domenica 2 settembre 2007

Ritorno da cold mountain

Ho pensato a questo momento diverse volte; a quando avrei scritto il post del rientro dalle vacanze. Sì, perché frattanto mi erano venute in mente idee e spunti, anche profondi e acuti; almeno, a me sembravano tali, allora. Ora invece non so che cazzo scrivere. E' per questo che sono praticamente costretto a ricorrere al vecchio e infallibile rimedio dei "nonni": il post a punti. Chi l'ha inventato non se ne abbia a male e sia al contrario orgoglioso di aver creato un classico:

_ dopo 20 gg. di assenza, non riesco a riconnettermi con l'amata Milano e la realtà in cui vivo e mi muovo ca. 340 gg. all'anno: la circostanza, di per sé abbastanza comune, potrebbe rappresentare lo spunto per le più svariate riflessioni, profonde e acute, ça va sans dire; ma un post a punti, purtroppo, non lo consente;  
_ forse è perché in vacanza ho vissuto nei più bei posti rispettivamente di mare e di montagna d'Italia: sono stato qui e qui (in cima);
_ di Peter Cameron, dopo l'ottimo ultimo libro, ho letto anche Quella sera dorata, che mi è sì piaciuto, ma meno;
_ non importa se sei stato a Soho o Stoccolma, ogni volta che torni, hai la conferma che Milano è il posto con la più alta concentrazione di gnocca sulla faccia della terra, oggettivamente; lo afferma uno a cui piacciono le bruttine interessanti e occhialute;
_  vorrei andare a vivere a NY (pochi mesi fa ero a un passo): ma poi dovrei cambiare l'URL del blog e così ci rinuncio;
_ mi accorgo che il blog è un po' come una fidanzata: sei felice di averlo, ma ti mette ansia da prestazione;
_ in vacanza, ho sognato il blog; 
_ mi sono innamorato della giovanissima cameriera del mio albergo; una sera a cena, riferendosi inequivocabilmente al piatto vuoto da pietanza terminata davanti a me, mi ha chiesto "posso portarti via?" ed era esattamente la stessa domanda che le volevo fare io;
_ infine, chiudo con un po' di odio: disprezzo i ristoratori che hanno sostituito il balsamico a quello di vino come aceto di default e chi, quando devi firmare un modulo o la ricevuta della carta di credito, ti dice "ho bisogno di un suo autografo qui" . 

5 commenti:

  1. _ bentornato! i tuoi lettori non ne potevano piu' di me...

    _ a milano adesso ci sono un fracco di gnocche bruttine occhialute? ottimo, cambiamo il blog che torno io allora.

    _ mi hanno aggiustato la tele da spacciatore della mergellina: non chiedermi come, ma ora mi sto sorbendo una vecchia puntata di "so you think you can dance", l'american idol dei ballerini. che ballano? junior boys (!), elisa (giuro), c. dion e la mitica bonnie tyler.

    _ che hai risposto alla cameriera che parla coi piatti?

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  2. caro socio, ora so che posso assentarmi e la baracca la mandi avanti tu benissimo...
    ...alla cameriera ho risposto un "certo!" un po' sopra le righe.

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  3. Anche a me oggi Milano non mi piace. E' piena di gente, troppo piena di gente e cattiva. E' cara e ti ripaga poco.
    E' piena di figa, è vero, ma questo non consola abbastanza.
    Da piccolo quando andavao a pescara e, più in generale, nelle città e paesi pià piccoli di milano, mi sentivo più figo dei pescaresi e dei peasani, perché io vivevo in un posto dove le informazioni e le idee circolano, loro no.
    Oggi delle idee e delle informazioni non mi interessa più e voglio andare in posti dove c'è poca gente.

    Inoltre oggi odio il mio lavoro. Che è come Milano.

    Il tuo blog lo porti avanti benissimo, sia tua che quel ragazzo di nome Matte che parla benissimo italiano nonostante viva a New York.

    Lorenz

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  4. questo post a punti parte noiosetto ma dal quinto punto in poi sono fuochi d'artificio. applausi.

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  5. strano, c'è gente del nord pronta a giurare che ci sia più figa qui a Pescara che sù a Milano.
    non è poi che non circolino le informazioni e/o le idee.
    è il concetto stesso che viene stravolto, qui si chiamano "pettele" e "trovate per far soldi"
    anyway, no place is like home, diceva qualcuno.

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