mercoledì 24 ottobre 2007

oggi ho voglia di fumare



“Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima”

Questo oggetto è uno dei miei averi più cari (non solo per ragioni estetiche) ed è anche l’unico motivo per cui a volte rimpiango di aver smesso di fumare.

Cento anni fa nasceva un milanese eccezionale, una di quelle figure che hanno fatto la storia entrando nelle nostre case, spesso senza che ne fossimo consapevoli; uno di quei personaggi geniali, di quegli intellettuali a 360 gradi, educatori e artisti appartenenti a un’epoca, ormai purtroppo tramontata, in cui, ebbene sì, facevamo scuola e il mondo guardava a noi per trovare ispirazione. Sembra impossibile, a sentirlo ora, ma è vero; erano anche umili, veri lavoratori, gente di un’altra tempra. Persone ispirate, colte e profonde che hanno contribuito a traghettarci nell’era moderna.

Il mio rammarico per un’età che fu trova origine non in un banale sentimento patriottico, di cui il sottoscritto è assolutamente privo sino all’esagerazione, bensì nella constatazione che l’ambiente (anche culturale) in cui viviamo pullula di cialtroni messaggeri del nulla.

Sarò forse un nostalgico, ma a me sarebbe piaciuto vivere intorno agli anni sessanta, a luogo invariato.

Mentre ai nostri giorni, per fare un esempio, non mi capacito di come molti giovani scendano in stazione centrale (magari per andare a sentire l’ultimo gruppetto stonato) e non alzino nemmeno lo sguardo sul Pirelli, un edificio che occupa una parte importante nei libri di architettura. Un capolavoro di rara eleganza e leggerezza. Eppure è lì, non puoi non vederlo (un giorno mi spiegate perché si dovrebbe invece rimanere a bocca aperta davanti a un “dente cariato” [cit.] come il Colosseo; ah, sì, ora ricordo: la Storia e il Tempo; antico=bello; singolare come si dia così importanza a qualcosa che non esiste...).

Boutade a parte, oggi inaugura alla Rotonda della Besana la mostra su Bruno Munari.

Se passate da Milano fateci un giro, sempre che vi vada di fare un tuffo in un passato in cui qua si era davvero, davvero fighi.

2 commenti:

  1. io anche se ascolto i my awesome mixtape quando passo da centrale il pirellone lo guardo sempre :)

    e alla mostra alla besana ci verrei molto volentieri, se troviamo un giorno che vada bene a entrambi.

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  2. Siccome lavoro (e quindi vivo) praticamente in Stazione Centrale, vedo e guardo il Pirellone molte volte al giorno.

    Non è possibile evitarlo, perché è, insieme alla stazione, l'elemento architettonico intorno a cui ruota la zona. Anche se non lo guardi, ne rivedi le forme nella geometria di Piazza Duca D'aosta e di via Vittor Pisani.

    Al di là di questi tentativi di pensieri di architettura, oggi c'è una luce magnifica, nordica. Il sole splende lieve, molto inclinato, non picchia. L'atmosfera è calda, come all i need degli Air.

    E il Pirelli ne guadagna molto.
    Mai come il capo, grazie al fatto che io lavoro anche di sabato.

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