giovedì 31 gennaio 2008

House a una paziente prostituta

On one hand, you should be in bed; on the other hand, I told you to rest. So, I see your dilemma.

Sembra il Parlamento italiano

Homer Cobain

martedì 29 gennaio 2008

Vampire Weekend -- Live @ Virgin Megastore NYC Jan. 28, 2008

Oltre ad essere stata, non smettero’ mai di dirlo finche’ non mi abbattete, un'annata musicalmente clamorosa (personalmente si contende la palma di annata del decennio con il 2002 e il 2004), quella del 2007 e’ stata anche l’annata del “secondo disco” (un po' tipo il '93). Vale a dire un sacco di bands che tra il 2004-2006 se ne sono uscite con dischi di esordio eccellenti, chesso’ LCD Soundsystem, Clap Your Hands Say Yeah, Arcade Fire, M.I.A., Beirut, Band Of Horses, Bloc Party, hanno fatto uscire il secondo disco l'anno scorso. Alcune hanno bissato eccome, altre hanno un po’ toppato, per quanto mi riguarda. Tutto questo per dire che piu’ che nuove bands, nel 2007 si e’ ascoltata gente che gia’ era in giro, seppur da poco. Eccezioni di nota nella dance e in alcuni generi un po’ borderline (No Age, A Place To Bury Strangers, Yeasayer, su tutti).

Quest’anno, forse perche’ nessuno aveva una mazza da fare nelle prime due settimane di gennaio, io in testa (ma la musica, quella in senso figurato intendo, e’ ahime’ cambiata), ci si sta affannando un po’ tutti a pescare delle next big things et similia. E ne stanno spuntando fuori un bel po’, almeno a sentire noi, gran traduttor dei traduttor di [fill with one or more among: pitchfork, stereogum, brooklynvegan, etc. etc. etc.].

Un par di volte nelle ultime settimane Dario e stamane Inkiostro hanno scritto cose carine nei confronti dei MGMT, per cui rimando volentieri ai loro post (anche se nella mia valutazione complessiva ci metterei un bel bemolle).

Dal canto loro, i Vampire Weekend (noantri se ne parlo' qui e qui), sorta di gruppo gemello dei MGMT (anche per conterraneita’), hanno avuto l’onore di presentare iersera un cordiale showcase al Virgin Megastore di Union Square, proprio contestualmente all’uscita del disco, fresco di importante endorsement di pitchfork (8.8 e menzione nell’ambita sezione “best new music” – quella senza la quale un fracco di oramai stimatissimi musicisti sarebbero probabilmente ancora a servire frappuccini).

Come spesso accade in queste occasioni, mi diverto assai a farvi perdere tempo parlando dei cavoli miei, senza descrivere una cippa di quello che ho visto. (Del resto, questo simpatico blog “Icepick”, ossia “il blog che piace alla gente che piace o almeno che si piace” (Franco, non ti ringraziero’ mai abbastanza), mi ha finalmente permesso di dedicarmi al cabaret, attivita’ che avrei sempre voluto intraprendere, prima di venire folgorato dalle Istituzioni di Gaio.) Ma a sorpresa questa volta vi parlero’ dei Vampire Weekend, che’ siete tutti li’ che fremete come delle scimmiette curiose per capire se si tratti o meno dell’ennesimo tanto fumo e poco arrosto. Alcune cose si sanno di gia’ e non c’e’ certo bisogno di me per ricordarle: i VW fanno ripetute citazioni di sonorita’ africane/reggae/caraibiche/world, etc. etc. Da qui, la curiosita’ di come sia stata la resa dal vivo del materiale di ‘ste quattro simpatiche canaglie.

Piccola parentesi: sono scandalosamente giovani. Ma giovani come fossero un gruppo di liceali, non sto scherzando. Per di piu’ tutti essenzialmente puliti (per i milanesi: tipo quelli del Tito Livio, per intenderci). E solo perche' ho promesso di non parlare di me che non vi tedio un secondo di piu' sul pubblico, che’ c’e’ voluto un ottimo show per distrarmi dal fatto che stavolta probabilmente ero il piu’ vecchio in una crowd per la maggior parte composta da NYU kids in their freshman year (te ne accorgevi, tra l’altro, per l’odore di alcol che trasudavano: classico della bevuta nel dorm prima dell’uscita).

Dicevo, un ottimo show. Sti picciriddi cordiali e sorridenti (il cantante sembra il compagno di classe che ti passa la – peraltro perfetta - versione di latino senza assolutamente fartelo pesare) suonano molto bene. Anche se l’impianto era quello che era, i nostri quattro pargoli hanno dimostrato di avere un tiro da fare invidia a tanti loro colleghi piu’ navigati e dal fisique du role piu’ credibile. Il batterista, su tutti, e’ notevole nel riuscire a pestare come un dannato ma al tempo stesso conoscere cosa sia la “dinamica” in un pezzo, che per il genere che fanno e’ tutto (odioso tutorial per chi non ha mai suonato: in soldoni, dinamica consiste nell’alternare fasi di "forte" a fasi di "piano", ossia tra fasi rumorose e non – Smells Like Teen Spirit, a sua volta, per ammissione di Cobain, ispiratasi ai Pixies di Debaser e Gouge Away, e’ la canzone che meglio di ogni altra la descrive). In piu’, il tarantolato leader Ezra Koenig e’ dotato di un’estensione vocale non indifferente oltre che di un timbro tutto particolare. Lo show case e’ consistito in 6 pezzi, tra cui gli oramai "classici" A-Punk, Mansard Roof, Oxford Comma, Cape Cod Kwassa Kwassa (nota: anche loro non hanno resistito la pessima tentazione di sparare tutti i pezzi migliori a inizio cd; ma che ci vuoi fare, lo fanno circa tutti oramai, dato un pubblico con una soglia di attenzione che non va oltre i dieci secondi, come bene ha detto di recente Cru7do).
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Nonostante la proverbiale shyness/awkwardness/snobbery, aggiungici quel che vuoi, dei newyorkesi, la risposta del pubblico e’ stata assai convinta e piu’ o meno tutta la sala si e' lasciata andare come si augurava qualche giorno fa Dario. Sebbene si parli dei VW e non dei Clash, questo sia ben chiaro, posso tranquillamente ammettere che i nostri sono molto piu' solidi di quello che l'apparenza lascerebbe intendere e, per quanto ho potuto assistere, sono assai piu' presentabili e meno infastidenti di molti loro peers, tipo quelli di cui si diceva su (ma probabilissimo che dietro le sembianze da geppi colle faccine d’angelo, si nascondano dei serial killers). Dicevo, si parla dei VW e non dei Clash -- ma per un concerto gratis il giorno dell’esordio discografico, sinceramente puo' anche andare bene cosi’.

lunedì 28 gennaio 2008

Tu così bella non cel'hai... #1



Si apre con questa chiccheria questo nuovo ciclo di rubriche numerate
e a tema gentilmente ospitate su Icepick, il blog che 'piace alla gente che piace o almeno che si piace.'

Ultima moda in fatto di autovetture è la botox car macchina di successo che interpreta perfettamente il desiderio di avere sempre una compagna di guida che non risente degli acciacchi che sopraggiungono con l'età.
Pare inoltre che faccia benissimo i pompini...

venerdì 25 gennaio 2008

Bucchi è il migliore

thx Sofi

Sarò masochista

Ma il titolo e la foto a questo associata nell'articolo del NYTimes on line sulla caduta del nostro governo mi diverte.
Solo che hanno sbagliato sezione: non è World>Europe, ma Theater.

Appoggiala pure sulle mie ginocchia

Il 20 maggio esce l'album di Scarlett Johansson, "Anywhere I Lay My Head".

I said "no, no, no"

I definitely like these kids

MGMT

Il video trip di Time to Pretend



Il pezzo da dancefloor indie

Kids [mp3]

Il pezzo bowieano

Weekend Wars [mp3]

Forza che ci siamo

A quanto pare anche noi tra un po' avremo una Sharon Valerii (a/k/a Boomer, a/k/a Athena, a/k/a Number Eight) in carne ed ossa e finalmente potremo smettere di accontentarci di quella imitazione che e' Grace Park:
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"synthetic biologists are ... planning to scale up from the simplest organisms to the most complex: human beings. The first bacterial genome was sequenced in 1995 and was followed by the landmark sequencing of the human genome in 2001. Based on that trajectory, Voigt estimated that a synthetic human genome -- which could be used in human cloning research -- could be created by 2014.
But before researchers can do that level of synthetic biology, scientists will need to automate their methods. Beyond this work, Voigt said, scientists will need programming tools, in the same way computer scientists use higher level programming languages like Fortran, C++ and Java, to control computer function. "(Otherwise it's like) writing Vista in binary," he said. "It's just not going to happen.
"

(via Wired)

giovedì 24 gennaio 2008

quando una stroncatura sa essere costruttiva

Ficcante giudizio di kekko sull'ultimo di Cat Power:

Continuo a preferire l’idea di me dentro lei all’idea dei suoi dischi dentro il mio stereo.

Il weekend che non c'era

Domani sarò a Stoccolma.
Ci sono già stato, capodanno 2006. Debaser, club storico, che già dal nome puoi intuire che musica mette. La notte passata a saltare in compagnia di CYHSY & Co. si era poi chiusa alla mattina giusto fuori dal locale con una gigantesca e memorabile battaglia di neve in cui io e un mio amico “giocavamo” in incognito con la squadra svedese contro degli italiani molesti di Bologna, noi sotto, loro sopra un ponte. Ho ancora in mente l’immagine del mio amico il quale, dopo aver spronato tutto il tempo in inglese i compagni di squadra a fare il culo a “those fucking italians”, a un certo punto con nonchalance si tradisce uscendosene con un “Piadine di merda!”, e loro: “Ma allora sei italiano, bastardo!”, e giù palle.
Quest’anno vorrei approfondire soprattutto la conoscenza di SOFO, la SOHO di Stoccolma, come dicono alcuni, in ogni caso il quartiere degli artisti, dei giovani e degli hipsters.
Essendo un fighetto, ho già individuato alcuni posti trendy in cui devo riuscire assolutamente a trascinare i miei compagni di viaggio, il tutto nel giro praticamente di un solo giorno, sabato, come nel libro di McEwan. Tipo questo, questo e questo.
E poi l’Indigo, di cui parla Marco nella ormai chiusa bella rubrica Stockholm Syndrome su Indiepop.it.

Solo che invece andrà che passeremo tutto il tempo nella zona commerciale a fare vasche inebetiti dalle bionde (leggasi liberamente anche birre) e alla sera finiremo nella discoteca omologa svedese dell’Hollywood.
Chissà com’è la il loro Corona.

Prima di nuove avventure in alta fedelta'

Qui sotto c'e' un bello spoiler. Di Cloverfield parlo. Se vuoi e' qua. Se no vai al cinema (o raccattalo come meglio credi) e poi torna qua.

In effetti, lo dicevano che bastava guardare in alto a destra nella locandina.

mercoledì 23 gennaio 2008

Girls on pills

Lo sai, è opportuno limitare gli interventi nostalgici, soprattutto se non legano con un evento recente e “fresco”. Ma non resisti e chiedi venia in anticipo.
Sabato scorso prima di uscire, con un amico e un po’ di Jack, cioè con due amici, passavi in rassegna i vecchi pionieristici video dei Duran Duran. Un immaginario dell’epoca a dir poco paradigmatico; elemento forte, comune e presente in quasi tutti, la gnocca. E che gnocca, un fracco di modelle. Era d’altronde quella l’età d’oro delle girls on film (ce ne è a bizzeffe pure nei video del più sofisticato progetto Arcadia, tanto per non smentirsi).
Poi fai un salto temporale di 20 anni e guardi l’ultimo video dei nostri, che a ‘sto punto dovrebbe rappresentare l’evoluzione di artisti ormai maturi, forse addirittura saggi, e con sincera peter-pannesca gioia ti imbatti in una bianca clinica di riabilitazione nella quale degli improbabili Duran-medici col camice si prendono cura dei pazienti che sono...un fracco di modelle paura. Ancora gnocche. Uguale.
Anzi, di più, perché se il lupo perde il pelo, non solo non perde il vizio, ma è sempre più affamato.
Avanti così, ragazzi.

martedì 22 gennaio 2008

Che imbarazzo ....#5


Dato il tema ancora scottante e l'ardire di Icepick a parlar di tanto...
L'imbarazzo #5 è tutto suo...

Tratto da Diario
Ispirato da Lipperini
Le lettere del Papa che condannano Harry Potter
I testi integrali delle missive di Joseph Ratzinger alla critica letteraria tedesca Gabriele Kuby sulla presunta malvagità del giovane mago

Al Papa non piace Harry Potter. O meglio, egli considera i libri dell'autrice inglese J. K. Rowling colpevoli di distorcere i valori dei giovani cristiani. Era ancora cardinale quando Joseph Ratzinger nel marzo 2003 si congratulava con Gabriele Kuby, critica letteraria sua compatriota, per aver scritto il saggio Harry Potter, bene o male?. La Kuby nel suo libro afferma che Harry Potter «corrompe il cuore dei giovani, impedendo loro di sviluppare il giusto senso del bene e del male, e quindi di nuocere al loro rapporto con Dio quando questo rapporto è ancora nella fase iniziale».
Nello scambio epistolare, Ratzinger invitava la scrittrice tedesca a inviare una copia del suo saggio a don Peter Fleetwood, ecclesiastico del Vaticano che si era invece mostrato benevolo nei confronti del giovane maghetto, riconoscendogli il merito di spiegare ai ragazzini l'esistenza del conflitto bene-male.
Seguono le due lettere dell'allora cardinale Joseph Ratzinger, tradotte dal sito d'informazione canadese LifeSiteNews.com, che le ha rese pubbliche.

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Cardinale Joseph Ratzinger
Città del Vaticano
7 marzo, 2003

Stimata e cara Sig.ra Kuby!

Grazie molte per la Sua gentile lettera del 20 febbraio e per il libro informativo che mi ha inviato con la stessa. È un bene che Lei illumini la gente su Harry Potter, perché le sue sono sottili seduzioni, la cui azione è inconscia e per questo
profonda nel distorcere la cristianità nell'anima, prima che questa possa crescere propriamente.
Vorrei suggerirLe di scrivere direttamente al sig. Peter Fleedwood (Consiglio Pontificio della Cultura, piazza S. Calisto 16,
100153 Roma) e inviargli il Suo libro.

Sinceri saluti e benedizioni,
+ Cardinale Joseph Ratzinger

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Cardinale Joseph Ratzinger
Città del Vaticano
27 maggio 2003

Stimata e cara sig.ra Kuby,

Per qualche motivo le Sue lettere sono rimaste sepolte sotto una pila di posta dell'onomastico, del compleanno e di Pasqua.
Finalmente qualcuno se ne è curato, e così posso darLe il permesso di riferire dei miei giudizi su Harry Potter.

Sinceri saluti e benedizioni,
+ Cardinale Joseph Ratzinger

Il cervello fottuto voi vi siete

Un parrucchiere e suo fratello fondano la loro chiesa Jedi.
Da italiano, in questo momento storico, nonostante la follia della cosa, ci faccio un pensiero.

Internet Dickwad Theory

(via)

domenica 20 gennaio 2008

Pari e patta

Dovresti scrivere la classifichetta di fine anno come millanti da un po’ ma non ti va poi cosi’ tanto, perche’ sai chi e’ primo e non sai chi e’ secondo, terzo e quarto, etc. E non ti sentiresti intellettualmente onesto ad affermare (implicitamente) cose del tipo che il tredicesimo ti piace piu’ del quattordicesimo, del quindicesimo e del sedicesimo. Poi c’e’ la questione di tutta la musica dell’anno scorso che inizi ad ascoltare oggi (Yeasayer, White Williams, Shocking Pinks, High On Fire, Chromeo, Om, The Teeth) o hai iniziato ad ascoltare ieri (Holy Fuck, Black Mountain). Poi c’e’ la questione dei gusti che cambiano. Poi c’e’ la questione che dedichi meno del 30% del tuo tempo di ascolto a musica uscita lo stesso anno. Insomma, un disastro. Comunque, il primo disco ce l’hai. Concordi con Dario (e con kAy) che si tratti di Ga Ga Ga Ga Ga degli Spoon.
Ci sono una dozzina di ragioni per questo, molte delle quali non sai nemmeno spiegare adeguatamente. Dici solo che se un disco ti ha fatto cambiare idea ben cinque volte su quale sia la canzone migliore (da Don’t Make Me A Target a You Got The Cherry Bomb, passando per The Undergog, Rhythm & Soul fino ad approdare a Black Like Me), forse ci sono tutti gli indizi per dire this is the one. Le altre undici ragioni le dovresti tenere per te, che non si sa mai che se poi un giorno incontri di persona qualche lettore, alla quarta pinta non inizi a fare sanguinare i timpani di chi ti ascolta dicendo della quinta, della sesta, della settima e dell’ottava ragione. Vabbe’ anticipi che la nona ha a che fare con la voce di Britt Daniel e l’undicesima e’ per quando dice “remember the winter gets cold in ways you always forget.

Insomma la classifichina e’ cosa che non si sapra' mai.

Visto che lo sei andato a vedere il giorno della prima (cosa che non facevi dai tempi di Scuola di Polizia III), dovresti dire cosa e’ che ne pensi di Cloverfield. Ti piacerebbe fare uno spoilerone qui su due piedi, giusto per segare ogni rimanente opportunita’ di successo sociale per quella valle di lacrime che e’ Icepick. A un certo punto, durante il film, pensavi pure di fare la zarrata di fotografare lo schermo quando appare xx xxxxxx. Ma non dirai proprio un tubo, tranne che uscire dal cinema e camminare per le strade dove piu’ o meno avviene il fattaccio non ti ha fatto particolarmente ridere, no. No, no. Fortuna tu, la tua dolce meta’ e due sue amiche (guys: they are both single!) vi siete consolati con tre bocce di Sancerre e discussioni varie tra cui (i) la intellighenzia italiana che ha demolito Knocked Up, quando qui e’ piaciuto a molti liberals (persone in carne ed ossa, intendi – non critici liberals; tu non lo hai visto, tanto per chiarire), (ii) Chutes Too Narrow, (iii) The Knife, (iv) The Departed vs. American Gangster, (v) Croverfield, (vi) l’ex fidanzato di una delle due amiche, asseritamente diventato troppo chubby causa infatuazione per junk food dopo sette anni di rigidissima militanza vegan, e (vii) quanto sia spettacolare dal vivo l'ultima band di Rick Froberg (ex Drive Like Jehu e Hot Snakes), gli Obits

Comunque non sentirete nulla di Croverfield, tranne che xx xxxxxx fa effettivamente paura.

Ah gia’, poi dovevi ancora dire di quel concerto degli Arcade Fire a Randall’s Island il 6 ottobre. Ostia, qui si e’ pure andati in prescrizione, pensi. Dai che te la cavi con sette righe, sforzati.

Compitino: anche se i suoni non furono impeccabili, la grande partecipazione del pubblico e un esecuzione sempre all’altezza hanno generato un concerto molto buono (ma al di sotto di quello di maggio).

Critica da commentatore navigato e un poco cinico, causa divorzio amaro alle spalle: prove generali per vedere se potranno mai diventare un’arena band, se non addirittura i nuovi U2 -- prove riuscite, anche se non diventeranno mai i nuovi U2, tra l’altro perche’ Win si piglia troppo sul serio e non ha nemmeno un ventesimo della spietatezza (e del cervello) di Bono (p.s.: ci aveva visto bene Ellis in American Psycho a dargli del diavolo).

E insomma, non hai detto nulla di significativo sugli AF del 6 ottobre 2007 a NYC.

Benissimo, ora che ti sei messo in pari, ti senti cosi' in pace e in armonia con l'universo che ti viene voglia di ripescare gli Editors di vent'anni fa:

sabato 19 gennaio 2008

Io sono l'agenda

PROSSIMAMENTE A MILANO

GENNAIO

29 JON SPENCER MusicDrome

FEBBRAIO
1 e 2 MI AMI ANCORA Assab 1
3 BABYSHAMBLES Rolling Stone
10 THE RAVEONETTES MusicDrome
12 JIMMY EAT WORLD MusicDrome
15 OFFLAGA DISCO PAX Leoncavallo
22 DON TURBOLENTO Magnolia
24 NEIL YOUNG Teatro degli Arcimboldi
26 ART BRUT tba
27 THE MARS VOLTA Alcatraz

MARZO
2 THE CURE Palasharp
4 MEGADEATH Alcatraz
7 EELS Conservatorio
8 LOS CAMPESINOS MusicDrome
10 MARLENE KUNTZ Teatro Ciak
12 BAND OF HORSES MusicDrome
15 BAUSTELLE Rolling Stone
25 SHOUT OUT LOUDS Casa 139
28 EDITORS Alcatraz
30 PORTISHEAD Alcatraz

APRILE
5 THE HIVES Rolling Stone
10 EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN Alcatraz
19 FISHBONE MusicDrome

GIUGNO
6 ARCTIC MONKEYS Rolling Stone
17 e 18 RADIOHEAD Arena Civica
25 BRUCE SPRINGSTEEN San Siro

E a maggio che si fa?

Che barba Iron & Wine!

Anche da glabro, secondo me.

Live in Milan @ Musicdrome, January 15, 2008.

parte 1



parte 2



Manca la parte 3, per ora.
Se vi sono piaciute le prime due, stay tuned.

venerdì 18 gennaio 2008

Ratti stonati

"rido perché non sono il tipo che si imparanoia quando fuma"
Così rappava Fabri Fibra quando era negli Uomini di Mare.
Fabri, perché cavolo non ci hai mai detto che era perché la Maria ti si insinuava nella corteccia prefrontale e nell'ippocampo ventrale lasciando in pace l'amigdala basolaterale?
Ora finalmente ce lo spiega un'equipe di scienziati dell'Università di Insubria che ha "fatto fumare un po' di canne" a dei topi e si è guadagnata la segnalazione di Wired Science.


Grazie ragazzi. Aspetto ancora però di sapere perché sotto effetto stono a un cristiano può capitare di pensare cose del tipo che The Number of the Beast sia tra i primi tuoi 10 brani preferiti di sempre.

Che imbarazzo...dudududadada#4


"L'allenatore nel pallone 2"

Il giorno 11 Gennaio uscira' in tutte le sale cinematografiche italiane il seguito de "L'allenatore nel pallone 2" con Lino Banfi ed Anna Falchi. Ci saranno anche molti protagonisti del vero mondo del calcio e le musiche saranno di Amedeo Minghi.

Su Sky Fashion Art and Design l'ho appena sentito dire a supporto di questa "bella iniziativa"

"Che i più grandi ardisti sono molto bravi a fare i comici così come i più grandi comici sono bbravi a fare gli attori tragici e quindi trovo moldo simpbatica questa iniziativa"

Per lui una definizione del tutto nuova: i neo patetici... J'adore.

YACHT is in the air

Cavalcando l'attuale ist-air-ia* collettiva per il nuovo MacBook Air, il notebook più sottile al mondo, Jona Bechtolt alias YACHT, insieme a un'altra, si è inventato, con un piccolo grande sforzo di fantasia, una custodia per il portatile che, in linea con lo spot del computer, ha l'aspetto di una busta vera e propria.

Paradossalmente, nell'era delle email, l'ultimo treno per poter tener ancora in mano un oggetto così obsoleto.
Per le bustarelle invece pare che ci sia sempre tempo, soprattutto qui da noi.

*thx pitchfork

(Late) Thursday's Hype

Con un endorsement della BBC 6 Music (arrivati terzi in una classifichetta di gruppi emergenti fatta da mestieranti) e, soprattutto, con una frontwoman come Kathie White (specie di Marianne Faithfull in versione anfetamine+guerriglia urbana, ma anche un po' una Paola Barale in versione tamarra-chic), chi ferma piu' The Ting Tings?
Boh, forse il batterista che e' un misto tra un attore porno e Tiziano Ferro (anche se in realta' e' uguale al nostro Franco Santoro).
Intanto beccatevi le solite cianfrusaglie da m-blog di quarta, tipo il loro myspace (locuzione priva di senso, lo so, ma dire il "loro space" suona ancora peggio) e 'sto significativo video per magia trovato sulla Youtube. Il pezzo e' dell'anno scorso, ma diventera' famoso tra un po', vedrai.

giovedì 17 gennaio 2008

Nel mentre io me li sono ritrovati da Starbucks

Ma non ditelo a Dhinus, che senno' gli viene un embolo.(concordo che la foto fa un po' schifo, ma voglio vedere te con alle spalle una folla di scalmanati caffeine addicts appena dopo la pausa pranzo)

Tra un po' i Radiohead ce li ritroviamo alla Scala

La composizione Popcorn Superhet Receiver di Jonny Greenwood (in streaming qui), vincitrice del BBC Radio 3 Listeners Award 2006, è stata eseguita l'altra sera a NY come clou di una serata di musica "seria" nell'ambito dei Wordless Music shows, "an excellent concert series that aims to fill orchestral venues with indie-rock audiences".
Il brano "was inspired by radio static and the extended, dissonant chords of Polish Composer Penderecki's Threnody for the victims of Hiroshima".

Che facciamo, lo ascoltate voi e poi mi dite? Dai, dai.

mercoledì 16 gennaio 2008

Stray Catwalk Blues

Dal WWD:

"After thrusting Mikhail Gorbachev into the fashion spotlight with its award-winning "core values" campaign, it looks like Louis Vuitton has gone casting in the world of rock 'n' roll for its next personality. Rumor has it Keith Richards, the legendary guitarist and Rolling Stone, recently posed for Vuitton spots during a shoot in New York. "

During a what? A shoooot? Vecchio Keef, non cambi mai eh!

A parte gli scherzi, chissa' quanto brucia a Mick che LV abbia scelto l'altro glimmer twin come testimonial.


Passare dalla parte del torto

Sono decisamente combattuto.
Questi i due Icepick riguardo alla questione della visita annullata del Papa alla Sapienza.

1^ reazione
Sono in totale disaccordo con i soliti acuti commentatori come Ernesto Galli della Loggia sul Corriere e Ezio Mauro su Repubblica che considerano inaccettabile la protesta contro il Papa che ha portato al rifiuto di questo a partecipare al programmato incontro (per non parlare dei toni apocalittici di Ciampi ed altri su un’Italia tornata indietro di cent’anni: fosse solo per questo...).
Essi sono piuttosto a favore di una laicità sicura di sé ed educata che non teme il confronto e non censura e non strumentalizza e blah blah blah. Tutto molto bello e quasi elegante.
Unfortunately, shit ain’t like that!
Siamo un Paese dove la misura non te la puoi permettere, perché se non urli la tua voce viene comunque soffocata da milioni di altre voci ipocritamente cattoliche alla bisogna. Voci dello Stato, intendo. Siamo un Paese ipercattolico, mica no. Ipocritamente, ma tant’è.
Finalmente qualcuno – in modo indubitabilmente chiassoso, scomposto e di dubbio gusto, mica lo nego – per una benedetta volta ha mandato al diavolo questo Pontefice. Mica gli ha sparato o l’ha imbavagliato.
Mi accontento e godo di brutto comunque.

2^ reazione
Aspetta un secondo.
Non dovremmo noi per primi, laici e in disaccordo con l’irritante (e dannosa) ingerenza dell’attuale Papa negli affari nostri, utilizzare gli strumenti del dialogo, della ragione e della tolleranza pur nel disaccordo? Ovviamente costa più fatica, è lo sforzo che devi fare per non tirare la monetina a Craxi perché per principio non è giusto, anche se ne avresti una voglia matta perché lo stomaco prevale sul cervello. Quando ti viene da dire che alla fine godi che quel [pedofilo stupratore, dittatore sanguinario, mettici un cattivone a caso] sia stato impiccato. Poi però sei contrario alla pena di morte, no?
(che poi oggi si stia per celebrare un uomo come Craxi rimette in gioco lo stomaco: muniamoci di Maalox e tiriamo avanti)

Questi i due Icepick.
Ma forse ne prevale un terzo, un po’ più realista e forse superficiale: non è che per le modalità questa protesta è stata come minimo una grandissima cazzata, un autogol, un boomerang? Ma lasciare l’aula in silenzio o cose così non è forse più efficace, ché nessuno poi ti può far passare dalla parte del torto?

martedì 15 gennaio 2008

Adama ed Eva



Ebbravo il mio Adama!
Frugando nella tua vita (ti venero da tanto, sai?) scopro che dopo diversi divorzi attualmente ti spupazzi nientepopodimeno che la galattica bambola portoricana dell'American Gangster Frank Lucas.
So say we all, my man.

lunedì 14 gennaio 2008

no pants my babe no pants

Ricordo un episodio dei Simpsons in cui il sentirsi tutto d'un tratto senza pantaloni [add whatever you need to add to make it politically correct; chesso', la moto per Rob Halford o Battle Cat per He-Man] veniva descritto quasi fosse una patologia -- non so se sia vero, ma temo di averla sofferta pure io quando mi recavo in universita', late nineties era.
Comunque, eccovi link a video, news, foto (insomma un po' di bigtime blogging, non la valle di lacrime che siete soliti sorbirvi qui da noi) sulla giornata "no pants" di sabato scorso qui a NY. No, non ci sono andato: certo situazionismo (a ben vedere il mio e' assai meno da pirla, ma piu' pericoloso, quindi forse ancora piu' da pirla) mi trova protagonista solo a Monaco di Baviera.
(thx improveverywhere)

New York chiama Kinshasa

Con la band newyorkese più chiacchierata del momento, i caldissimi Vampire Weekend, non c’è spazio per sguardi legnosi, ondulazioni del bacino appena accennate e timide mani in tasca; bisogna lasciarsi andare senza timore alla gioia dei ritmi africani: l’ideale per le teenager chicks senza (ancora) le ansie e le preoccupazioni della vita adulta.
Come infatti conferma questo video dalla qualità pessima che con un poco di vergogna continuo a rivedere desiderando di esser là anch’io a giocare.



Temo però che sarei in realtà uno di quelli seduti sugli spalti a guardare.

domenica 13 gennaio 2008

Mystic Future Pop Duo


I'm Feelin rough I'm Feelin raw I'm in the prime of my life.
Let's make some music make some money find some models for wives.
I'll move to Paris, shoot some heroin and fuck with the stars.
You man the island and the cocaine and the elegant cars.

Io i MGMT (The Management) li scopro solo ora sebbene il loro primo EP sia del gennaio 2005. Invece il loro primo LP, Oracular Spectacular, è uscito a ottobre 2007 in download digitale e il 22 di questo mese nei negozi.
Sul loro sito puoi scaricare il video di Electric Feel e interagire cambiando a piacimento le immagini: psichedelico.

A me piacciono molto.
In particolare l'opener:

MGMT- Time to Pretend [mp3]

Da Letterman la eseguono accennando alla fine Light My Fire.

"Tristenze or something"

Nel video dell'intervista agli Stars realizzata da All Music in occasione del loro concerto milanese dello scorso settembre Torquil Campbell dà una bella definizione di pop (se non lo sa lui...):
"Penso che ciò che è triste delle grandi canzoni pop è che durino solo tre minuti; catturano quella sensazione particolare....Anche se sono allegre, ti danno questa sensazione del tempo che passa e delle cose che non riuscirai più ad afferrare. E una delle grandi cose delle canzoni pop è che riescono a raccontare questi piccoli momenti di gioia"

sabato 12 gennaio 2008

In effetti Rondò Veneziano spacca

Thx URB, via Gorilla Vs. Bear ecco il mix dei Justice per il Fabric, quello che era stato rifiutato qualche giorno fa.

Justice - Rejected Fabric Mix (mp3)

Le tracce:

01 Sparks – Tryouts For The Human Race
02 Rondo Veneziano – La Serenissima
03 Goblin – Tenebrae
04 Daft Punk – Ouverture
05 Surkin – Next Of Kin
06 Symbolone – Love Juice
07 Korgis – Everybodys Gotta Learn Sometimes
08 Midnight Juggernauts – Ending Of An Era
09 The Paradise Ft Romauld – In Love With You
10 Justice – TTHHEE PPAARRTTYY (Acapella)
11 Chic – Everybody Dance
12 Frankie Valli – Who Loves You
13 Das Pop – Underground
14 Julien Clerc – Quand Je Joue
15 Daniel Balavoine – Vivre Ou Survivre
16 Richard Sanderson – Reality
17 Zoot Woman – Grey Day
18 Fucking Champs – Thor Is Like Immortal
19 The Rave – Mother
20 Fancy – You Never Know
21 Frank Stallone – Far From Over
22 Sheila – Misery
23 Todd Rundgren – International Feel

Fair Deal

Lo sciopero degli autori cinematografici, televisivi e radiofonici statunitensi ha mandato in crisi d'astinenza un sacco di tv series addicted, me compreso. Siamo a 9 settimane dall'inizio; l'ultima protesta di questo tipo avvenuta nel 1988 ne è durate 21: armatevi di pazienza.
Una piccola parte di me tuttavia pensa che questa disintossicazione forzata sia in qualche modo salutare. Non è una pausa dai serials tout court, ché bene o male ci siamo tutti organizzati col recupero di produzioni che sinora avevamo trascurato; è piuttosto una pausa dalla dolce ossessione dell'aggiornamento in tempo reale per ogni puntata mandata in onda negli U.S.: l'approccio è diverso quando gli episodi sono tutti lì a disposizione e sono già stati trasmessi magari anni fa. In questi casi l'asticella del giudizio critico si alza, perché viene a mancare il non secondario aspetto dell'attesa spasmodica tipica dei drogati. Per fare un esempio: non credo mi comprerei mai il cofanetto di Gossip Girl a tre anni dalla sua messa in onda.

Questo sciopero poi, per noi abituati a scioperi di ben altro tipo e genere, desta secondo me grande interesse, ad iniziare dal dato più banale e vero: là l'entertainment è un'industria, non si scherza mica.
E poi l'altro aspetto è la creatività che domina le forme di protesta e di comunicazione: facile, direte voi, sono autori...
Sì, facile. E affascinante.


venerdì 11 gennaio 2008

broccolini feroci

Ma che palle tutte 'ste diatribe geografiche! Tipo quella qui sotto, senti un po'.

A tre minuti dallo scadere MTV torna a parlare di musica. Ci fa tornare tutti un po' giovani e ricordare i bei tempi passati con sto "special" su Brooklyn che spacca e Manhattan che e' la terra dei cattivi colla grana (un tema che mi rimbomba nei timpani almeno dall'aprile 2002, ma adesso lo dice MTV, per cui tra un po' trafiletto di Repubblica e domande preoccupate della mamma a seguire).
Godiamoci i nostri beneamati MGMT, A Place To Bury Strangers, The Dirty Projectors, Grizzly Bear, Yeasayer tirarsela come dei serial killers e lamentarsi della mancanza di creativita' del resto del mondo, soprattutto dall'altra sponda dell'East River. La chicca e' quando Dave dei Dirty Projectors sfancula la stessa MTV parlando di "aesthetic of, just like, fuck this we can do it ourselves, we're not represented by MTV". Fortuna non c'era Sean Penn nei paraggi.
Esco che mi e' venuta voglia di comprarmi una four bedroom in Park Avenue, che se resto fracasso due chitarre e tutta la collezione di cd.


Che imbarazzo....#3

Linee aeree pakistane pubblicizzano i loro voli per New York 1979.

Ma anche una buona figurazione di quello che sento ogni volta che vedo i
miei amici e non fanno altro che dire di come New York e' la citta' e Milano la merda... Che palle...

giovedì 10 gennaio 2008

Thursday's Hype



Disco in uscita a fine mese in concomitanza con due soldout shows alla Bowery Ballroom. Cosa possono volere di piu' i newyorkesi Vampire Weekend? Ovvio no? Allietare i cordiali avventori di Icepick con il loro nuovo video, A-Punk.

Il tributo che dovevi a Parigi

E' il 29 dicembre e siete diretti a Parigi. La classica "macchinata". Traforo del Monte Bianco, Satisfaction dei Rolling Stones a palla dall'autoradio. Sosta al primo spettacolare autogrill d'oltralpe, le solite battutine su qualche stupido prodotto esposto. Come sottofondo musicale, tutti i dischi significativi del 2007, parlate e parlate, il paesaggio scorre veloce e cominci a sentirti bene. Amici in auto diretti a Parigi e pensi: questa è vita, questa è la vita.
Ed è vero, ma è solo l'inizio, perché quando finalmente infilate la chiave nella toppa e aprite la porta della casa di chi gentilmente ve l'ha messa a disposizione vi trovate di fronte ad un appartamento delizioso con parquet, camino, vista sui tetti del Marais e MacBook con tanto di connessione Wi-Fi a disposizione. E' tardissimo e non resta che scendere e mangiarsi un eccellente filetto che si scioglie in bocca in un ristorante pieno di gente e ancora aperto alle due di notte, giusto in tempo per vedere quella che, con unanime consenso, è stata definita la donna più bella di tutti i tempi. Forse ti ha anche guardato: 'ste francesi. Buonanotte.
Il seguito è risvegliarsi per sei giorni consecutivi nel quartiere più vivace, giovane e hip di Parigi. Colazioni in cafè/ex-pescheria psichedelico con enorme poster di Mick e Keith all'entrata e i Pixies & Co. in sottofondo. Lunghissimi aperitivi nel corrispondente parigino dell'Atomic, ottima selezione musicale, jack & coke a fiumi.
Qua, è il posto dove essere ora. Lo so, sento quell'elettricità, la conosco bene.
Del resto della città non sapresti che dire più di quanto tutti sappiano già: semplicemente, la città più bella del mondo. Il bello è dappertutto. L'assedio estetico è a tratti estenuante, anche se il risultato finale è rilassatezza e non stress. Bastano due minuti a guardare la Senna da uno dei ponti. O una passeggiata in uno dei giardini, magari a leggersi un libro su una sedia.
Il tutto può essere definito con un espressione che dentro ha tutte le cose del mondo: joie de vivre. Hai detto niente...
Tutto è così perfetto che la sera di capodanno ti aspetti che qualcosa vada storto, ma evidentemente il capo supremo delle cose deve farsi perdonare per qualche motivo, perché vi offre forse la serata più divertente e perfetta dell'anno su un battello di indemoniati al ritmo del dj set di Reuben Wu ed altri.
Dovresti aprire un capitolo a parte per le donne francesi e un apposito paragrafo per le parigine, ma è sufficiente ricordarsi il lampo di occhi chiari e pelle d'ambra e la scia di un profumo che fa promesse.
L'ultimo giorno ovviamente è ricoperto dalla tipica patina di malinconia e felicità propria di quando ciò che è stato bellissimo è giunto alla fine. C'è tempo per un solo acquisto (un orologio Casio geekissimo anni '80 che viene definito dagli amici "quello che si trovava nel Dixan", nonostante tu l'abbia acquistato pagandolo uno sproposito in un negozio iper-cool, e solo perché la commessa ammiccava e mandava roba buona dallo stereo) e una mostra clamorosa.
Alla fine, ti ricorderai soprattutto di un paio di cose: l'aver vissuto al massimo tutti i momenti e due veri amici che hanno già passato la trentina che con lo stesso entusiasmo dei bambini hanno combattuto per mettere a ferro e fuoco la città notturna, mandando prima a letto i più giovani e indossando poi i panni di Satana e Belzebù. Il cui volto al mortale non è dato conoscere.

Quando le hanno consigliato di darci un taglio...


...lei ha capito ai capelli.

[via]

mercoledì 9 gennaio 2008

"I had so much fucking money -- you have no idea"

Va bene essere, nel male, entrati nella storia di un paese. Va bene un film (di successo). Ma non è amorale dare così tanto spazio al servizio del mito di un malavitoso che ha provocato così tanto dolore e morte?
Questo mi chiedevo leggendo l'articolo di Mark Jacobson su Frank Lucas, aka Mr. American Gangster, e la conversazione tra questi e l'altro più importante e coevo trafficante di stupefacenti di Harlem, Nicky Barnes; in pratica, uno scambio di battute tra due leggendari boss che non si parlavano di persona da 30 anni.
Me lo chiedevo e parallelamente mi esaltavo per la vita che questi tizi hanno fatto; venivano così a galla la contraddittorietà dell'essere umano e il fascino del male e dei personaggi carismatici e di successo. American Gangstars.
And now, a word from the President!
Damn it feels good to be a gangsta
Gettin voted into the White House
Everything lookin good to the people of the world
But the Mafia family is my boss
So every now and then I owe a favor gettin' down
like lettin' a big drug shipment through
And send 'em to the poor community
So we can bust you know who
So voters of the world keep supportin' me
And I promise to take you very far
Other leaders better not upset me
Or I'll send a million troops to die at war
To all you Republicans, that helped me win
I sincerely like to thank you
Cuz now I got the world swingin' from my nuts
And damn it feels good to be a gangsta(*)

My man.



martedì 8 gennaio 2008

non bastavano i real estate developers

Mi dice il NYT che ci si e' messa pure MTV a svendere il Lower East Side con una specie di second life del quartiere, dove si puo' andare a concerti, bere nei bars, baccagliare tipe e/o tipi, all of the above ... fortuna che nel clip di presentazione i personaggi si muovono cosi' da deficienti che [momento razzista] all'average jersey viewer non dovrebbe venire voglia di passarci. All'average viewer milanese, invece, l'andamento deficiente degli hipsters in carne ed ossa e' sempre abbastanza piaciuto: ecco perche', per non saper ne' leggere ne' scrivere, scappo a farmi qualche PBR al Rivington 151, prima che sia davvero troppo tardi.

Bilancio del rompighiaccio

nonesserpucci, davvero, no, non farlo, mi raccomando, resisti, no eh, ho
detto no...
Siamo già in onda? ok ok. hi there! come va ragazzi? pronti per una nuova puntata? qui al mic c'è icepick e subito un saluto va ovviamente al socio matte dall'altra parte dell'oceano! considerato il fuso, magari ora sta dormendo; conoscendolo, sarà invece in qualche dive bar diventato nel giro di una sera best friend di Ryan Adams. Da cosa nasce cosa e, qui scatta il sogno, magari diventa amico pure di Cat Power e a quel punto io pretendo che mi presenti almeno una sua amica; Regina Spektor è sua amica? Pensa che roba, double date con 'ste due chicks, e poi muori anche senza aver visto Napoli. Ma torniamo coi piedi per terra.

Allora, c'è che prima di capodanno pensavo – sentivo – che era tempo di bilanci.
Ma, lungi dal redigerne di seri e utili per la mia vita reale, mi si delineava in testa il bilancio di questa roba qui chiamata icepick o, anche meglio, milnyc, come assai correttamente non mancano di scrivere i più accorti che ne rispettano la caratteristica di dialogo a distanza tra me e matte, tra Milano e New York.
La scelta di Icepick, il nome, è abbastanza casuale; secondo me suonava bene. Eh sì, è un nome un po’ da mafioso, e infatti devo averlo preso dall'adorato serial Magnum P.I. dove è il gangster “buono” padrino di Rick. C’è poi uno che si chiama così anche in American Gangster, Ice Pick Paul per la precisione. E poi punge. E poi queste, tutte, sono spiegazioni costruite a posteriori, perché una spiegazione non c'è. E' come fosse il nome che danno i genitori: non lo scegli tu, ti sceglie.

Il fatto vero è che oltre il nome è casuale anche il blog stesso; l’ho scritto nel primo post: tutto ciò è fatto nell’incoscienza, se mi fermassi davvero a pensare, non scriverei più una riga, perché chi sente il bisogno di qualcosa che moltissimi fanno assai meglio e/o in modo più utile per i lettori?

Boh. Tuttavia...tuttavia i complimenti ricevuti da alcuni bloggers veterani che per me e matte erano gli esempi da seguire hanno fatto davvero un piacere immenso. E anche quelli ricevuti da amici e amiche che insospettabilmente ci leggono regolarmente. E poi la sfida di "dover" inventarsi qualcosa da scrivere - quando non è vissuta con stress - credo faccia bene; e poi è stato un modo per far uscire tutte quelle cose, interessi, cazzate, che ormai ti tenevi dentro dopo aver inutilmente tentato di farne interessare la cerchia di amici storici con email cadute nel silenzio. Niente di male, ma solo un paio di referenti a volte non bastano. E poi ci si affeziona.

Ma tutto, tutto quanto sopra, non è nulla. Non è nulla in confronto all'unica cosa che - estremizzando - mi fa andare avanti: attraverso prima Twitter e poi il blog ho conosciuto delle persone eccezionali.
...cristo, lo sapevo, stai facendo il pucci; non riesci proprio a resistere due paragrafi eh? meno male che a un certo punto volevi aprire uno hate-tumblr...
Alcune di queste persone le ho viste per pochissimo, ci si è piaciuti, ci si è poi scritti e si spera di rivedersi al più presto, certi che qualcosa venga fuori; sono le distanze che dominano questo punto; e infatti, altre persone invece le ho conosciute piuttosto bene, perché stanno qua a Milano; e ci si vede, anche piuttosto spesso; e con loro si parla di persona di tutti gli interessi che ci accomunano; altre ancora mi piacerebbe conoscerle perché da come scrivono sono sicuro avremmo almeno un paio di cose da dirci, cosa che non vale per il restante 90% della popolazione.

Ecco, senza questo aspetto "umano" (anche solo potenziale) probabilmente non scriverei più una riga e sparirei dalla circolazione visto che qui non si sta di certo raccogliendo fama, gloria e fortuna a scrivere due cavolate su Chuck, Lost o i Band of Horses.

Certo, il blog è anche di matte e potrebbe continuare lui da solo. Dico questo per sottolineare che al blog mi riferisco sempre come "nostro" ed è proprio così che lo sento. Senza matte in realtà icepick sarebbe morto prematuramente o comunque abortito.

C'è anche da dire che stamattina sono influenzato da un discorso che mi ha fatto mia madre ieri a cena; mi ha invitato a tenere a mente che tutto ciò che alla fine siamo e che conta è relazione, noi stessi non esistiamo se non in un fascio infinito di relazioni. Doveva aver letto di buddhismo, fatto sta che mi è rimasto impresso.

Alla fine, mi rimane solo una domanda da rivolgere ai bloggers più esperti: ma col blog, si scopa di più?

...ebbravo, ti salvi in corner con la solita battuta volgare; vabbe', se è
per non esser pucci, passi...

Che imbarazzo....#2

Che imbarazzo... non ne sapevo niente!
Il porno groove - mi informa S*mona V**XXXa - e' una delle tendenze italiane della disco piu' in voga, il che la dice lunga su quanto io sia fuori dal mondo delle discoteche a 34 anni non sapendone affatto nulla e soprattutto dovendo prendere lezioni dalla S*mo*a che ne ha 42 (NdA mi chiedo come Matte riesca ad essere sempre up to date sulla scena new yorkese come dice di essere, essendo anch'egli un mezzo residuato bellico come me... Sicuramente finge!)
Conosco le regole di questo sito e so che non prevede, giustamente, che si parli di Porno ma il caso Laura Panerai, Immanuel Casto credo meriti una piccola deroga.
Non ci sono grandi cose da dire piu' delle imagini stesse e della musica che dice gia' tutto e oltre. Noto pero' la perizia nella realizzazione dei video clip e la voce di Immanuel Casto sinistramente vicina a quella dei Baustelle(!!!).







''There's going to be some huge mind-blowing shit"

Il caro blogmat(t)e (che ringrazio pubblicamente perché manda avanti la baracca mentre io guardo i tasti del MacBook senza sapere che farne, preda del famoso bloggo dello scrittore) mi segnala una cosina che tuttavia avevo già visto per conto mio nella lotta quotidiana contro il tempo alla frenetica ricerca di notizie che il prodigioso Kekkoz non abbia ancora “bruciato” tumblerandole con l'impressionante ed invidiabile ritmo che ha dato al suo bellissimo tlog (per me il migliore in circolazione, in assenza – si spera temporanea ma a 'sto punto si teme definitiva – del Maestro).
Oh ecco, mi sono sgranchito le dita, ho leccato un po' il culo e qualcosa è uscito dalla bianca tastiera.
Tanto vale sputare il link-pretesto per tornare a scrivere su milnyc. Non controllo se qualcuno ne ha già scritto però, altrimenti mi blocco per un’altra settimana.

Matthew Fox, alias Jack Shephard, concede un’intervista ad Entertainment Weekly dove parla della quarta e del clamoroso finale della terza stagione di Lost. Ocio, ci sono SPOILER, e ci sono anche qua sotto, ma se non avete visto tutte le puntate nemmeno ora che finalmente son passate anche attraverso Sky significa che non siete lettori di questo blog, perché in realtà siete probabilmente mia madre.

Jack conferma ciò che pensavo, vale a dire che la frase su suo padre nel noto flashforward non è altro che il parlare di una persona sconvolta e poi si dilunga in diverse anticipazioni.
Tipo che Jack, Kate ed altri quando saranno fuori dall’isola diverranno molto famosi per la loro esperienza ma nasconderanno qualcosa al mondo; un terribile segreto che si fa sentire in tutta la sua pesantezza le rare volte in cui i superstiti si ritroveranno: allora Jack tornerà sull’isola per aggiustare le cose, probabilmente per recuperare quelli che ha lasciato indietro e che non è riuscito a salvare (parte dei motivi che lo spingono a volersi suicidare buttandosi dal ponte).
Last year, we find out Jack and Kate are off the island. How the f--- did that happen? And why does he want to go back? In answering those questions, you have to start addressing the bigger, epic scope of the show. In doing that, you're going to get into questions about the show that the audience is just dying to start finding out. What is this island? Where is this island? When is this island?
Io so solo che punterò la sveglia alle sei di mattina dell'1 febbraio per abbeverarmi al primo rigagnolo di torrente.

lunedì 7 gennaio 2008

untitled

eurotrashers of the world unite and take over

L'Euro sta sui coglioni proprio a tutti. Leggi un po':

It's a sign of the times. Just as I was thinking, Jesus, there's an awful lot of Europeans around my neighborhood these days, I stepped into East Village Wines to find this sign. Euros Accepted:

Dite che sto East V. supremacist ce l'abbia pure con me?

"Matte, vado a New York sto weekend. Che clubs mi consigli?"

Non saprei proprio. Di fatto non ci vivo da quasi tre mesi, che sono circa 10 anni di Milano, quindi e' come se ti dicessi di andare al Tunnel ... ah no, scusa il Tunnel ora e' stato riaperto! (Quello di Milano, pero'.)

Ma ti posso segnalare questo articolo del NYT sullo stato dell'arte dei downtown parties a inizio 2008, che se non fosse che e' il Times penserei a una marchetta per il neonato e ultrahyped Le Royale.

Efficace la sintesi di Michael T, storico downtown promoter e fondatore dell'oramai defunto Motherfucker: “It’s just getting harder and harder to do weekly parties, unfortunately, at least for me ... [i]n a city just inundated with bottle service and things of that nature, that’s not me, and also ultra-hip Brooklyn ‘I don’t bathe and I have a beard’ is not me.”

Nessuna paura, Mike: ora che sono tornato, si aggiusta tutto - basta con gli eurotrashers del Meat Packing District e con sta dittatura ideologica di wannabe pitchforkers che adesso sembra si debbano ascoltare solo 50s o djs della DFA ... Ora ti saluto che scappo a lavarmi che senno' tocca andare a Union Pool e allo Studio B pure a me (sarebbe un gran bel cadere in piedi, comunque). La barba, se non ti scoccia, la terrei.

sabato 5 gennaio 2008

the best don't evah, 2002 circa


Nice fucking purple track pants, you fat bitch. What are you, the fucking Michelin Man? Nice gay hat, too, you fucking little loser bitch.
(thx Vice Magazine)

il post del sabato mattina, metodo migliore per garantirsi l'indifferenza generale

Anche perche' il post con classifichina dei dischi di fine anno e' attivita' per cui mi prenderei a calci sui denti, dunque meglio stare schisci. Comunque: la classifichetta e’ una vera e propria tragedia. Le provo tutte ma proprio niente, complice un 2007 ricchissimo e tanti ascolti da affinare etc. Speravo che fare una scrematura forte mi portasse a tipo dieci, quindici nomi. Invece nulla. Dall'altra volta sono riuscito a segare solo quelli qui sotto – ogni ulteriore taglio comporterebbe un weekend intero di considerazioni. Probabile che tra sei mesi le scelte saranno ancora diverse; ne' escludo di far rientrare in extremis in quella finale (ETA: meta' marzo, se vado avanti cosi' ...) alcuni dischi ascoltati distrattamente, tipo Beirut e Burial, o dischi che iniziano a piacermi solo ora, tipo Justice (che pare suoneranno da headliners al Madison Square Garden ... ). Tutto questo a tacere del fatto che l’album che ho (ri)ascoltato di piu’ quest’anno e’ stato Exile On Main Street …

Comunque qui sotto la shorter list. In attesa di schiarirci un poco le idee, cosa che di questi giorni non sarebbe proprio male, e di presentare ai cordiali avventori una classifichina come si deve, con fotine, links, video.

Of Montreal – Hissing Fauna
Band of Horses – Cease to Begin
Black Francis - Bluefinger
Les Savy Fav - Let's Stay Friends
King Khan & The Shrines – What Is?!
Goodnight Loving – Crooked Lake
Iron & Wine - The Shepard's Dog
No Age - Weirdo Rippers
The Arcade Fire – Neon Bible
Spoon – Ga Ga Ga Ga Ga
The National - Boxer
The White Stripes – Icky Thump
Liars - Liars
Panda Bear – Person Pitch
Animal Collective – Strawberry Jam
Klaxons – Myths Of The Near Future
Electrelane - No Shouts, No Calls
Blonde Redhead - 23
The Ponys – Turn The Lights Out
Sunset Rubdown - Random Spirit Lover
PJ Harvey – White Chalk
Ryan Adams – Easy Tiger
Feist – The Reminder
Modest Mouse - We Were Dead Before The Ship Even Sank
Caribou - Andorra

Segati dalla shorter list:

Battles
M.I.A.
The Black Lips
Jose Gonzales
The Field
Bright Eyes
Okkervil River
LCD Soundsystem
A Place To Bury Strangers