lunedì 11 febbraio 2008

Alzheimer bulletin

Esce per andare a prendere la navetta per l’aeroporto di Orio al Serio che parte dalla Stazione Centrale e invece di prendere il comodissimo e vicino autobus 60 prende la metrò; quella comoda e diretta gialla? no. Quella rossa che ti obbliga a cambiare e prendere la verde. In direzione Loreto con solo un paio di fermate dopo il cambio? no. In direzione Cadorna, con cinque fermate dopo il cambio. Ma c’è lo sciopero dei mezzi che riprende alle 18, perciò a Cadorna sulla banchina in direzione Centrale è l’apocalisse; cazzo. Riesce in superficie correndo e sudando alla ricerca di un taxi. C’è ne è uno solo e per fortuna ci sale su. Ma l’autista è una specie di idiota che non sa usare il cambio della macchina, perde tutti i semafori, non ha capito un cristo del traffico di Milano e inveisce contro gli altri quando l’unico colpevole è lui. Il livello di stress sale al suo massimo, ma in realtà è solo l’inizio. Si fa lasciare prima della destinazione, perché si va a passo d’uomo e comincia a correre. Arriva al pelo, sale sulla navetta. Che non parte, perché c’è uno spagnolo che si impunta a voler portare a bordo una valigia enorme che dovrebbe essere imbarcata di sotto. Lui e l’autista stanno per passare alle mani e alcuni parlano di chiamare la polizia. La situazione si sblocca, la navetta parte in ritardo.
In tangenziale controlla il portafogli e si rende conto di avere con sé solo la patente. Pur sapendo perfettamente di esser fottuto perde tempo a navigare col blackberry alla ricerca di un appiglio normativo: niente da fare, la patente non vale come documento per l’espatrio, nemmeno quella rilasciata dal Prefetto, men che meno per la Svezia. Ormai tutta la navetta sa del problema e ciascuno dice la sua. C’è chi suggerisce di scendere a Cascina Gobba (già passata da mezz’ora) prendere il metrò e tornare a casa a prendere la macchina. C’è chi sostiene che a Orio al Serio (gliel’ha detto suo cuggino, e te pareva) abbiano approntato un ufficio che rilascia documenti temporanei ad hoc per i coglioni che se lo dimenticano a casa. Mah. Chiede a sua madre di introdursi nel suo appartamento, chiamare un taxi, affidargli la carta d’identità e fargliela portare in aeroporto. Ma appunto c’è lo sciopero dei mezzi e l’attesa per il taxi si fa lunga. Poi finalmente l’accordo viene raggiunto. Speriamo faccia in tempo. I minuti sono contatati prima della chiusura del volo. Il tassista lo chiama sul cellulare per dire che è imbottigliato e la vede male. A quel punto perde almeno tre anni di vita. Non ne può più. Comunque allerta tutto il personale Ryanair della situazione. Ma sono inflessibili: se arrivi dopo la chiusura del check in, ciccia. Gianni il tassista però ce la fa cinque minuti prima della fine; la contentezza dura sino a quando realizza di aver speso per quello scherzetto tre volte il prezzo del biglietto aereo. Volo low cost, come no.

2 commenti:

  1. comunque il cugggino aveva torto, ma di poco:
    http://www.sea-aeroportimilano.it/it/sea/index.phtml?id=159&mod=comunicati&to=press

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