venerdì 5 settembre 2008

In Norvegia

Le case sono colorate di rosso. É come se fosse l'unico colore rimasto nei negozi di vernici, e a loro sta bene così. É un colore caldo.
A proposito: fa freddo, ad agosto, in Norvegia.
E piove. Tanto. State navigando in un fiordo, tra gli spettacoli naturali più famosi del mondo, ma rimanete comodamente dentro il battello. Tu assieme ai giapponesi che fanno foto col flash immortalando vetri appannati e gocciolanti e poi ridono, felici. Si vedrà solo la loro faccia ghignante riflessa sul vetro e questo, forse, fa ridere.
Ci sono un sacco di passeggini e donne incinte. Si danno da fare, nel settore procreazione, i norvegesi. Sarà che si annoiano; sarà che non sono poi così freddi; sarà che sono sempre ubriachi; sarà forse che il loro stato elargisce agevolazioni a go-go per le giovani coppie che optano per la conservazione della specie.
La cosa ha del paradossale nel paese che "vanta" il record nel campo del togliersi di mezzo. Pensavo fosse un luogo comune che i nostri mezzi di disinformazione ci propinano da anni per dare un tozzo di pane ai giornalisti che tengono famiglia. E invece passeggiando alla sera per un paesino in mezzo al nulla minerario, se tendi l'orecchio, puoi sentir, proveniente dalle finestre, lo sfregare delle corde con cui vengono creati i cappi, da tener pronti nel caso ci si svegli nel mezzo della notte con la voglia. Almeno, è quello che farei io se abitassi in quel paesino minerario.
E ci sono dei posti proprio belli, quando esce il sole. E quando esce per due ore in dieci giorni, in quelle due ore fai foto. Che è la scusa di questo post, poi.

2 commenti:

  1. guarda, ti dico una cosa, se fossi di milano sarei già venuta a cercarti.

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