martedì 15 luglio 2008

they made my day

ho avvistato una bella donna ferma al semaforo; faccia da stronza, faccia da una che se la tira. con il verde ha iniziato ad attraversare la strada: zoppicava; anzi no, peggio, aveva le gambe come fissate al contrario, simile a quegli storpi lerci che siedono per terra e che nemmeno hai il coraggio di guardare. si muoveva come ti aspetti che si muova un handicappata; stava raggiungendo qualcuno, dall'altra parte, sul marciapiede. era un ragazzo biondiccio, uno sfigato cicciottello e anonimo, uno che di solito una figa così se la sogna; uno che una così, nella milano da bere by night, non se lo caga neanche di striscio, e se lo degna di uno sguardo è uno sguardo di pena e superiorità. una che però se sei handicappata, quella milano lounge e privè ti butta a mare. giunta vicino all'uomo il suo viso si è aperto in un sorriso senza fine, i suoi occhi hanno luccicato, la sua bocca si è schiusa e lo ha baciato come si bacia il proprio dio. lui l'ha cinta con il braccio - protettivo - e se l'è portata via. il velo si era squarciato, le maschere erano cadute a terra, quella donna era solo una donna e quell'uomo era solo un uomo ed erano nudi, senza più regole del cazzo che dicessero cosa è meglio fare. quei due senza saperlo erano dei pericolosi rivoluzionari. che si allontanavano da me, camminando un po' più lenti di una coppia "normale".

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