mercoledì 26 settembre 2007

I am Icepick, and this is my heart

Caro T.,

oggi per esempio a Milano piove; vedi? anche qui, a un certo punto, dopo l’estate, giunge l’autunno (e poi l’inverno, sia chiaro a scanso d’equivoci): lo chiamano clima continentale. L’Italia non è nei Caraibi, non c’è sempre il sole, e le donne non sono affatto tutte beauuutiffful (a parte quelle che stanno leggendo, le loro amiche e le parenti sino al terzo grado in linea collaterale).

E poi: sì, abbiamo la MIGLIORE CUCINA DEL MONDO; i Francesi ci fanno una pippa, hanno solo secondi e formaggi (ma non quelli freschi, peraltro), quei mangia-lumache. Io adoro la nostra cucina, e faccio risse nei cinque continenti per difenderne il primato. Ma sappi che è colpa tua. Sarai tu il responsabile dell’omicidio che commetterò quando, al prossimo concerto a cui assisto, scatterò come un giaguaro alla gola del cantante al primo minimo accenno a quanto è buona la pasta italiana. Una volta per tutte, per favore, non ci trattate come dei baluba: è una cosa che è riservata a noi, che ci guadagniamo il sacrosanto relativo diritto vivendo qui ogni giorno (ma in Germania tu e i tuoi colleghi fate gli spiritosi sui wurstel o avete paura che quelli vi aspettino fuori con le spranghe? me lo chiedo da sempre).

Però. Però. Se però ci tieni davvero, a questi cliché, guarda, fai pure: basta che ci fate un concerto splendido come quello di ieri sera.

Sì, perché salire sul palco e vedere quei quattro gatti – tutt’altro che ammassati, ma anzi belli comodi – che riempivano a stento solo metà pista del Rainbow, non dev’essere stata cosa particolarmente esaltante. Vallo a dire agli organizzatori di concerti, che vi sovrappongono all’Evento della stagione con l’Artista Che Viene Citata Tipo Anche Dal Corriere Della Sera (cit.). Ciò nonostante, avete dato l’anima, tu e lei e loro. Lei, la donna brutta-bella, come il caldo-freddo di Totò e Peppino, con la quale convolerei a nozze domani stesso, se solo ci stesse.

E io pensavo che era un vero peccato e mi dispiacevo per voi, che fate del pop sublime, che tocca nel profondo corde comuni, come conferma quel “I’m not sorry there’s nothing to save” da brivido non tanto cantato, ma urlato all’unisono quasi con rabbia da tutti noi lì sotto.

Si fanno pensieri strani, a volte. Quando è arrivato il momento di Personal, ascoltata con le mani rigorosamente in tasca e dondolando impercettibilmente, le prime note mi hanno ricordato – chissà perché – l’inizio di Bohemian Rapsody. E allora ho fatto un collegamento strambo e in quel momento ho pensato che vi meritavate l’arena di Wembley.

Ma forse è stato meglio così, perché ci siamo guardati in faccia e siamo diventati amici, noi di qua e voi di là a fare quello per cui vivete, come hai detto tu.

Buona pasta,

tuo Icepick

PS

Visto che l’hai chiesto ti rispondo: sì, zona Bande Nere a Milano è proprio un “fashionable district in the middle of nowhere”. Tranne che per il fashionable.

12 commenti:

  1. cazzo! mi hai rubato l'idea! volevo interrompere il mio silenzio blog pubblicando un'email che ho scritto ieri sera e in cui parlavo e non parlavo dal concerto. e adesso che faccio? :-(

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  2. anche leonardo mi scippa sempre le idee...scherzo.
    pubblica, pubblica!

    eravamo allo stesso concerto, abbiamo la stessa sensibilità emo, ci piace scrivere lettere indie, dondoliamo allo stesso modo (io un po' di più ché mi ero fatto due jake & coke): zio cantante, è più che normale che escano cose simili...

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  3. ieri sera tornato a casa pensavo che ad avere avuto la giusta prontezza, avrei urlato "just cut the fashionable part". ma comunque ieri sera non avrei avuto la voce.
    io ho fatto foto, video, ho cercato di memorizzare la scaletta (senza riuscirci) ma adesso di questo (bel) concerto non so cosa scrivere. ho il blogger's block.

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  4. le immagini mi sembravano molto belle, perciò è già una gran cosa se ti limiti a condividerne una selezione senza dire molto a parole. c'è n'è una in particolare - se non mi sbaglio - che rende bene la "rabbia" di Torquil, quella specie di passione canadese, forse derivante dalla francesità che si respira nell'adottiva montreal.cmq riscontrabile in molti artisti canadesi.almeno credo.

    icepick

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  5. fra, anche tu blogger's block? è colpa del cinese, mi pare ovvio!

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  6. a proposito di scaletta, quello sì che è un bel problema del blogger ai concerti. ricordarla tutta è impossibile. scrivere sul cellulare, nella ressa, idem. l'unica è portarsi una track list totale da casa e spuntare ciascun pezzo suonato.
    a quel punto però, mi sentirei davvero un pirla.

    (comincio a stampare quella degli Interpol + Blonde Redhead...)

    icepick

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  7. eheh, per ricordare/appuntarsi/recuperare in modo maniacale la scaletta c'è chi è portato e chi no ;)

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  8. andarla a chiedere a un roadie?

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  9. excuse me, can you give me the little stair, please?

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  10. a questo punto propongo LACVCTADCDS come nuovo nome per cosa, lì.

    poi suona "La civicta di cidiesse" e mi fa ridere.

    ma anche no.

    più TAFKAP per tutti, via.

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  11. kekkoz, l'ultima non l'ho capita, ma sicuramente è a sfondo sussuale, considerato che avresti LCUC* LACVCTADCDS

    *questa C sta per "cozza"

    d.

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  12. ci ho messo un po' ma poi ce l'ho fatta.

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