damaged Goods e con addosso un profilattico a righine. Questi sono gli organizzatori della serata; che dite, li ingaggio per la festa dell'oratorio del mio quartiere?

punto 3
E' un don't che riaccenderà la rabbia di matte (sempre si sia mai spenta): andare a vedere il concerto di Calvin Harris con in tasca i biglietti invenduti per il concerto, la stessa sera, dei Verve. Essere due contro uno e decidere che a noi dei Verve non è mai importato un granché e trascinare anche quell'uno riluttante. Scoprire il giorno dopo che quello dei Verve è stato, tipo, il concerto del secolo. Dovere ancora i soldi del concerto non visto a quell'uno che si sta ancora mangiando le mani e che vorrebbe uccidere gli altri due. Sorry mate (però Calvin non era male, dai).

punto 4
Assistere a un bellissimo concerto di una stralunata puccisima Feist in un suggestivissimo posto per una serata superlativa.

punto 5
"I like them asian girls", canta il nostro summenzionato Calvin. Pur essendo d'accordissimo con lui sull'amore anche per tutte le altre tipologie, è di quella orientale che più mi mancherà qua in italia la massiccia presenza. Ti fanno vivere meglio, è bello che ci siano, è bello incontrarle al deli sotto casa consapevoli della loro hotness. Un giorno domineranno il mondo.

punto 6
Uscire la sera dell'arrivo per una serata tranquilla cena + birretta; tornare infatti a casa e vedersi un'innoqua puntata di Battlestar Galactica, andare a letto con gli spilli negli occhi, distrutto; cominciare a parlare con matte da una stanza all'altra da sotto le coperte; lanciare una sfida: se siamo dei veri uomini (=coglioni) ci rialziamo e usciamo; capire che è stata accettata dal rumore di jeans che vengono reindossati; uscire di nuovo, finire per fare le cinque di mattina, siglando 30 ora di veglia; svegliarsi dopo 5 ore di sonno pessimo in una condizione pietosa; ma col sorriso sulla bocca e il pensiero che ne è valsa la pena e che là fuori c'è Gotham che ti attende.

punto 7
Prendere un caffè a Tribeca con la cameriera afro ultracool che sta cantando a Change is Gonna Come di Sam Cooke e che scoppia a ridere a una tua battuta sottolineando la circostanza con "Oh, you made me laugh!". Dover fare uno sforzo notevole per non chiederle seduta stante "Will you marry me?".

punto 8
Fare una cena + drink + Annex per serata Tiswas con un bunch of italians che invece di un possibilissimo disastro risulta una serata piacevolissima e assai divertente sfociata in un'ulteriore cena alle 5 di mattina all'ucraino dell'east village (a perfect location for feeding the East Village's après-club crowds, Veselka has become the stop for late-night diners) ove icepick getta sul tavolo city condoms per tutti per fare il simpatico. Chiedete a ink com'è il Pierogi...

punto 9
...oppure chiedetegli com'è il pastrami del Carnegie Deli, dove hanno girato la scena al presente da cui ha luogo tutto il film in flash back "Broadway Danny Rose". E' stato fotografato. Il pastrami dico: era uno spettacolo agghiacciante.

punto 10
Avere un programma: tornare ad agosto. Perché: ci sono un altro paio di bar a cui volevo dare un occhiata...

punto 11
Rendersi conto che sia che suonino all'Hana-Bi di Marina di Ravenna sia al Masonic Temple di Brooklyn gli I'm from Barcelona facciano sempre un grandissimo casino che finisce per coinvolgere tutti in un'orgia gioiosa senza senso.

punto 12
Mangiare in un ristorante alla moda che come tempo di attesa ti dice 1h45min. Aspettare il tavolo al bancone scolando degli ottimi mint juleps. Nel frattempo godersi gli animali impagliati alle pareti che contrariamente all'effetto agghiacciante delle foto diurne su internet di notte stanno magicamente benissimo (pare vadano di brutto). Udire matteo che mi dice di girarmi ma piano, girarmi piano e vedere che il tavolo che prima era vuoto ora si sta riempiendo di donne in tiro. Al centro c'è un uomo che ho già visto da qualche parte: è bruce willis e sta sfoggiando una delle sue due espressioni (quella con l'occhio un po' abbassato). A quel punto vedere in ogni avventore una possibile star (ti ripeto matte, quello non era Jude Law anche se sì, era unto e viscido).

punto 13
Apprendere con sorprendente orgoglio isolano che, dopo il nero d'avola, ora il vino che va più di moda a ny è il Cannonau. Immaginatevi come lo pronunciano.

punto 14
I giovani vivono come se non ci fosse domani. è una cosa che si percepisce chiaramente. Sei a ny, sei nel posto dove bisogna essere per spaccare, e vieni travolto. La maggior parte non spacca, però nel frattempo si diverte. E io mi diverto a vederli. Mi danno energia.

punto 15
Ho partecipato a una lezione di lingua italiana alla Columbia. Si è parlato italiano. Ci hanno fatto delle domande. E' stato molto bello. Davvero molto. Grazie, Federica.

punto 16
Vedere la frontiera del vintage: tipa stilosissima in giro col primo modello di walkman a cassette. Ma vaff...

punto 17
Incontrare degli hipster così hot, che per il rischio d'incedio han dovuto chiamare i pompieri.

punto 18
Incontrare casualmente per strada e riconoscere Locane; avvicinarmi è chiedergli a bruciapelo "tu sei Locane?"; spaventarlo perché lui non conosceva me e avrà pensato di esser stato beccato dall'FBI; apprendere che là il suo cognome lo pronunciano "lochein".

punto 19 In una caffetteria di brooklyn, parlare con ink di come tutto fosse meravigliosa quella città, i concerti, le suddette asian chicks, quella stessa caffetteria, quella vecchia signora che passava per strada, quella piastrella su quel marciapiede, quel sassolino di quel parco, quel copertone abbandonato, tutto, davvero tutto quanto. Pensare a un modo per rimanere (in seguito, la mattina della partenza, mi è venuto in mente che avrei potuto farmi arrestare; ho però subito pensato - che genio - che non fosse una buona idea; ma è il genere di cazzata che pensa l'innamorato, e io a quel punto ero più che cotto).

punto 20 Dire addio a uno dei tuoi migliori amici; dirvi mi spiace che te ne vai/mi spiace andarmene etc.; attenuare la puccitudine del momento facendosi a vicenda, attraverso il finestrino del taxi diretto al JFK, il gesto di Viggo Mortensen. Un finale perfetto. E dunque.

-Fade out-

venerdì 9 maggio 2008

Il giorno più importante

Un ingegnere chimico di 33 anni con prole ricorda il giorno più importante della sua vita: una partita di pallacanestro alle medie, quando di anni ne aveva 14; un evento speciale, magico e irripetibile, più degli altri - anche fondamentali - che gli son pur capitati successivamente.

E' il breve brano d'apertura del bellissimo Chuck Klosterman IV - A Decade of Curious People and Dangerous Ideas.

"Can I tell you something weird?" he asked. This probably isn't a valid question, because one can never say no to such an inquiry. But this is what he asked me.

"Of course," I said in response. "Always."

"Okay, well...great. That's great."

He collected his thoughts for fourteen seconds.

"Something is happening to me," he said. "I keep thinking about something that happened to me a long time ago. Years ago. Like, this thing happened to me in eighth fucking grade. This is a situation I hadn't even thought about for probably ten or fifteen years. But then I saw a documentary that reexamined the Challenger explosion, and this particular event had happened around that same time. And what's disturbing is that -- now -- I find myself thinking about this particular afternoon constantly. I have dreams about it. Every time I get drunk or stoned, I inevitably find myself sitting in a dark room, replaying the sequence of the events in my mind, over and over again. And the details I remember from this 1986 afternoon are unfathomably intense. Nothing is missing and nothing is muddled. And I'm starting to believe -- and this, I suppose, is the weird part -- that maybe this day was the most important day of my entire life, and that everything significant about my personality was created on this one particular afternoon. I'm starting to suspect that this memory is not merely about a certain day of my life; this memory is about the day, if you get my meaning."

"I think I do," I said. "Obviously, I'm intrigued."

Il resto del raccontino è qua. Vi sono inoltre memorabili interviste (es: Britney Spears, Jack White e Bono) e pensieri sparsi un po' su tutto. Klosterman ha due anni e mezzo più di me (insomma è giovane...) ed è già un mito.

Da comprare, assolutamente.

giovedì 8 maggio 2008

se la vostra vita fosse recensita da pitchfork, che voto prendereste?

gira oramai da mesi, ma il remix di nude fatto da hipster runoff condensa in maniera parecchio brillante quanto e' accaduto nel settore musicale at large lungo questo decennio. da mandare a memoria.

mercoledì 7 maggio 2008

VIP sighting in NY

C'è chi avvista Scarlett, a me è toccato il sosia di Prodi.




martedì 6 maggio 2008

Unspeakable

In attesa di trovare le parole per raccontare del recente soggiorno niuorchese temporeggio affidando alle immagini parte di ciò che per il momento mi pare indescrivibile nella sua straordinaria ordinarietà.











lunedì 5 maggio 2008

The Teenagers live @ Williamsburg Music Hall, Brooklyn - May 3, 2008

"They sound much better than the first time I saw them ... a couple of months ago at the Mercury Lounge" faccio a Stevie col senso di colpa di quello che lo ha trascinato a un concerto sapendo non sarebbe stato granche'.

Stevie a me: "I am so glad I didn't go with you to that show."

sabato 3 maggio 2008

mhype you

In attesa di riprendere sembianze umane dopo una settimana, ehm, intensa, ho pensato che vi potrebbe piacere mettere in salotto questo pezzetto.

The Death Set - Impossible (Etan Remix)

Fidatevi che questi sono destinati a diventare piu' importanti della mia donna delle pulizie dopo 'sta settimana di bagordi con Icepick.

venerdì 2 maggio 2008

altro che marketing virale

I Jus†ice sono ben oltre.
Qui sotto (via Weekendance) il video di "Stress", che dieci anni dopo segue il solco di Smack My Bitch Up (roba da educande, al confronto), con una specie di snuff video col preciso intento di sbalordire e terrorizzare lo spettatore.