mercoledì 6 febbraio 2008

I had a dream

Ho sognato che alle elezioni del prossimo aprile si verifichi quanto dal premio Nobel Josè Saramago viene immaginato con irresistibile ironia all’inizio del suo Saggio sulla lucidità.
Un paese senza nome. Una città senza nome. Delle normali elezioni amministrative. Ma qualcosa non va per il verso giusto. La gente non va al mare, non diserta i seggi. Vota, ma vota scheda bianca. Un gesto rivoluzionario, una congiura anarchica, una provocazione di gruppi estremisti? Si ventila infine l'ipotesi che debba esservi un nesso fra la «rivolta delle schede bianche» e l'epidemia di cecità dilagata per un certo tempo quattro anni addietro.
La lettura del capolavoro del grandissimo portoghese di questi tempi è obbligatoria.
Ciò che accade nel libro è meno fantapolitica di quanto sembri e non si dimentica facilmente.
Qui la bella recensione del Guardian se – giustamente – di me non vi fidate.
José Saramago will be 84 this year. He has written a novel that says more about the days we are living in than any book I have read. He writes with wit, with heartbreaking dignity, and with the simplicity of a great artist in full control of his art. Let us listen to a true elder of our people, a man of tears, a man of wisdom.

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