mercoledì 5 marzo 2008

Mil vs Nyc















Quando la location del filmaccio di serie z che è la tua assurda vita è New York basta lasciar cadere inavvertitamente qualche nome ed è subito glamour, anche se racconti che sei sceso dal coreano a prendere il latte. Stavo passeggiando in Prospect Park quando mi sono ricordato che di sera avrebbe suonato Feist da Joe’s Pub. Vaffanculo, così son capace anch'io!
Il socio Matte infatti non manca mai di farci sapere che è stato al concerto di questo e che ha incontrato giù al negozio sotto casa quest'altro e noi qua tutti a sbavare mentre a me tocca accontentarmi di ciò che passa il convento. Come si fa a competere?
Ma come diceva quello: it's a dirty job but someone's gotta do it. So here we go.

Sabato notte mi trovavo al Gasoline con intenzioni a mezzo tra un sociologo da quattro soldi e un sugar daddy da due lire. C'erano ragazzi coi capelli lunghi e bandane hippie à la MGMT o elaborati disegni in rilievo intorno agli occhi. Una nera in tenuta fluo si aggirava con una pistola luminosa mimando il gesto dello sparo, come una bambola di James Bond in versione nu-rave. Molto New York no?; ma andiamo avanti.
Il leitmotiv della serata a quanto pare era lo scambio reciproco di saliva: tutti limonavano con tutti per brevi momenti, prima di passare a un'altra bocca, lasciando al contempo la mia aperta - solo per lo stupore, mannaggia - ad ogni cambio. Una pacchia, per chi ha partecipato al gioco; io invece mi sono limitato ad osservare nella veste di cronista. Non sarebbe sembrato anche a voi di essere, chesso', a New York?

Da sobrio ho poi visto le slides della serata e mi sono sembrati tutti un po' meno "newyorkesi"; allo specchio anche io ero diverso e, con la divisa da ufficio, più che un McInerney meneghino, acuto cantore della vita notturna all'ombra della Madunina, avevo piuttosto l’aria di un professionista over trenta che deve chiedere un mutuo per comprarsi un nuovo fegato.

A essere onesti, credo che anche impegnandomi non riuscirò mai a far sospirare i lettori con una frase del tipo stavo passeggiando al Parco Sempione quando mi sono ricordato che di sera avrebbe suonato Dente al Garage di Sesto San Giovanni.
Temo mi toccherà trasferirmi a Brooklyn. Solo per il bene del blog, ovviamente.

8 commenti:

  1. Posto che il tuo post è bellissimo e mi ha fatto spisciare, il tuo problema è che tenti di applicare in Italia modelli stranieri senza utilizzare il filtro della contestualizzazione.
    Mi spiego meglio.
    Non puoi crucciarti del fatto che Feist non passeggia sotto casa tua, perché Feist non appartiene a Milano.
    Rapporta a Milano il concetto, utilizza i modelli mMilanesi, e vedrai che otterrai un risultato pari a quello di Matte.
    Ad esempio (è vero): "La sera del 27 febbraio temporeggiavo ad un vernissage di un nuovo ristorante di un mio amico e mi trovo davanti Coco e la Santarelli".
    Matteo una cosa del genere non potrà mai dirla.
    Oppure (è vero): "l'altra sera uscito tardi dal lavoro, il Pirellone faceva come al solito da guardia alla stazione. Camminavo verso la gialla di Repubblica. All'altezza del Giannino, un taxi mi scarica sul marciapiede Ezio Greggio e Antonio Ricci".
    Vedi?
    E' facile...

    Sao Caffé

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  2. Concordo con Sao. E poi che cosa è stato in grado di farci vedere Matte di James Murphy. Nulla. Una foto scattata in un altro contesto da qualcun'altro... E allora sanno fare tutti...

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  3. L'inizio e la fine del post mi fanno rimpiangere le "rassegne stampa" del Bdd-tlog, che sicuramente avrebbe parlato di POLEMICA INTERNA ad Icepick :)

    PS. se passo da Milano un sabato a Milano pensi che mi facciano entrare gratis (ma *senza* obbligo di limonata con chiunque, grazie), se mi presento col mio nick?

    http://www.discogasoline.it/category/disorder/

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  4. @disorder: eh sì, il bdd ci avrebbe sguazzato in questo scherzo!!
    se vieni ci sono anche io, con la mia faccia da culo, perciò con quella e il tuo nick stiamo in una botte di ferro. arruggnito, forse, ma sempre ferro.
    @anonimo: prima devi andare a lavorare a ny e conoscerlo quel qualcun altro...

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  5. respect. ieri al bar dell'ufficio ho incontrao paola e chiara. la bionda è incredibilmente bassa. facile no?

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  6. Quando ti rendi conto che alla tua vita e' stata affibiata la sceneggiatura di un filmaccio di serie z, te ne dai una ragione e ti trasferisci a girare in una location che ti aggrada. Dove sta il problema?

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  7. Chiara di Paola & Chiara ha un parente (presumo la nonna) che abita in Milano, via Ausonio n. XX.

    Lo va a trovare spesso.
    L'ho già incontrata un paio di volte, al sabato mattina.
    E' piccola, minuta, con i segni della giovinezza che ormai sfiorisce, la pelle non troppo tesa, un accenno di rughe e un fisico poco attraente.

    Gli occhiali da sole sono molto grandi, come tutte le star. Non mi ha mai guardato in faccia. Forse ha sempre avuto paura di farsi riconoscere.
    Forse aveva paura che io iniziassi a urlare "MA TU SEI PAOLA DI PAOLA E CHIARA!!!! Gente, venite c'è PAola di PAOLA & CHIARA!!! E giù tutti che accorrono e alla fine muore, uccisa dalla calca. Come a La Mecca.

    I miei commenti sono troppo lunghi.

    Sao

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  8. quanto mi mancavano i tuoi commenti non lo sai, Sao.

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