lunedì 12 maggio 2008

Dalla tassidermia all'indierotica, da Bruce Willis a Viggo Mortensen

Random thoughts, highlights, foto e altro del mio recente soggiorno a NY. [a volte penso che vorrei utilizzare solo vocaboli italiani; ma i) in questi giorni suona troppo Alemanno ii) "momenti salienti" non ha nemmeno la metà dell'efficacia di un termine catchy come "highlights". Catchy. Sì, certo. Ci sono ricascato. Ma è un dolce naufragare per me, quello nella esterofilia. Oggi più che mai. ]
Vado a iniziare.

punto 1
I bar e dive bar ["In the US, so-called dive bars have become a fad among urban hipsters. Since working class people and urban hipsters rarely care to mingle, urban hipsters go to bars that specially recreate the physical characteristics of dive bars (run-down hardware, outdated furnishings, general uncleanliness) but without the working class clientele"] dell'East Village e del LES. Luci bassissime, soffitti di latta lavorata, mattoni a vista, poche ma buone idee di arredamento, musica sempre ottima, gente su di giri, entrate anonime senza insegna, insomma personalità da vendere. Da vivere principalmente di notte (di giorno rischiano un po' l'effetto squallore della presenza accanto nel letto la mattina dopo una vincente sera di bagordi). Il mio amore per questi bar è pari al mio odio per i locali lounge, techy-kitch e di design di Milano (ma se me li attaccate poi li difendo). Ecco qualche esempio tra i tanti.
punto 2
Finire alla serata indie/new wave/electro Trash!, aggirarsi per il locale, notare che c'è un grosso schermo con un video, alzare lo sguardo aspettandosi l'ultimo video di James Murphy e ritrovarsi invece a guardare due che scopano, essere così ingenuo, ubriaco e speranzoso da essere convinto si tratti di una sorta di Eyes Wide Shut in versione punk, e che i copulanti si trovino nell'altra sala del locale, ripresi in diretta da un cameraman, mentre si trattava di un banale pornazzo, cercare a quel punto di capire se quelle erano almeno posizioni "indie" e concludere che una pecorina è sempre una pecorina, anche se la effettui al ritmo di Damaged Goods e con addosso un profilattico a righine. Questi sono gli organizzatori della serata; che dite, li ingaggio per la festa dell'oratorio del mio quartiere?

punto 3
E' un don't che riaccenderà la rabbia di matte (sempre si sia mai spenta): andare a vedere il concerto di Calvin Harris con in tasca i biglietti invenduti per il concerto, la stessa sera, dei Verve. Essere due contro uno e decidere che a noi dei Verve non è mai importato un granché e trascinare anche quell'uno riluttante. Scoprire il giorno dopo che quello dei Verve è stato, tipo, il concerto del secolo. Dovere ancora i soldi del concerto non visto a quell'uno che si sta ancora mangiando le mani e che vorrebbe uccidere gli altri due. Sorry mate (però Calvin non era male, dai).

punto 4
Assistere a un bellissimo concerto di una stralunata puccisima Feist in un suggestivissimo posto per una serata superlativa.

punto 5
"I like them asian girls", canta il nostro summenzionato Calvin. Pur essendo d'accordissimo con lui sull'amore anche per tutte le altre tipologie, è di quella orientale che più mi mancherà qua in italia la massiccia presenza. Ti fanno vivere meglio, è bello che ci siano, è bello incontrarle al deli sotto casa consapevoli della loro hotness. Un giorno domineranno il mondo.

punto 6
Uscire la sera dell'arrivo per una serata tranquilla cena + birretta; tornare infatti a casa e vedersi un'innoqua puntata di Battlestar Galactica, andare a letto con gli spilli negli occhi, distrutto; cominciare a parlare con matte da una stanza all'altra da sotto le coperte; lanciare una sfida: se siamo dei veri uomini (=coglioni) ci rialziamo e usciamo; capire che è stata accettata dal rumore di jeans che vengono reindossati; uscire di nuovo, finire per fare le cinque di mattina, siglando 30 ora di veglia; svegliarsi dopo 5 ore di sonno pessimo in una condizione pietosa; ma col sorriso sulla bocca e il pensiero che ne è valsa la pena e che là fuori c'è Gotham che ti attende.

punto 7
Prendere un caffè a Tribeca con la cameriera afro ultracool che sta cantando a Change is Gonna Come di Sam Cooke e che scoppia a ridere a una tua battuta sottolineando la circostanza con "Oh, you made me laugh!". Dover fare uno sforzo notevole per non chiederle seduta stante "Will you marry me?".

punto 8
Fare una cena + drink + Annex per serata Tiswas con un bunch of italians che invece di un possibilissimo disastro risulta una serata piacevolissima e assai divertente sfociata in un'ulteriore cena alle 5 di mattina all'ucraino dell'east village (a perfect location for feeding the East Village's après-club crowds, Veselka has become the stop for late-night diners) ove icepick getta sul tavolo city condoms per tutti per fare il simpatico. Chiedete a ink com'è il Pierogi...

punto 9
...oppure chiedetegli com'è il pastrami del Carnegie Deli, dove hanno girato la scena al presente da cui ha luogo tutto il film in flash back "Broadway Danny Rose". E' stato fotografato. Il pastrami dico: era uno spettacolo agghiacciante.

punto 10
Avere un programma: tornare ad agosto. Perché: ci sono un altro paio di bar a cui volevo dare un occhiata...

punto 11
Rendersi conto che sia che suonino all'Hana-Bi di Marina di Ravenna sia al Masonic Temple di Brooklyn gli I'm from Barcelona facciano sempre un grandissimo casino che finisce per coinvolgere tutti in un'orgia gioiosa senza senso.

punto 12
Mangiare in un ristorante alla moda che come tempo di attesa ti dice 1h45min. Aspettare il tavolo al bancone scolando degli ottimi mint juleps. Nel frattempo godersi gli animali impagliati alle pareti che contrariamente all'effetto agghiacciante delle foto diurne su internet di notte stanno magicamente benissimo (pare vadano di brutto). Udire matteo che mi dice di girarmi ma piano, girarmi piano e vedere che il tavolo che prima era vuoto ora si sta riempiendo di donne in tiro. Al centro c'è un uomo che ho già visto da qualche parte: è bruce willis e sta sfoggiando una delle sue due espressioni (quella con l'occhio un po' abbassato). A quel punto vedere in ogni avventore una possibile star (ti ripeto matte, quello non era Jude Law anche se sì, era unto e viscido).

punto 13
Apprendere con sorprendente orgoglio isolano che, dopo il nero d'avola, ora il vino che va più di moda a ny è il Cannonau. Immaginatevi come lo pronunciano.

punto 14
I giovani vivono come se non ci fosse domani. è una cosa che si percepisce chiaramente. Sei a ny, sei nel posto dove bisogna essere per spaccare, e vieni travolto. La maggior parte non spacca, però nel frattempo si diverte. E io mi diverto a vederli. Mi danno energia.

punto 15
Ho partecipato a una lezione di lingua italiana alla Columbia. Si è parlato italiano. Ci hanno fatto delle domande. E' stato molto bello. Davvero molto. Grazie, Federica.

punto 16
Vedere la frontiera del vintage: tipa stilosissima in giro col primo modello di walkman a cassette. Ma vaff...

punto 17
Incontrare degli hipster così hot, che per il rischio d'incedio han dovuto chiamare i pompieri.

punto 18
Incontrare casualmente per strada e riconoscere Locane; avvicinarmi è chiedergli a bruciapelo "tu sei Locane?"; spaventarlo perché lui non conosceva me e avrà pensato di esser stato beccato dall'FBI; apprendere che là il suo cognome lo pronunciano "lochein".

punto 19 In una caffetteria di brooklyn, parlare con ink di come tutto fosse meravigliosa quella città, i concerti, le suddette asian chicks, quella stessa caffetteria, quella vecchia signora che passava per strada, quella piastrella su quel marciapiede, quel sassolino di quel parco, quel copertone abbandonato, tutto, davvero tutto quanto. Pensare a un modo per rimanere (in seguito, la mattina della partenza, mi è venuto in mente che avrei potuto farmi arrestare; ho però subito pensato - che genio - che non fosse una buona idea; ma è il genere di cazzata che pensa l'innamorato, e io a quel punto ero più che cotto).

punto 20 Dire addio a uno dei tuoi migliori amici; dirvi mi spiace che te ne vai/mi spiace andarmene etc.; attenuare la puccitudine del momento facendosi a vicenda, attraverso il finestrino del taxi diretto al JFK, il gesto di Viggo Mortensen. Un finale perfetto. E dunque.

-Fade out-

6 commenti:

  1. Ice, direi che è giunta l'ora che tu vada a New York...

    A fare il gelataio, il cameriere, il segretario, l'agente immobiliare per Italiani che vogliono comprare casa a NY (un amico del Giò lo fa).

    Insomma, fatti venire qualunque idea, ma mi sembra evidente che il tuo posto sia NY.

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  2. dal punto 19 ne deduco che tu e ink abbiate una storia. potevi anche dircelo venerdì!

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  3. obiezione accolta, Vostro Onore!

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  4. il vietnamita e i pompieri

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  5. appunto, un hot asian dude.

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