giovedì 22 novembre 2007

National senza filtro*

N.B. Elevatissimo rischio di soggettività; più del solito, per intendersi.

Chi non c’era chiede com’era e 140 caratteri sono troppo pochi per non essere facilmente fraintesi.

Perciò due righe sull’attesissimo concerto dei National (non sono riuscito a capire perché in italiano molti con loro usano “The” e con altri no) a Milano di ieri, unica data italiana del tour.

Secondo me l’esecuzione è stata buona e i pezzi, sì, insomma, lo sappiamo dai dischi, alcuni sono davvero splendidi.

Dal vivo, dicevo, l’esecuzione è stata buona, e alcuni pezzi sono pertanto rimasti splendidi. Ma un concerto rock dal vivo dovrebbe darti molto, molto di più per poter essere ricordato come un concerto splendido. Di solito a me quel di più viene o dal rapporto instauratosi tra il pubblico e chi sta sul palco (non necessariamente un rapporto “agitato”, ma eventualmente anche di fascino e mistero) o da un’esecuzione clamorosa di per sé, che inevitabilmente porta peraltro al primo elemento. Quando è così io non faccio nulla di particolare, sono i brividi che mi avvisano e poi un vago pensiero che si colloca sullo sfondo: “sta succedendo qualcosa (di grande)”, è un happening. Guarda caso, quando questo succede a me, mi giro e sta succedendo anche agli altri, lo si può leggere sui visi della gente. A meno che non sia io a vedere ciò che non c’è, per suggestione di qualcosa che sta avvenendo solo dentro me. Possibile, davvero.

Ieri sera non mi è successo: saranno state le aspettative alte (non per i National, ma quelle che ho sempre) o il fatto che il loro disco mi piace ma non mi ha fatto impazzire.

Il cantante (non so il nome a memoria, indizio eloquente su come non ami particolarmente il gruppo) mi è sembrato piuttosto timido e quasi impacciato; nelle pause dava la schiena al pubblico e chiudeva gli occhi al momento di cantare (due fatti questi ultimi che presi di per sé non implicano necessariamente un risultato negativo sotto il profilo del rapporto col pubblico); ha una voce notevole, e lo sapevamo; ce l’ha anche dal vivo (un profano a cui è capitato di ascoltarne uno stralcio dalla mia autoradio mi ha chiesto se era il Vecchioni americano).

Anche Nin-Com-Pop ha visto un loro concerto, e mi sembra che anche lei confermi la “serietà” del gruppo dal vivo solo che in quel caso forse il pubblico era più caldo; sono d’accordo con matte solo a 2/3, chi suona conta molto di più, ma conta anche il pubblico, in un circolo che può essere vizioso o virtuoso.

Ah, questa non è una recensione negativa del concerto di ieri, non so se si capisce. Ma anche su questo si possono avere opinioni discordanti.

* ©

8 commenti:

  1. è stato uno dei dischi che ho amato di più in un periodo così limitato di tempo che non so, se ne avessi avuto l'opportunità come avrei preso un loro concerto.
    ho il timore che siano stati una cotta pesantissima e passeggera.
    mai avuto così tanti dubbi. giuro

    RispondiElimina
  2. Io non li conoscevo.
    Avevo già letto il loro nome, ma in alcune frasi in cui si incrociava col vocabolo "Interpol", cosa che mi aveva convinto a stare lontano mille miglia dalla loro musica.

    Mi ha fregato il fatto di aver letto che ci suonava Sufjan e sì, il fatto che difficilmente negli ultimi due/tre mesi (o ahem anni?) ho ascoltato con questa costanza un disco, dall'inizio alla fine.
    A.30mo

    RispondiElimina
  3. Avrei tanto voluto vederli. Su disco mi piacciono tantissimo, dal vivo mi stuzzicano assai.
    Mi consolerò con una doppietta Wombats-Fujiya & Miyagi oggi e domani, ché io sono un modaiolo.

    RispondiElimina
  4. j murphy a mosca, credo.

    RispondiElimina
  5. Corretto: J. Murphy a Mosca. L'ho scoperto per puro caso riconoscendo i New Young Pony CLub nella hall dell'albergo. Da li' sono risalito al fatto che suonano stasera e JM fara' il dj in un evento sponsorizzato dalla Nokia. Io nei NYPC non ci trovo proprio nulla di interessante pero' ... what am I missing?

    RispondiElimina
  6. rimane il mistero di come tu abbia fatto a riconoscerli; la bionda mi pare proprio carina, dai colla cinghia.

    RispondiElimina
  7. Ho visto degli hipsters nella lobby e ho detto toh (qui si vedono solo travett come me, o oligarchi o troie). Sempre nella lobby un carrello con custodie di strumenti musicali da tour. Gli hipsters a ben vedere mi sembravano a occhio disattento i CSS. Ma mi e' andata di sfiga ed erano la loro copia carbone. Come ho capito che erano proprio loro? Le custodie avevano la scritta I Love (formato cuore) NYPC. Da li' ho tratto le mie somme. Mi sono poi pentito di non avere attaccato bottone per vedere che facevano ma li' per li' trovavo un po' inutile farlo con un gruppo che mi lascia assai freddo (stasera li vedro' dal vivo e vediamo).

    RispondiElimina