martedì 18 marzo 2008

Scenes from the street

sei fuori dal ristorante per la sigaretta post pranzo, sei in pausa dal lavoro ed hai smesso di fumare e infatti la siga se la fa l’amico con cui tu ti limiti a chiacchierare
da lontano vedi una arrivare
è vistosa e si sta scolando avidamente una mezza di levissima
inebetito dal cibo, lo sguardo si attarda più del solito
così quando giunge alla vostra altezza la tipa ti chiede: “perché mi stai guardando?”
nonostante la difficile digestione ti si accende il lampo della malizia e rispondi: “perché mi piaceva il modo in cui bevevi dalla bottiglietta”
“a me invece piacevano i tuoi bellissimi occhi” replica lei

una – speri breve – parentesi: non hai degli occhi particolarmente belli e nemmeno il desiderio di vantartene; così come non hai intenzione di far sapere in giro circa le tue conquiste (o più spesso mancate occasioni a dire il vero); è solo che ti piacciono le scene da città frulla-tutto che genera gente strana, che ti parla perché è sola, perché è pazza, perché ha deciso di aprire uno squarcio di vitalità nella tela grigia che è questo cielo su questo orizzonte, ambizioso ma così ristretto. è per questo motivo che leggevi tutti i giorni il new york diary sul ny times; robe del tipo che sulla quinta strada un nero si accorse che un tuo amico aveva sospirato al passaggio di un'appariscente sventola e gli aveva detto “hey, this is new york!”. ami queste cose.

lei si ferma e parlate solo voi due, fissandovi un po' stupidamente negli occhi; il tuo amico si defila piano piano, e alla fine ti saluta a gesti e giustamente se ne va (ovviamente ti chiamerà di lì a due ore per sapere “come è andata”)
e mentre parli, improvvisamente non ti interessa più di niente se non farti venire in mente un modo per chiudere in modo esteticamente accettabile quella conversazione tra estranei che non hanno nulla da dirsi e allora il classico scambio di cellulare fa al caso tuo. ciao, ora devo proprio tornare in ufficio.

come è finita?
non ha alcuna importanza: l’importante è come è iniziata.

8 commenti:

  1. Senti Icepick a sentire queste cazzate di racconti, le donne di milano non aspettano altro che te... e ALLORA CHE CAZZO FAI A TRENTA SUONATI ANCORA SINGLE SENZA UNO STRACCIO DI DONNA??? FAI IL PREZIOSO ECCO COSA FAI...

    sAO

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  2. non mi pare; qui abbiamo una commessa che mi prendeva in giro e una pazza che si è fermata per strada; ma è sempre più divertente di essere fidanzati.
    che poi tutte mi vogliano questo è un dato di fatto di cui dovresti chiedere lumi alla tua morosa, lei lo sao bene.

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  3. Quel sao di prima non ero io.

    Era un falso.

    questo vuol dire che sono diventato famoso.

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  4. se un bravo musicista sentisse dei dilettanti strimpellare cazzate che a loro però divertono ma che per lui sono agghiaccianti non farebbe altro, se è anche intelligente, di andarsene fuori dai coglioni per non sentirli più.
    ho detto bravo e intelligente.
    dici "che c'entra?"
    c'entra, c'entra. anzi, centra.

    mAO

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  6. Ice, hai un nuovo lettore.
    Sfacciato, cinico, acuto, ma al contempo un po' criptico.

    Colto, ama la musica, ma usa la parola "musicista" per fare un paragone, segno che non ascolta musica indie (un indie avrebbe detto: un "gruppo", un "Collettivo").
    Il concetto di musicista si addice di più a chi ascolta musica classica.

    E magari gli piacciono i tacchi a spillo.

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  7. Ice, hai un nuovo lettore.

    No, è sempre lo stesso...

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